25 gennaio 2017

Fondo Ricerche e Ricercatori

Il fondo organizza i materiali di molti ricercatori o gruppi di ricerca che hanno reso disponibili presso l’archivio le registrazioni prodotte nei vari contesti di produzione e intervento. I materiali sono suddivisi in serie che individuano i ricercatori e la loro attività o i contesti di ricerca di gruppo. Le tematiche risultano quindi molto eterogenee. Tra i vari argomenti presenti: la storia sociale di alcuni quartieri romani e aree della provincia romana, la rivolta di Reggio Calabria del 1970, le lotte per la terra in Arneo, l’emigrazione italiana interna e all’estero, la resistenza e l’antifascismo nell’Alto Lazio.

Grazia Prontera

Registrazioni di interviste realizzate fra il 2001 e il 2002 per una ricerca di storia orale sulla memoria delle lotte bracciantili in Arneo. Tra i temi principali della ricerca: la lotta per la terra, la pratica dello sciopero al rovescio e alcune testimonianza del coinvolgimento delle lavoratrici del tabacco nel movimento di lotta per la terra.

Catalogo
Registrazione #1 di 11
ID: GRP001 - Titolo: 1 Salvatore Rizzo I
Data (C/T): 2001-11-11 -
Parole chiave: Arneo , Braccianti , Lavoro agricolo , Occupazione delle terre
Descrizione: Salvatore Rizzo racconta dettagliatamente le vicende della prima occupazione dell'Arneo (dicembre 1949 - gennaio 1950). Si sofferma sui particolari della vita quotidiana durante l'occupazione e analizza le modalità di assegnazione dei terreni in seguito all'applicazione dei decreti Gullo e Segni (applicazione parziale, che causerà una seconda occupazione delle terre dell'Arneo, l'anno seguente). Descrive poi, le vicende della seconda occupazione dell'Arneo, l'intervento della polizia, le denunce, gli arresti ed il processo.
Lucia Baldassarre spesso interviene con racconti personali sulla condizione contadina negli anni Quaranta, in regime di colonia, con qualche accenno a come la differenza di genere intervenisse a marcare una condizione di ulteriore subalternità.

Scheda-Cronotematica
Traccia #1 di 17
Time IN: 00:00:00 – Time OUT: 00:03:55
Descrizione: Salvatore Rizzo, invitato a spiegare la dinamica del proprio avvicinamento e ingresso nel PCI, racconta come, pur avendo ricevuto una formazione cattolica sia in ambito familiare sia in ambito scolastico (completa il ciclo d’istruzione elementare), sarà poi spinto dall’osservazione della realtà socio-economica (familiare e generale) a frequentare, intorno ai vent’anni, il gruppo politico che sta organizzando l’occupazione delle terre incolte dell’Arneo (PCI, PSI, CGIL).


Traccia #2 di 17
Time IN: 00:03:55 – Time OUT: 00:07:15
Descrizione: Salvatore Rizzo racconta l’inizio della prima occupazione: la partenza notturna con le biciclette, da Salice Salentino il 3 dicembre 1949, l’incontro con altri contadini di Veglie, l’arrivo in località “Pozzo di Arneo”, la sistemazione in una casa abbandonata (poco più avanti spiegherà che si tratta di casa Gianfilippi, un casolare utilizzato dai pastori durante la transumanza).


Traccia #3 di 17
Time IN: 00:07:15 – Time OUT: 00:09:28
Descrizione: Racconto quasi aneddotico dell’incontro, durante i lavori necessari alla preparazione dei terreni, con una donna che gli domanda a chi appartenga il terreno su cui si trova: in realtà è proprio lei la proprietaria del fondo, fatto che mostra come i latifondisti non conoscano neppure i limiti dei propri terreni.
Note: La donna di cui parla appartiene alla famiglia dei Tamborino, potenti agrari che concessero parte dei loro terreni in seguito alla prima occupazione.


Traccia #4 di 17
Time IN: 00:09:28 – Time OUT: 00:12:20
Descrizione: Lucia Baldassarre racconta le condizioni del lavoro femminile in campagna.
Note: Riferisce di aver ascoltato “La canzone della risaia”, e di avervi riconosciuto la descrizione della condizione da lei personalmente – e collettivamente – vissuta sulla terra.


Traccia #5 di 17
Time IN: 00:12:20 – Time OUT: 00:18:31
Descrizione: Salvatore Rizzo descrive l’arrivo della polizia sull’Arneo e la perquisizione del casolare alla ricerca di armi; non trovando armi, ma attrezzi da lavoro, la vicenda si conclude con la denuncia di ciascuno degli occupanti, per occupazione di proprietà privata. Seguono due brevi racconti di episodi avvenuti durante l’occupazione.
Note: Verso la fine, il racconto dei due episodi è in dialetto e risulta poco comprensibili.


Traccia #6 di 17
Time IN: 00:18:31 – Time OUT: 00:21:40
Descrizione: Fine dell’occupazione nei primi giorni del 1950: sia perchè nel frattempo la polizia si è impossessata del casolare, sia perchè si diffonde notizia della concessione di terreni (4800 ettari) da parte di alcuni latifondisti, in linea con quanto stabilito dai decreti Gullo. In realtà solo un proprietario manterrà la promessa, e il 27 dicembre 1950 inizia una nuova occupazione delle terre di Arneo.


Traccia #7 di 17
Time IN: 00:21:40 – Time OUT: 00:24:41
Descrizione: Racconta episodi della seconda occupazione. Gli occupanti, ben più numerosi che l’anno predente, si sistemano ancora in casolari; comitati di solidarietà, creatisi nei paesi per impegno diretto dei partiti di sinistra e delle Camere del Lavoro, provvedevano al rifornimento degli alimenti.


Traccia #8 di 17
Time IN: 00:24:41 – Time OUT: 00:29:14
Descrizione: Arrivo della polizia, che approfitta dell’esiguità numerica degli occupanti (la maggior parte è tornata nei paesi per trascorrere il capodanno in famiglia, poichè alcuni poliziotti infiltrati hanno diffuso la voce di un accordo raggiunto con gli agrari). Vari lanci di bombe lacrimogene e ferimento di un contadino di Nardò, cui segue l’accerchiamento dei poliziotti che, man mano spinti verso le proprie autovetture, abbandonano il posto.


Traccia #9 di 17
Time IN: 00:29:14 – Time OUT: 00:36:16
Descrizione: Secondo arrivo della polizia, questa volta con grande dispiegamento di forze: distruzione delle biciclette degli occupanti e delle loro provviste alimentari. Fuga degli occupanti nella campagna, durata due giorni, per poter rientrare nei paesi aggirando i posti di blocco (sembra che la polizia abbia fatto ricorso anche a un mezzo aereo per controllare gli occupanti). Salvatore Rizzo, infine, accenna brevemente all’idea degli occupanti di tornare ancora una volta ad occupare i terreni dell’Arneo, immediatamente dopo il rientro.


Traccia #10 di 17
Time IN: 00:36:16 – Time OUT: 00:41:52
Titolo: Canzone dell’Arneo
Incipit: Sulle terre incolte d’Arneo, noi porteremo la vita e il lavoro
Informatore/Esecuzione: Voce maschile
Descrizione: Salvatore Rizzo completa il racconto del proprio ingresso nel PCI e riconduce all’entrata nel gruppo dei compagni la composizione, collettiva, della canzone dell’Arneo, che poi esegue. Brano eseguito sull’aria di “Addio padre e madre addio”
Note: Il brano è composto collettivamente dagli occupanti dell’Arneo tra il dicembre del 1949 e il gennaio del 1959.


Traccia #11 di 17
Time IN: 00:41:52 – Time OUT: 00:45:02
Descrizione: Riprende a raccontare episodi dell’occupazione: qui la storia del contadino che, con giri di parole, teneva nascosto il vino portato da casa. Seguita con accenni ai rapporti tra gli occupanti, fatti, in alcuni momenti, anche di convivialità. Accenna alla presenza dell’onorevole Calasso in Arneo, durante le occupazioni.


Traccia #12 di 17
Time IN: 00:45:02 – Time OUT: 00:48:49
Descrizione: L’assegnazione delle terre è vista come passaggio obbligato per il superamento delle condizioni di dipendenza economica. Salvatore Rizzo. illustra le modalità di assegnazione delle terre, e le difficoltà incontrate dalla commissione appositamente formata, difficoltà dovute alla reticenza della popolazione – di differente estrazione politica – che non aveva partecipato all’occupazione (dopo la prima occupazione, dei cinquanta ettari assegnati ai contadini di Salice Salentino, ben trenta saranno devoluti a contadini di altri comuni); solo dopo aver visto i primi frutti del lavoro un maggior numero di contadini parteciperà alla seconda occupazione.


Traccia #13 di 17
Time IN: 00:48:49 – Time OUT: 00:50:08
Descrizione: Torna a descrivere l’intervento della polizia durante la seconda occupazione, soffermandosi su un episodio di scontro tra la polizia e un contadino armato di ascia per disboscare.


Traccia #14 di 17
Time IN: 00:50:08 – Time OUT: 00:55:33
Descrizione: Racconta della propria elezione a segretario della FGCI, nel 1951, all’età di ventidue anni; mostra le tessere ancora in suo possesso (oltre ad altri effetti personali). Accenna ad un’altra occupazione in località Trepuzzi (fuori dall’Arneo) nell’ottobre del 1950. Interviene Lucia Baldassarre che legge brani da una lettera, con riferimento a vicende personali del marito.


Traccia #15 di 17
Time IN: 00:55:33 – Time OUT: 00:57:04
Descrizione: Brevi cenni alle vicende giudiziarie seguite alla denuncia; il processo si tenne nel 1953, e presidente del comitato di difesa fu Umberto Terracini, che però non intervenne di persona.


Traccia #16 di 17
Time IN: 00:57:04 – Time OUT: 00:59:39
Descrizione: Riflessioni sulla legittimità dell’occupazione, come reazione ad una illegittima trasmissione ereditaria e nobiliare del latifondo. Breve storia ragionata della nascita della ricchezza dei pochi dallo sfruttamento dei molti.


Traccia #17 di 17
Time IN: 00:59:39 – Time OUT: 01:04:17
Descrizione: L’occupazione dell’Arneo non fu celebrata e la sua memoria non fu tenuta in vita; Salvatore Rizzo e Lucia Baldassarre accennano ad un documentario sull’occupazione, realizzato da una signora di Roma, di cui si è però persa ogni traccia.



Registrazione #2 di 11
ID: GRP002 - Titolo: 2 Salvatore Rizzo II
Data (C/T): 2001-11-11 -
Parole chiave: Arneo , Braccianti , Contratti agrari , Lavoro agricolo , Occupazione delle terre
Descrizione: Salvatore Rizzo e Lucia Baldassarre aggiungono particolari sulla condizione contadina e sui contratti di colonia (analizzando nei dettagli un contratto colonico dell'epoca), e riflettono sulla riforma agraria mai realmente portata a termine, e sulla attuale condizione del lavoro dei campi, la cui crescente difficoltà (dovuta alla mancanza di formazione tecnica ed alla pressione fiscale) spinge ancora oggi i giovani ad emigrare.
In questo nastro Salvatore fornisce una interessante descrizione del "cinco-doi" (cinque-due), modalità caratteristica dei rapporti agrari di colonia nei territori salentini, in base alla quale i due quinti del raccolto spettavano al colono, i tre quinti al padrone.
Nell'ultima parte dell'intervista il gruppo si sposta sulle terre dell'Arneo, proprio nella casa utilizzata durante l?occupazione.

Scheda-Cronotematica
Traccia #1 di 9
Time IN: 00:00:00 – Time OUT: 00:05:55
Descrizione: L.B. illustra alcune fasi del lavoro della vigna nell?agricoltura tradizionale, non meccanizzata, soffermandosi sulle modalit? della zolfatura. Vari riferimenti al rapporto padronale istituito dai proprietari nei confronti dei coloni ed alla totale assenza di diritti concessi dagli agrari ai coloni.


Traccia #2 di 9
Time IN: 00:05:56 – Time OUT: 00:11:01
Descrizione: S.R. legge ed illustra nei dettagli un resoconto (regolato dal contratto di colon?a stipulato per l?anno ’62-?63 con un proprietario terriero) delle varie quantit? di spesa iniziale, di pesticidi, e di prodotto finale da ripartire tra proprietario e colono. Il resoconto ? ripartito in dare-avere per ciascuna delle singole voci: nel resoconto analizzato il totale delle uscite equivale al totale delle entrate, a mostrare come i coloni lavorassero per non guadagnare nulla, e come dunque fosse necessario, al colono, riuscire ad avere un terreno di propriet
Note: In alcuni momenti le voci si sovrappongono, con conseguente difficolt? di comprensione.


Traccia #3 di 9
Time IN: 00:11:02 – Time OUT: 00:13:40
Descrizione: S.R. descrive il patto de lu cinque-d?i (cinque-due), modalit? che regola i rapporti di colon?a nei territori salentini, in base alla quale i due quinti del raccolto spettavano al colono, i tre quinti al padrone. Questo tipo di patto agrario si applicava a partire dal secondo anno di affitto: il raccolto del primo anno, chiaramente irrisorio se non del tutto
assente, poteva essere raccolto per intero dal colono. Di qui torna a riflettere sull’illegittima trasmissione del latifondo per via ereditaria, che trae origine dallo sfruttamento dei popoli.
Note: Proverbio riferito da L.B. poco comprensibile nell?ultima parte: la zappa picca pane [pappa?], a dire che chi lavora la terra mangia poco, perch? poco guadagna.


Traccia #4 di 9
Time IN: 00:13:41 – Time OUT: 00:16:16
Descrizione: Riflessioni di L.B. sulla difficolt? della vita in campagna e sulla conseguente massiccia emigrazione giovanile verso il Nord.


Traccia #5 di 9
Time IN: 00:16:17 – Time OUT: 00:19:33
Descrizione: S.R. si inserisce nel discorso della moglie insistendo sulla necessit? di formazione tecnica per i giovani agricoltori. Passa poi a illustrare, su una mappa catastale, il terreno ottenuto in seguito all?occupazione dell?Arneo, sottolineando come per la maggior parte i terreni assegnati fossero di qualit? scadente e richiedessero enormi lavori di miglioria e bonifica. Mostra, infine, la stipula del contratto del ?91 col quale, dopo i ventinove anni di pagamento all?Ente di Riforma, il terreno ? diventato di piena propriet? degli assegnatari.


Traccia #6 di 9
Time IN: 00:19:34 – Time OUT: 00:24:32
Descrizione: Riflessioni sul ruolo dell?Ente di Riforma Arneo, creato dopo le occupazioni allo scopo di assegnare i terreni ai vari nuclei familiari (riunendo i vari appezzamenti ed evitando una loro eccessiva parcellizzazione), e sulla sua politica nepotistica e clientelare. S.R. mostra una raccolta di firme da lui inutilmente presentata all?Ente Riforma per realizzare una strada, poi pagata autonomamente dai vari contadini, nonostante il loro regolare versamento dei canoni di bonifica per la riforma fondiaria (canoni ancora in vigore nel 2001).


Traccia #7 di 9
Time IN: 00:24:33 – Time OUT: 00:28:07
Descrizione: S.R. illustra nuovamente la mappa catastale con i vari appezzamenti e le differenti tipologie di terreno e coltivazione, segnalando la totale assenza di canali per l?irrigazione. Sulla mappa ? visibile anche il casolare occupato dai braccianti.
Note: Con questa traccia si conclude il lato A; interruzione e passaggio al lato B.


Traccia #8 di 9
Time IN: 00:28:08 – Time OUT: 00:31:29
Descrizione: S.R. mostra, presumibilmente, fotografie e memorie scritte dell?occupazione (tra cui un foglio contenente il testo della canzone d?Arneo). Lui e sua moglie raccontano e difficolt? incontrate da loro e da altri compagni a causa della loro appartenenza politica; nello specifico, si riferisce al rifiuto, ricevuto da parte dell?autorit? ecclesiastica, di poter svolgere la funzione di padrino durante un battesimo.
Note: L?intervistatrice, il suo accompagnatore, Salvatore Rizzo e sua moglie si sono spostati in campagna, sui terreni dell?Arneo.


Traccia #9 di 9
Time IN: 00:31:30 – Time OUT: 00:33:16
Descrizione: S.R. aggiunge ulteriori dettagli al racconto dell?occupazione. Grazia Prontera legge un brano di V. Bodini che ha per protagonista un gruppo di raccoglitrici di olive dell?Arneo.
Note: Ulteriore spostamento presso la casa utilizzata dai contadini durante l?occupazione.
Il nastro si interrompe, il resto del lato B ? vuoto.



Registrazione #3 di 11
ID: GRP003 - Titolo: 3 Cosimino Ingrosso I
Data (C/T): 2001-11-18 -
Parole chiave: Arneo , Braccianti , CGIL , Consorzio bonifica , Contratti agrari , Lavoro agricolo , Occupazione delle terre , PCI , Sindacato
Descrizione: Cosimino Ingrosso, dopo aver illustrato la divisione della società in classi e la propria appartenenza al gruppo più povero della classe contadina, quello dei braccianti, si sofferma a spiegare le gravose condizioni lavorative cui i braccianti, e i coloni, erano sottoposti, e quali modalità regolassero i contratti di colonia. Spiega come avvenne il proprio avvicinamento al PCI e passa poi ad analizzare il lavoro politico effettuato in preparazione delle occupazioni, nonchè l'appoggio dato dal PCI e dalla CGIL alla lotta delle tabacchine; racconta le vicende - personali e collettive - della prima e della seconda occupazione dell'Arneo.
Discute del ruolo di difesa degli agrari svolto dall'Ente di Riforma, sottolineando la continuità politica tra vecchi e nuovi fascismi nella gestione economica locale e nazionale.

Scheda-Cronotematica
Traccia #1 di 12
Time IN: 00:00:00 – Time OUT: 00:04:28
Descrizione: C.I. inizia il suo racconto spiegando quella che, nel periodo della sua infanzia e giovinezza, era la principale distinzione sociale all?interno della classe contadina: i contadini poveri, che avevano un modestissimo appezzamento terriero (da un ettaro di terra fino a poche decine di are), i contadini meno poveri (in dialetto: razzali comodi, cio? braccia comode, che ricorrevano all?impiego di manodopera giornaliera che lavorasse al loro posto), e infine i braccianti, la maggior parte dei quali superava di norma la soglia della povert?.
Appartenente a quest?ultima categoria per provenienza familiare, illustra quali fossero le modalit? del reclutamento dei braccianti nei vari periodi del calendario contadino.


Traccia #2 di 12
Time IN: 00:04:29 – Time OUT: 00:10:48
Descrizione: Prima di spiegare in che modo ha iniziato la propria attivit? politica si sofferma a spiegare come tutta la sua generazione sia stata formata ad una idea gerarchica e autoritaria della societ?, basata sul massimo rispetto delle autorit? e dell?ordine costituito (potentati agrari ed ecclesiastici); solo dopo la caduta del fascismo e la ripresa aperta delle attivit? dei partiti della sinistra e del sindacato riuscir? a incanalare la massa dei braccianti poveri, e con un basso livello di istruzione, alla ribellione nei confronti degli agrari.
Note: Fa riferimento ad una intervista che gi? gli ? stata fatta da altri (non ? specificato da chi), molto probabilmente sulle stesse tematiche.
In GRP005-08 racconta che la propria iscrizione al PC avvenne nell?ottobre del 1945.


Traccia #3 di 12
Time IN: 00:10:49 – Time OUT: 00:15:35
Descrizione: Qui spiega il funzionamento del cinco-doi (cinque-due), modalit? caratteristica dei rapporti agrari di colonia nei territori salentini, in base alla quale i due quinti del raccolto spettavano al colono, i tre quinti al padrone. Prosegue con l?accenno alla lotta, iniziata gi? durante la guerra, per la riduzione dell?orario lavorativo, che fu portato dalle dieci ore iniziali a un massimo di cinque, sei ore al giorno, e al successivo instaurarsi di contratti di colonia regolati dal cinco-doi.


Traccia #4 di 12
Time IN: 00:15:36 – Time OUT: 00:20:27
Descrizione: Descrive come il contratto di colonia fosse gravoso per il colono costretto a provvedere, col suo terzo di prodotto, al mantenimento della famiglia e alla manutenzione delle coltivazioni dei padroni (persino al pagamento del guardiano che doveva controllare il colono stesso); racconta lo stratagemma col quale i coloni portavano a casa una minima parte del raccolto e la punizione che loro spettava nel caso in cui venissero scoperti. Ci? nonostante, C.I. spiega come un simile contratto rappresentasse, per il contadino, una emancipazione dalla ancor pi? gravosa condizione di bracciante giornaliero.


Traccia #5 di 12
Time IN: 00:20:28 – Time OUT: 00:25:21
Descrizione: In seguito all’emanazione dei decreti Gullo-Segni per l’esproprio delle terre incolte i braccianti, uniti e spinti dall?azione dei partiti della sinistra -soprattutto dal PCI- e della CGIL, decidono di occupare le terre dell’Arneo; C.I. spiega poi perché la scelta ricadde proprio su quei terreni, e racconta anche come i braccianti di altre zone della provincia abbiano scelto altre località da occupare, sottolineando come con difficoltà si riuscì a vincere la diffidenza dei compaesani a muovere contro gli agrari.
Note: Ricorre la citazione dei Tamborino di Maglie, proprietari di enormi appezzamenti, spesso citati anche in GRP001 e GRP002.


Traccia #6 di 12
Time IN: 00:25:22 – Time OUT: 00:26:43
Descrizione: Accenna brevemente alla lotta fatta dai braccianti per ottenere il ribaltamento del contratto di colonia a loro favore (questo per i terreni ottenuti a colonia, chiaramente, e non per quelli occupati e poi assegnati).


Traccia #7 di 12
Time IN: 00:26:44 – Time OUT: 00:32:15
Descrizione: Torna a raccontare il lavoro politico che fu fatto presso i contadini per preparare l?occupazione delle terre, persuadendoli a sottrarsi al giogo padronale. Individua nella lotta delle tabacchine il primo vero momento di opposizione di classe e di formazione e racconta come la lotta delle tabacchine leccesi fosse sostenuta dal PCI e dalla Camera del Lavoro.


Traccia #8 di 12
Time IN: 00:32:16 – Time OUT: 00:38:20
Descrizione: La traccia si interrompe momentaneamente a causa del passaggio del nastro da un lato all?altro. Nello stesso punto si interrompe anche il racconto, e i tre si fermano per bere il vino mieru di C.I. , il quale nel frattempo descrive quali fossero le condizioni lavorative sotto padrone al tempo della sua infanzia, e come in relazione a ci? egli avesse ricevuto, soprattutto dai nonni che lavoravano come fattori, una educazione contro ai padroni (ne riporta le parole nel detto: amuri di patroni, amuri di ?, la cui conclusione in rima baciata lascia solo intuire), di cui si ricorder? al momento dell?incontro col PCI
Note: Anche qui si accenna a un filmato sull? occupazione dell?Arneo.
Nei momenti pi? colloquiali C.I.si esprime in dialetto salentino.


Traccia #9 di 12
Time IN: 00:38:21 – Time OUT: 00:44:18
Descrizione: Racconta del proprio ingresso nella sezione del PCI assieme al cognato che, nel campo di prigionia in Germania aveva maturato idee antifasciste, grazie allo scambio con gli altri prigionieri, e spiega come il gruppo di giovani (classe ?26 o ?27) entr? in sezione e prese le redini del movimento, col risentimento degli anziani antifascisti, che cos? non hanno potuto trasmettere la loro memoria ed esperienza (e infatti critica l?atteggiamento della giovent? attuale, cui non riconosce esperienza alcuna). Sul problema di esperienza e memoria riflette in maniera approfondita.


Traccia #10 di 12
Time IN: 00:44:19 – Time OUT: 00:48:34
Descrizione: Torna a descrivere il lavoro politico che fu fatto per preparare l?occupazione delle terre del ?49, spiegando le differenze tra piccoli centri (Guagnano) e grandi centri (Galatina, segnata positivamente dalla presenza di antifascisti storici, come l?on. Galasso), e sottolinea come nei centri pi? piccoli fosse pi? difficile trovare contadini disposti ad occupare, tanto che il gruppo di Guagnano mosse solo alcuni giorni dopo quello di Copertino e Nard?.
Si sofferma sul rapporto con i democristiani, per lo pi? studenti e professionisti (che si definivano comunisti bianchi), che non partecipavano alle occupazioni pur riconoscendo ragione all?azione del PCI.


Traccia #11 di 12
Time IN: 00:48:34 – Time OUT: 00:55:18
Descrizione: Descrive la partenza notturna da Guagnano per l?Arneo, nei primi giorni del dicembre 1949, l?arrivo a San Pancrazio (dove i contadini si stavano organizzando in cooperative per l?applicazione della legge Gullo-Segni) e l?invito rivolto ai contadini del posto ad abbandonare l?idea delle cooperative e passare all?occupazione. I contadini accettano l?invito e seguono il gruppo dopo poche ore.
Note: Fa riferimento ad un libro: ?Come eravamo?, scritto dal figlio di uno dei contadini di S. Pancrazio che si unirono al gruppo di Guagnano.


Traccia #12 di 12
Time IN: 00:55:19 – Time OUT: 01:04:32
Descrizione: Si sofferma a parlare del consorzio di bonifica dell?Arneo, della sua politica e della figura del suo presidente, proveniente da una famiglia di agrari di Salice, che all?epoca era proprietario dei terreni della masseria Donna Gioconda, occupati dai contadini di Guagnano.
Infine accenna alla corrente bonomiana del consorzio (cio? alla Coldiretti), che raccoglieva i contadini ricchi cui aveva accennato ad inizio nastro, direttamente schierati con gli agrari.



Registrazione #4 di 11
ID: GRP004 - Titolo: 4 Cosimino Ingrosso II
Data (C/T): 2001-11-18 -
Parole chiave: Carcere , DC , Occupazione delle terre , PCI
Descrizione: Cosimino Ingrosso racconta dettagliatamente le vicende della prima occupazione dell'Arneo, l'arrivo della polizia, gli arresti e la permanenza nel carcere di Nardò. Passa poi a spiegare come dopo il carcere intraprese l?attività di contadino autonomo, mediante l'affitto di una porzione di terreno, e come dunque la sua attività durante la seconda occupazione fosse essenzialmente politica, di organizzazione e sussidio agli occupanti. Esamina i complesi rapporti con la DC, e il ruolo da questa giocato nell'azione di riforma agraria, nonchè l'apertura del PCI al ceto medio. Analizza, infine, la realtà elettorale e politica dei decenni successivi

Scheda-Cronotematica
Traccia #1 di 11
Time IN: 00:00:00 – Time OUT: 00:05:20
Descrizione: Racconta l?arrivo dei contadini di San Pancrazio sulle terre d?Arneo, di qualche ora successivo all?arrivo del gruppo di Guagnano; descrive i primi lavori effettuati sui terreni della masseria Donna Gioconda (terreni erroneamente ritenuti incolti dagli occupanti), e l?incontro col figlio del massaro, che approva l?iniziativa dell?occupazione (aggiunge il ricordo di un successivo incontro, avvenuto a decenni di distanza).


Traccia #2 di 11
Time IN: 00:05:21 – Time OUT: 00:11:57
Descrizione: Descrive l?arrivo della polizia in Arneo, di sera, e l?arresto dei contadini rimasti sulla terra (molti sarebbero tornati all?indomani), otto o nove (tra i quali lui stesso), che furono portati al carcere di Nard?, subendo soprusi vari da parte delle forze dell?ordine; a questo fa seguire una interessante riflessione sulla provenienza socio-culturale degli uomini delle forze armate.


Traccia #3 di 11
Time IN: 00:11:58 – Time OUT: 00:18:24
Descrizione: Qui racconta come gli occupanti furono sistemati in una cella del carcere e come l? dentro trascorsero circa due settimane (ad essi si aggiunsero altri contadini arrestati nei giorni seguenti), tornando in libert? qualche giorno prima di Natale; descrive le dure condizioni cui erano sottoposti i detenuti e i contrasti con le guardie. Racconta dell?intervento di un gruppo di cittadini di Nard?, sedicenti compagni, che di notte da una finestrella tentarono di rifornire i detenuti di viveri, e del rifiuto da questi opposto, nel timore che potesse trattarsi di un falso aiuto.


Traccia #4 di 11
Time IN: 00:18:25 – Time OUT: 00:27:14
Descrizione: Descrive due episodi avvenuti in carcere, riguardanti i rapporti tra gli arrestati e i poliziotti: l?incontro con un poliziotto di Crotone, che presenta ai contadini una lettera in cui i suoi genitori – contadini anch?essi e occupanti di terreni – lo invitano ad aver rispetto degli arrestati, e l?incontro con il poliziotto che dichiara di essere stato partigiano (fenomeno al quale C.I. tenta di trovare una spiegazione). Segue una discussione sulla polizia partigiana.


Traccia #5 di 11
Time IN: 00:27:15 – Time OUT: 00:32:08
Descrizione: Racconta come durante i giorni trascorsi in carcere fu convocato dal commissario in persona, il quale tent? di ingraziarsi Ingrosso (e tramite lui gli altri occupanti) rivolgendogli accuse infamanti e nello stesso tempo invitandolo ad un luculliano banchetto (che il narratore dichiara di aver rifiutato).
Conclude, infine, con la narrazione dell?uscita dal carcere e del ritorno a casa, a ridosso del Natale; altri contadini di Guagnano erano invece stati trasferiti a Lecce, dove restarono in carcere per tre mesi, con l?accusa – infondata – di aver agito nei confronti della polizia.


Traccia #6 di 11
Time IN: 00:32:09 – Time OUT: 00:38:02
Descrizione: Qui racconta come cerc?, dopo il carcere, di lavorare autonomamente in campagna, affittando un terreno e vendendo i prodotti della terra, evitando cos? di assoggettarsi ad un padrone. Non potendo pi? partecipare direttamente all?occupazione provvede, per?, a raccogliere viveri per gli occupanti e per i loro familiari, presso i contadini benestanti (i quali, pur non appartenendo all?elettorato di sinistra, condividevano con i contadini pi? poveri una medesima condizione di sfruttamento).


Traccia #7 di 11
Time IN: 00:38:03 – Time OUT: 00:41:15
Descrizione: C.I. individua nell?apertura della lotta al ceto medio delle campagne un importante momento di svolta nella politica della sinistra nel meridione; di qui la nascita dell?Alleanza dei Contadini, dagli anni ?70 Confederazione Italiana Agricoltori (sindacato al quale ancora aderisce).


Traccia #8 di 11
Time IN: 00:41:16 – Time OUT: 00:46:29
Descrizione: Torna ai fatti dell?Arneo: la promulgazione della Legge Stralcio di riforma agraria (marzo 1950) in realt? non avr? grandi conseguenze; prosegue, invece, il tentativo della sinistra di allargarsi al ceto medio. Esamina il complesso rapporto con la DC nelle sue varie correnti e il continuo tentativo di mostrare ai contadini cattolici la necessit? di una azione comune contro gli agrari.
Descrive il protrarsi dello scontro con gli agrari, nonostante la legge di riforma, e dunque con la polizia, che non risparmi? agli occupanti l?incendio delle biciclette (unico mezzo di locomozione e simbolo della memoria delle lotte) e le cariche durante la seconda occupazione. Racconta, infine, come nottetempo, durante la seconda occupazione, si recasse in bicicletta sull?Arneo per rifornire gli occupanti di generi alimentari.


Traccia #9 di 11
Time IN: 00:46:30 – Time OUT: 00:50:36
Descrizione: Riflette sulla legge di riforma agraria e sul ruolo della DC nella difesa degli agrari: difesa che rispecchia la continuit? politica tra fascismo e DC. Accenna agli arresti e al processo, per il quale si cre? un comitato di avvocati difensori di rilevanza nazionale (con Terracini presidente), accompagnati da noti dirigenti; riferisce della presenza di Avolio, socialista, poi segretario dell’ Alleanza dei Contadini e accenna ai rapporti tra i partiti della sinistra all?interno del sindacato.


Traccia #10 di 11
Time IN: 00:50:37 – Time OUT: 01:01:48
Descrizione: Qui descrive ed esamina gli sviluppi delle lotte dell?Arneo: i terreni non furono espropriati ma pagati profumatamente agli agrari, e i braccianti, divenuti coltivatori diretti, persero gli assegni familiari, il che caus? infine l?abbandono delle terre (poco produttive) e una forte emigrazione di massa; accenna a successive lotte per l?occupazione agricola. Conclude con una complicata analisi dei risultati elettorali dei decenni seguenti.
Note: Alcuni accenni alla condizione terriera nelle province di Taranto e Brindisi.


Traccia #11 di 11
Time IN: 01:01:49 – Time OUT: 01:04:15
Descrizione: Accenna ai fatti del processo per l?occupazione dell?Arneo, svoltosi nel 1953.
Note: A proposito dei fatti dell?Arneo, e in particolar modo per quanto riguarda gli arresti e il processo, accenna ad un libro: S. Coppola, Leghe contadine del basso Salento agli inizi del secolo e ?Memoriale ? di Pietro Refolo, Edizioni Salento Domani, Lecce 1977.



Registrazione #5 di 11
ID: GRP005 - Titolo: 5 Cosimino Ingrosso III
Data (C/T): 2001-11-18 -
Parole chiave: Politica , Sindacato , Storia familiare
Descrizione: In questa utlima parte Cosimino Ingrosso approfondisce alcune tematiche gi? accennate nei due nastri precedenti, sia in merito alla composizione politica dell?elettorato nazionale, sia in merito alle proprie scelte personali. Ripete alcune notizie della propria storia familiare e della formazione politica, soffermandosi a descrivere dettagliatamente il funzionamento dei corsi di formazione organizati dal PCI. Conclude con l?amara constatazione della rimozione della memoria delle lotte contadine proprio presso coloro che ne erano stati i protagonisti.

Scheda-Cronotematica
Traccia #1 di 9
Time IN: 00:00:00 – Time OUT: 00:14:22
Descrizione: Continua la riflessione sulla situazione politica (ed elettorale) italiana dal dopoguerra in poi, e sulla evoluzione dal fascismo alla DC, con riferimenti alla storia locale, spiegando il meccanismo che causava l?annullamento di numerosissime schede votate per i partiti di sinistra. Passa quindi a mostrare la lettera ricevuta da un compaesano emigrato in Germania, poco prima delle elezioni del ?56, in risposta ad una lettera con la quale Ingrosso aveva contattato numerosi compagni emigrati, in merito alla costituzione della lista elettorale e ad una alleanza con i socialisti (Grazia Prontera legge il testo della lettera).
Individua la principale causa dell?emigrazione di massa degli anni ?50 nel tentativo democristiano (avallato dagli statunitensi) di allontanare dal meridione il bracciantato povero e comunista; dal solo paese di Guagnano partirono circa ottocento persone.
Note: a circa 00:07:00 : interruzione del nastro che riprende di seguito con la lettura della lettera.
tra 00:07:40 e 00:08:03 : arrivo del fratello di Cosimino Ingrosso e interruzione momentanea della lettura.
Nella lettera dell?emigrante, datata 19 giugno 1956, si susseguono riflessioni sulla politica locale e sui suoi legami con la politica internazionale.


Traccia #2 di 9
Time IN: 00:14:23 – Time OUT: 00:19:44
Descrizione: Qui torna a spiegare come la propria decisione di diventare coltivatore autonomo, realizzata mediante l?affitto di un terreno agricolo da un privato, gli abbia consentito di intraprendere un’importante attivit? nelle sezioni locali del PCI e della Federbraccianti (il passaggio da bracciante a contadino implica la possibilit? di superare il ricatto padronale, garantendo al singolo una maggiore libert? e autonomia decisionale): di entrambe le strutture C.I. sar? segretario per quasi trent?anni. Prosegue con ulteriori accenni alle dinamiche elettorali e sociali proprie del meridione, sottolineando l’attuale assenza della classe non egemone dalle posizioni pi? importanti della scena politica, e collegando questa assenza all?attuale mancanza di lotte sul territorio.
Note: C.I. ribadisce con forza che, nonostante quanto affermato con i mezzi pi? disparati dalla propaganda avversaria, la prassi politica del PCI fosse aperta e democratica.


Traccia #3 di 9
Time IN: 00:19:45 – Time OUT: 00:22:18
Descrizione: Racconta di come si confrontasse con i compagni sui problemi della quotidianit? (soprattutto per il problema della sanit?: vedi l?accenno al libretto dei poveri), e di come spesso abbandonasse il proprio banco di frutta e verdura per recarsi a discutere con le istituzioni, sia in paese sia negli uffici del capoluogo.


Traccia #4 di 9
Time IN: 00:22:19 – Time OUT: 00:29:51
Descrizione: Qui brevemente fa riferimento ad una serie di convegni per il cinquantennale delle lotte dell?Arneo, organizzati pochi mesi prima a Copertino, Campi e Leverano (e sottolinea la presenza di studenti e istituzioni, ma l?assenza pressoch? totale dei contadini). Riporta, sinteticamente, il proprio intervento al congresso di Leverano, in merito alla legittimit? e legalit? dell?occupazione contadina in Arneo (per necessit? e per manifestare l?occupazione come momento di propaganda). Accenna anche alla mancata formazione di cooperative prevista dai decreti Gullo.
Note: Rapidissimo accenno a corsi di formazione del PCI.
Accenna ad una donna, Cristina Conchiglia, tabacchina e dirigente delle lotte delle tabacchine.
Brani di un documento prodotto dalla questura, contenente le accuse rivolte agli occupanti.


Traccia #5 di 9
Time IN: 00:29:52 – Time OUT: 00:32:32
Descrizione: Descrive l?attuale situazione delle terre d?Arneo, per lo pi? abbandonate dai contadini a causa del carico fiscale e dello scarso rendimento.


Traccia #6 di 9
Time IN: 00:32:33 – Time OUT: 00:37:29
Descrizione: Racconta della presenza in Arneo di occupanti non comunisti, poi man mano avvicinatisi al partito (come nel caso del cognato, ex monarchico), e si sofferma ad illustrare le divergenze politiche dell?immediato dopoguerra per come esse apparivano agli occhi di chi non aveva avuto una formazione storico – politica.
Ripete la storia del nonno, che lo aveva educato a lottare contro i padroni – precetto che poi diventer? solenne promessa – e dei suoi rapporti complicati con gli agrari.


Traccia #7 di 9
Time IN: 00:37:30 – Time OUT: 00:42:07
Descrizione: Prima della morte del nonno C.I. si iscriver? al PCI, il cui segretario locale era allora un contadino, Giuseppe Bianco. Riferisce alcuni particolari sulla composizione della sezione locale del PCI al momento del suo ingresso e delle lotte in Arneo (accenni ad un documento d?archivio sull?arresto di Giorgio Casalino, segretario della Camera del Lavoro).
Racconta come i dirigenti delle sezioni locali del PCI dovessero vivere in sezione, a Lecce, lontano dalle famiglie, per la difficolt? di spostamento (li definisce scapoloni: cio? quelli che fanno la vita da single, pur essendo maritati), e come egli – ed altri – dovesse col suo lavoro provvedere al loro sostentamento.


Traccia #8 di 9
Time IN: 00:42:07 – Time OUT: 00:52:07
Descrizione: Racconta come si svolgessero i corsi di formazione del PCI negli anni 1946 e 1957 e come egli dovesse alternare all?impegno lavorativo sulla terra l?impegno di militante per la propria formazione politica (oltre agli impegni familiari: C.I. portava con s? al corso, a Lecce, il figlio di un anno).
Descrive la scheda d?ingresso al corso, con la quale il singolo attivista raccontava la propria formazione e il perch? delle proprie scelte politiche, ed illustra in cosa consistessero i percorsi formativi, incentrati sulle discipline storiche.
Accenna poi alla Fiat 500, munita di altoparlante, con cui negli anni ’60 percorreva le strade del paese per fare attivit? di propaganda.
Note: Interviene un informatore non identificato che ha partecipato alle lotte dell?Arneo.
Accenna al fatto che i docenti dei corsi di formazione del PC provenissero per lo pi? dal comune di Martano (e sottolineando la differenza tra Guagnano, paese di contadini, e Martano, paese di professionisti).
Tra 00:50:43 e 00:51:11 : l?informatore non identificato si inserisce nella conversazione, accennando ai numerosi arresti e mandati di confino nei confronti degli antifascisti durante il ventennio e fornendo una visione tutta personale della nascita del fascismo.


Traccia #9 di 9
Time IN: 00:52:08 – Time OUT: 01:02:00
Descrizione: Riflette sul ruolo avuto dal PCI nelle conquiste sociali (in Italia e nel mondo), e sull?attuale composizione politica del Paese, erede del compromesso storico, che giudica positivamente (mentre, in negativo, torna a sottolineare la continuit? tra fascismo, DC e Forza Italia). Accenna, infine, alla rimozione della memoria delle lotte operaie e contadine nella societ? contemporanea.



Registrazione #6 di 11
ID: GRP006 - Titolo: 6 Fulvio Rizzo I
Data (C/T): 2001-12-23 -
Parole chiave: Arneo , Contadini , Manifestazioni , Occupazione delle terre , PSI , Reduci , Sindacato , Storia familiare
Descrizione: Fulvio Rizzo, dopo aver passato in rassegna i fatti e i personaggi legati alla fondazione e all'attivit? dei sindacati e delle sedi del partito socialista nella provincia di Lecce e dopo aver descritto le condizioni socio-economiche nel Salento, passa a illustrare gli eventi dell'occupazione delle terre dell'Arneo, concentrandosi soprattutto su quella avvenuta nel dicembre-gennaio 1950-1951 e descrive in maniera particolareggiata lo sviluppo dei processi che coinvolsero gli occupanti ai quali partecip? in quanto avvocato come membro del collegio di difesa.

Scheda-Cronotematica
Traccia #1 di 11
Time IN: 00:00:00 – Time OUT: 00:05:12
Descrizione: Alla richiesta di parlare della propria vita professionale e della propria esperienza sindacale, F.R. delinea la figura del padre, l’avvocato Giovanfrancesco Rizzo, e ne descrive la formazione universitaria (primo decennio del ‘900) e il coinvolgimento nei movimenti dei lavoratori che lo porter? a diventare uno dei fondatori del PSI nella zona del Capo di Leuca (Salento).
Contemporaneamente introduce alcuni dei protagonisti della nascita del PSI nella provincia di Lecce e nell’attuale provincia di Brindisi: Stampacchia, Mauro, D’ Ambrosio, Assennato, Prampolini.
Note: F.R. ricorda la costituzione delle Leghe dei Contadini nelle attuali province di Brindisi, Lecce e Taranto e la figura di uno dei fondatori, Giuseppe Prampolini.
In particolare viene raccontato l’episodio di un comizio (nel 1906) dello stesso Prampolini a Tricase (LE) che venne disperso all’arrivo della notizia dell’avvicinarsi di una colonna di militari inviata a contenere le proteste della popolazione di Galliano avvenute per rivendicazioni di carattere economico a favore dei contadini.


Traccia #2 di 11
Time IN: 00:05:13 – Time OUT: 00:14:22
Descrizione: F.R. parla del proprio vissuto, offrendo dettagli sulla sua formazione politica (il ricordo della scuola elementare durante il fascismo, la scoperta dello schieramento politico del padre), e descrive il suo graduale avvicinamento, fin da adolescente, all’attivit? politica e alle idee socialiste, soprattutto attraverso il rapporto con il padre.
Dopo il ritorno nella provincia di Lecce il 30 Agosto 1944, ritrovando il padre nel consiglio direttivo del PSI e attivo nella fondazione della sede del partito a Tricase (LE), decise di dedicarsi con continuit? alla vita politica locale fino a coprire diversi ruoli all’interno delle sedi del PSI, del Fronte Popolare della Provincia di Lecce, della Camera del Lavoro di Lecce e della Confederterra.
Dopo aver fornito dei dettagli sull’incontro e la collaborazione avuta con alcuni fondatori e membri pi? attivi del PSI e dei sindacati, ricorda la sua formazione universitaria in Giurisprudenza avvenuta a Milano e le motivazioni che lo portarono a trasferirsi a Lecce e ad aprire l? il suo studio legale.
Note: Per descrivere i movimenti politici del periodo e la diffusione delle idee socialiste nella provincia vengono raccontati aneddoti sulle ex Ferrovie Salentine e ricordati alcuni attivisti socialisti presenti tra i ferrovieri.


Traccia #3 di 11
Time IN: 00:14:23 – Time OUT: 00:18:50
Descrizione: Tornando a descrivere le sue esperienze da sindacalista, riflette sulle condizioni di vita dei lavoratori e dei contadini, reduci da esperienze di prigionia e di conflitto alla fine della guerra, e sulle condizioni economiche nazionali e in particolare della provincia di Lecce; nonch? sulla diffusa mancanza di lavoro e sull’emigrazione interna dal sud verso il nord e su quella verso l’ Europa nord-occidentale (soprattutto in Germania).
Note: Descrizione di alcune invenzioni di fortuna che nascevano nel quotidiano della vita in campagna, stimolate dal bisogno e dalla necessit? dovuta alla scarsit? di cibo, terra, mezzi e denaro.
Quasi ad anticipare il racconto sull’occupazione dell’Arneo, F.R. ricorda l’uso deii contadini di raccogliere lumache nella zona.


Traccia #4 di 11
Time IN: 00:18:51 – Time OUT: 00:20:30
Descrizione: Una pi? approfondita descrizione delle condizioni economiche e lavorative delle province (diffusione della compartecipazione parziale e mezzadria, scarsit? di offerte di lavoro, forti squilibri economici, inflazione e depauperamento monetario) porta F.R. a riassumere le premesse che porteranno agli scioperi (come quello delle operaie tabacchine) e al movimento per l’occupazione delle terre d’Arneo, sottolineando l’ampia presenza di vasti campi incolti posseduti da ricchi latifondisti locali in prossimit? delle case dei contadini costretti a vivere in condizione di miseria.
Contemporaneamente, illustra come riusc? in quegli anni a far proseguire la sua carriera di avvocato di pari passo con gli impegni assunti nel partito e nel sindacato.


Traccia #5 di 11
Time IN: 00:20:31 – Time OUT: 00:25:38
Descrizione: Ritorna brevemente sul ruolo dei sindacati e sul rapporto dialogico tra le organizzazioni sindacali, che dai contadini ricevevano informazioni e richieste su quali fossero le priorit? su cui operare, e i contadini, i quali richiedevano agli stessi sindacati suggerimenti e indicazioni.
Commenta poi l’abrogazione della carta del lavoro durante il periodo fascista e la promulgazione dei nuovi patti agrari, ovvero il rinnovo dei patti agrari e le riforme fondiarie introdotte dai decreti del ’44 e ’45 emanati dal ministro per l’agricoltura Fausto Gullo e dal sottosegretario al ministero (e successivamente anch’egli ministro) Antonio Segni; i quali prevedevano una redistribuzione delle terre incolte a cooperative contadine da attuare tramite lo scorporo delle grandi propriet? terriere e dei latifondi (riferimenti quindi alla Legge Stralcio del marzo 1950).
Il racconto si focalizza poi sulle conseguenze che ne derivarono nella provincia di Lecce, sulle rivendicazioni fatte dai lavoratori agricoli locali e sul ruolo dei sindacati, che si operarono per l’attuazione dei decreti.


Traccia #6 di 11
Time IN: 00:25:39 – Time OUT: 00:27:26
Descrizione: F.R. si concentra in particolare sulle vicende che riguardarono le terre d’Arneo, descritte come 41000 ettari di macchia incolta (a nord-ovest di Lecce), e pi? precisamente sulle occupazioni di quei terreni da parte di braccianti e contadini avvenuta tra il dicembre 1950 e il gennaio 1951. Leoccupazioni avvennero in due diversi momenti, tra il dicembre 1949 e il gennaio 1950 e negli stessi mesi tra il ’50 e il ’51. F.R. qui racconta la sua diretta osservazione della seconda occupazione e denotando le occupazioni come azioni simboliche e dimostrative, nate spontaneamente per volont? degli stessi contadini per richiedere l’inclusione di quei terreni mal coltivati tra quelli coinvolti nella ridistribuzione delle terre dichiarata dalla Legge Stralcio ma ancora non estesa alla Puglia.
In merito viene accennato che i movimenti d’occupazione delle terre si svilupparono in tutto il Salento (a Trepuzzi, Squinzano, Scorrano, Nociglia, Muro, Poggiardo, Spongano, Maglie, Galatina, Cutrofiano, Sogliano, e fin nelle zone di Ugento, Felline, Alliste e Melissano).


Traccia #7 di 11
Time IN: 00:27:27 – Time OUT: 00:32:00
Descrizione: Prosegue nel racconto della seconda occupazione delle terre d’Arneo, iniziata il 28 dicembre:
contadini e braccianti, in bicicletta, si spostano sui terreni. In seguito, le forze dell’ordine intervengono per impedire l’azione e disperdere gli occupanti, effettuando arresti e praticando diversi attacchi violenti ai manifestanti. Afferma che tutto fin? il 4 gennaio.
Note: Accenna al fatto che ad avvertirlo della seconda occupazione del ’50 – ’51 fu Marino Guadalupi, parlamentare, che con lui si rec? direttamente sul luogo. Ricorda di aver visto le biciclette dei contadini accatastate ed accenna al fatto che furono incendiate dalle forze armate.


Traccia #8 di 11
Time IN: 00:32:01 – Time OUT: 00:37:06
Descrizione: Ulteriori dettagli e riflessioni sulla seconda occupazione. Sottolinea il ruolo chiave di staffetta delle famiglie dei manifestanti che assicurarono l’arrivo di cibo e di utensili di prima necessit?, e l’ampia presenza delle donne nell’occupazione e nel processo che la segu?.
Sempre commentando l’occupazione, F.R. descrive un movimento imponente e pacifico di circa duemila persone, e fa diversi riferimenti all’accusa di occupazione armata che fu mossa a danno dei lavoratori agrari da parte delle forze dell’ordine nel tentativo di mettere gli occupanti in una condizione di reato: le armi erano utensili e attrezzi agricoli, portati per mangiare e far legna.
Racconta di aereoplani che volarono sull’ Arneo (? accertato che l’aereoplano fu uno) che probabilmente decollarono da Galatina e passarono per controllare la zona occupata facendo segnalazioni fumogene, e di come riprese questo fatto a simbolo della guerra del governo statale nei confronti dei contadini del Salento.
Infine, torna a parlare del processo, nel quale fu avvocato difensore, e delle testate giornalistiche che lo seguirono e diedero risalto all’intera vicenda (Giovanni Modesti per Paese Sera, Vittorio Bodini per Omnibus). In particolare, ricorda delle conseguenze legali che Giovanni Modesti sub? per aver ripreso l’interpretazione di F.R. della guerra dello stato ai contadini.
Note: F.R.afferma di non aver pi? copia degli atti del processo.


Traccia #9 di 11
Time IN: 00:37:07 – Time OUT: 00:39:26
Descrizione: F.R. riferisce di una troupe della RAI che in tempi non lontani rispetto all’intervista venne da Roma a girare delle riprese sull’Arneo, coinvolgendolo. Per F.R. accompagnarli sul posto fu l’occasione di incontrare dopo molto tempo alcuni dei contadini che parteciparono alle occupazioni e li ricorda orgogliosi di aver agito per le proprie rivendicazioni.


Traccia #10 di 11
Time IN: 00:39:27 – Time OUT: 00:43:40
Descrizione: Chiarisce ancora una volta il significato della definizione di: occupazione simbolica dell’Arneo, rintracciabile sin dai primi documenti sui fatti: i contadini, nella completa mancanza di un lavoro stabile, tramite l’occupazione vollero sollevare l’attenzione dello Stato su quei terreni che avrebbero potuto essere inclusi fra quelli ridistribuibili tramite i decreti Segni-Gullo, poich? incolti o mal coltivati.
Fu una manifestazione, non un tentativo di occupazione forzata delle terre mirata al danneggiamento (come ammesso dagli stessi proprietari terrieri, i Tamborino) o all’espropriazione.
Accenna poi brevemente ai discendenti degli assegnatari delle terre ridistribuite.


Traccia #11 di 11
Time IN: 00:43:41 – Time OUT: 00:50:21
Descrizione: Parla della rivendicazione dei sindacati (spesso in forma di contestazione) per ottenere la gestione degli organi di collocamento dei lavoratori (quelli che saranno gli uffici provinciali del lavoro, regolati a norma di legge) e descrive, spiegandone le dinamiche e il rapporto con lo Stato, l’attivit? del caporalato, ovvero l’attivit? condotta da quegli intermediari che gestivano l’ingaggio del lavoro bracciantile in maniera discriminante e a condizioni di sfruttamento.



Registrazione #7 di 11
ID: GRP007 - Titolo: 7 Fulvio Rizzo II
Data (C/T): 2001-12-23 -
Parole chiave: Arneo , Contratti agrari , Occupazione delle terre , PSI , Sindacato
Descrizione: Fulvio Rizzo, dopo aver focalizzato ancora una volta la prima parte dell'intervista sui momenti principali della fondazione e dell'attivit? del partito socialista e dei sindacati nella provincia di Lecce cos? come sul suo personale lavoro politico, offre ulteriori approfondimenti sugli eventi dell'occupazione dell'Arneo e sui processi che la seguirono, nei quali intervenne come avvocato difensore.
Inoltre vengono discussi, in pi? occasioni, i patti agrari che venivano praticati prima delle riforme promosse dai decreti varati dal Ministro Gullo tra il 1945 e il 1946.

Scheda-Cronotematica
Traccia #1 di 12
Time IN: 00:00:00 – Time OUT: 00:01:47
Descrizione: F.R. , dopo essersi brevemente presentato, racconta di come riusc?, tramite l’aiuto di un ufficiale francese, a rientrare per nave nella provincia di Lecce alla fine della guerra, il 30 agosto 1944.


Traccia #2 di 12
Time IN: 00:01:48 – Time OUT: 00:06:26
Descrizione: Racconta il processo di ricostituzione della sezione del PSI di Tricase (LE), descrive le varie correnti politiche presenti nella provincia di Lecce e spiega come lui stesso, essendo cresciuto in quest’ambiente, si attiv? per partecipare alla vita politica locale, coprendo diversi ruoli all’interno della sezione del partito e nei sindacati.
Ripercorre brevemente alcuni momenti della formazione del PCI e del PSI e dei movimenti di matrice comunista, socialista massimalista e socialista riformista dal primo novecento al secondo dopoguerra. Viene anche riportato l’episodio dell’occupazione fascista del municipio di Taviano che impose l’allontanamento e la rimozione dal mandato di sindaco del socialista Rodolfo D’ Ambrosio.


Traccia #3 di 12
Time IN: 00:06:27 – Time OUT: 00:11:10
Descrizione: Ricorda il padre, con ricchezza di particolari espone fatti e personaggi della fondazione e dell’attivit? del PSI e delle organizzazioni sindacali nella provincia (Leghe dei Contadini, ConFederterra, Camere del Lavoro), e descrive infine la composizione politica di quest’ultime.
In particolare, racconta l’episodio dell’arrivo nel 1906 da Brindisi di Giuseppe Prampolini, che incontr? il padre a Tricase e si oper? per la fondazione delle Leghe dei Contadini.
Prosegue richiamando altri personaggi politici nazionali e locali e ripercorre i momenti che caratterizzarono la formazione socialista del padre; evidenzia la presenza di molti dei primi attivisti ed esponenti del movimento socialista della provincia di Lecce nell’ambiente del professionismo borghese e intellettuale salentino pi? che nelle classi non egemoni. F.R. illustra come durante il ventennio fascista, socialisti e comunisti, uniti dall’antifascismo, svilupparono un dialogo informale, intimo e sotterraneo che pose le basi di quel movimento che, alla fine della guerra, porter? alla ricostituzione dei partiti e dei movimenti politici.


Traccia #4 di 12
Time IN: 00:11:11 – Time OUT: 00:15:30
Descrizione: F.R.prosegue nel ricordo dei personaggi politici, giornalisti, attivisti politici e sindacalisti attivi nella zona del Capo di Leuca, tra i quali figurano Pietro e Ciccio (il figlio) Revolo, Giuseppe Pippi Calasso, Alessandro Bocconi, Pietro Nenni, Vito Mario Stampacchia e Giuseppe Di Vittorio (segretario generale della Cgil). Il racconto si concentra in particolare su Pietro Nenni: quando fin da piccolo lo sent? nominare dal padre, quando anni dopo alla stazione di Ancona ne percep? il nome nei discorsi di alcuni ferrovieri che lo avevano intravisto passare poco prima, o quando ne lesse alcuni articoli su ?L’Avanti?.


Traccia #5 di 12
Time IN: 00:15:31 – Time OUT: 00:17:45
Descrizione: Ritorna a descrivere il rapporto con il padre, tra vita familiare e attivit? politica. Racconta dello sviluppo della sinistra nella provincia di Lecce e, ancora, del ruolo che svolse con il padre nella costituzione delle Camere del Lavoro e delle sezioni del PSI in quello stesso territorio.


Traccia #6 di 12
Time IN: 00:17:46 – Time OUT: 00:41:42
Descrizione: F.R. parla inizialmente della sua esperienza di sindacalista iniziata, su richiesta del PSI, insieme a Nicola Manno.
Vengono raccontati ancora diversi fatti riguardanti le vicende dell’occupazione delle terre d’Arneo e, seguentemente, descritta la sua partecipazione (insieme a Fausto Gullo, Mario Marino Guadalupi, Mario Assennato e Lelio Basso) in qualit? di avvocato al collegio di difesa dei contadini coinvolti nel processo che segu? la seconda occupazione.
F.R. argomenta le motivazioni che spinsero i contadini all’occupazione e come queste furono presentate nell’arringa difensiva.
In particolare, descrive anche la sua azione di difesa giuridica dei sindacalisti coinvolti nelle stesse vicende (come Salvatore Mellone, Giorgio Casalino, Pietro Pellizzari, Pompilio Zacheo, Antonio Ventura, Giovanni Leucci, Conchiglia Ferrer, Salvatore Renna), ed esprime la convinzione che i sindacati fossero una necessit? sociale per il mantenimento della democrazia nelle province. Il loro intervento, che, spiega, fu dimostrare ai contadini i benefici ottenibili da una estensione della Legge Stralcio che non era ancora stata applicata in provincia di Lecce, non poteva essere considerato come illegittimo. Il movimento dell’Arneo quindi, afferma, ebbe un periodo di incubazione, ma non fu creato e coordinato dai sindacati, bens? scatur? con matura consapevolezza dalla disperazione e da uno stato di necessit
Note: Viene citato l’episodio della bomba lanciata durante il comizio dell’11 aprile 1948, tenuto a Lizzanello da Giuseppe Calasso, deputato comunista e segretario della Confederterra, che caus? la morte di due persone, e il ferimento di molti.
F.R. afferma che coloro che si servirono delle terre d’Arneo furono soprattutto i proprietari terrieri e i mercanti neri. La motivazione dei sindacalisti era quindi la redistribuzione delle ricchezze, ottenibile facendo rientrare le terre nella redistribuzione dei terreni incolti descritta nei decreti Segni – Gullo e applicabile secondo la Legge Stralcio. Agli occupanti furono per? mosse, dopo gli episodi di occupazione, due accuse: una giuridica basata sul reato, sostenuta politicamente da chi era contrario alle ragioni dei lavoratori, ed una morale, a condannare un gesto che violava la sacralit? di una propriet? ricevuta in eredit? dalla propria famiglia. Gli stessi proprietari terrieri, i Tamborino, comunque ammisero al processo la mancanza di azioni violente o di danneggiamento dei terreni da parte degli occupanti.
Descrizione in diversi momenti del ruolo dei sindacalisti nell’occupazione e di come questo fu argomentato dal collegio di difesa durante il processo: furono dei facilitatori, dei sollecitatori e non dei fomentatori, interpretarono la realt? sociale del momento e si mossero per i diritti dei lavoratori.


Traccia #7 di 12
Time IN: 00:41:43 – Time OUT: 00:45:25
Descrizione: Spiegazione dei patti agrari, ovvero i decreti varati dal ministro dell’agricoltura Fausto Gullo tra il 1945 e il 1946.
Per F.R. ? anche l’occasione di ricordare alcuni membri della sede del PSI di Roma (Nenni, Pertini, Basso, Mancini) e la lunga amicizia con Luigi Gullo, figlio del ministro e suo compagno di studi a Milano nel 1956.


Traccia #8 di 12
Time IN: 00:45:27 – Time OUT: 00:48:35
Descrizione: Vengono elencati i tipi di contratti agrari che venivano diffusamente praticati dai latifondisti prima delle riforme Segni – Gullo: la fittanza agraria, l’enfiteusi (un’eredit? dei secoli precedenti), la colon?a parziaria come la mezzadr?a e la pratica del cinco doi: il cinque – due (in cui il raccolto ? ripartito con le proporzioni di tre parti al padrone della terra, due per la propriet? e una di tassazione, e due al lavoratore agrario in affitto).
Oltre a dover subire le imposizioni padronali sui raccolti, spesso i contadini erano costretti a portare in regalo tutto quello che veniva considerato dagli agrari come il frutto indiretto del raccolto, ovvero gli animali dell’aia e del pascolo che per crescere venivano nutriti con gli avanzi della casa colonica.
Note: Riguardo la pratica da parte degli agrari di imporre ai coloni la consegna di regali viene fatto un riferimento al detto locale: il pollo cresce attorno al pozzo, e ad un libro scritto da Gigi Ponzi, farmacista presumibilmente di Tricase, intitolato alla stessa maniera.


Traccia #9 di 12
Time IN: 00:48:35 – Time OUT: 00:50:09
Descrizione: F.R. illustra il ruolo avuto da Fausto Gullo nel processo che segu? le occupazioni delle terre d’Arneo, introducendo cos? anche le figure di altri avvocati specializzati in diritto agrario, come Lelio Basso e Mario Assennato: il ministro appoggi? politicamente gli occupanti e garant? loro la protezione giuridica di cui avevano bisogno, impostata da esperti in materia quali loro erano.


Traccia #10 di 12
Time IN: 00:50:10 – Time OUT: 00:53:13
Descrizione: F.R. racconta l’episodio del carabiniere che cadde con la motocicletta e che venne aiutato a rialzarsi da terra dagli occupanti. Questo episodio, confermato anche da un sottufficiale durante il processo, fu usato da F.R. per rafforzare la tesi della difesa che affermava la volont? di non aggressione dei contadini, i quali furono pi? volte invitati dagli stessi sindacalisti accorsi sul posto durante l’occupazione a non reagire alle provocazioni dei carabinieri. L’ episodio viene descritto anche negli articoli che il giornalista Valerio Bodini scrisse per la rivista Omnibus mentre seguiva come inviato lo svolgersi del processo.


Traccia #11 di 12
Time IN: 00:53:14 – Time OUT: 00:55:47
Descrizione: Giovanni Modesti, attivista socialista e corrispondente del quotidiano Paese Sera, scrisse anche lui dei fatti dell’occupazione e del processo. I giornalisti scrissero di un aereo militare che sorvol? la zona occupata. Un aeroplano militare era effettivamente presente sul posto in quel momento, ma non fu mai chiaro se la sua presenza fosse dovuta all’occupazione (e, come dichiar? lo stesso F.R., avrebbe quindi simboleggiato la guerra dichiarata dallo Stato nei confronti dei lavoratori agrari del Salento) o a una esercitazione militare in corso nella zona.
Note: Riferimenti al fatto che il giornalista Giovanni Modesti venne processato per aver utilizzato quell’interpretazione di F.R.nel suo articolo: E’ scoppiata la guerra in provincia di Lecce, nelle colonne della rubrica di prima pagina su Paese Sera il 5 gennaio 1951.


Traccia #12 di 12
Time IN: 00:55:47 – Time OUT: 01:04:13
Descrizione: Spiegazione delle motivazioni che spinsero lo stesso F.R. a intervenire nel processo con il ruolo di avvocato difensore e descrizione della parte conclusiva del processo, terminato con una parziale assoluzione degli accusati: trentatr? furono prosciolti dall’accusa, ventidue furono multati e condannati alla detenzione per il reato di occupazione e quattro multati per porto di armi da taglio che, F.R. puntualizza, essere semplici coltelli da cucina adoperati per mangiare.
F.R. dopo essersi interrogato sul significato degli eventi dell’occupazione e del processo e sul piacere di ricordarli con l’intervistatrice, rintraccia la causa delle continue aggressioni e denunce nei confronti delle azioni di lotta dei lavoratori da parte delle forze dell’ordine nei loro tratti socioculturali e in un addestramento avvenuto in piena epoca fascista, caratterizzato dall’incondizionata obbedienza, dall’uso di severe tecniche di repressione e da una rigida e faziosa applicazione del codice Rocco (ovvero la codificazione del codice di procedura penale del 1930 avvenuta ad opera del ministro di giustizia Alfredo Rocco), che rendeva processabili come reati le azioni di astensione collettiva dal lavoro e le manifestazioni di dissenso.
Al tempo stesso, ripercorre ancora una volta rapidamente alcuni dei momenti pi? significativi dei movimenti di sciopero e delle azioni di lotta avvenute negli anni dal ’45 al ’50 in provincia di Lecce ad opera di braccianti, coloni e operaie del tabacco (che, va notato, ebbero inizio fin dal 1935).
Infine, F.R. comincia a delineare una descrizione del comportamento della magistratura negli anni ’50 (si fa riferimento ad un minor rigore e ad un occasionale derubricamento dei reati pi? gravi).



Registrazione #8 di 11
ID: GRP008 - Titolo: 8 Rita Prontera
Data (C/T): 2001-12-27 -
Parole chiave: Arneo , Contratti agrari , Lavoro , Tabacchine , Tabacco
Descrizione: Rita Prontera offre un racconto delle proprie esperienze di vita privata e lavorativa: sia nei campi con i modi e i tempi dell'agricoltura tradizionale, nella masseria di Cannole, in provincia di Lecce, luogo di residenza suo e della famiglia, sia in fabbrica come operaia del tabacco, dove oper? dai 18 ai 34 anni.
Introduce inizialmente le abitudini, le pratiche quotidiane della vita in masseria e le modalit? di coltivazione e cura del tabacco, per poi passare ad illustrare le modalit? di fitto delle terre, i patti agrari e le conseguenze che queste modalit? avevano sui coloni e sui mezzadri affittuari, nonch? il ruolo e le abitudini dei braccianti agricoli che venivano impiegati nella coltivazione del tabacco.
Passa dunque nella parte centrale a descrivere la propria esperienza di operaia tabacchina e dunque le relative tecniche di lavoro, la sorveglianza delle caposala, gli orari e i ritmi di lavoro, le abitudini giornaliere e i momenti di tempo libero.
Infine racconta dei movimenti di sciopero che si verificarono, con il suo diretto coinvolgimento e attiva partecipazione alla promozione e all'organizzazione degli stessi, negli anni tra il 1946 al 1950.

Scheda-Cronotematica
Traccia #1 di 5
Time IN: 00:00:00 – Time OUT: 00:03:11
Descrizione: Dopo essersi brevemente presentata, R.P. inizia a raccontare il periodo della sua infanzia e della prima adolescenza nella masseria di Cannole (LE), dove abitava con la famiglia, concentrando la descrizione sulle varie attivit? di coltura e di allevamento e sulle quotidiane abitudini della vita in masseria.
In particolare spiega il processo di presa in concessione delle terre e della masseria dai ricchi proprietari terrieri locali, contraddistinto da un pagamento annuale dell’affitto e da un rinnovamento del contratto di concessione a cadenza quinquennale.
Si sofferma poi sul ruolo e sulle abitudini quotidiane dei braccianti agricoli che la sua stessa famiglia assumeva come aiuto supplementare per il lavoro di semina e di raccolta del tabacco.


Traccia #2 di 5
Time IN: 00:03:12 – Time OUT: 00:08:30
Descrizione: R.P., figura mista di lavoratrice, ha partecipato sia al processo di coltivazione e cura del tabacco, sotto contratto di mezzadria nei terreni della masseria dove abitava, sia al processo di lavorazione delle foglie, come operaia del tabacco in una fabbrica di Lecce.
Il racconto qui ritrae, continuamente e in maniera incrociata, la sua esperienza in entrambe le fasi del ciclo produttivo che precedono la fase finale di produzione delle sigarette operato dalla manifattura statale.
Descrive il processo di cernita e di cottura per bollitura delle foglie, le modalit? di trattamento e conservazione, il momento della perizia da parte dei periti agrari.
Passa quindi a illustrare il lavoro nei campi, circa venti ettari di terra da lavorare con la famiglia e con l’aiuto di eventuali braccianti, ed espone i tempi e i modi di coltivazione, di seccatura dei tumuli e di consegna del raccolto alla fabbrica in casse da circa due quintali e mezzo, con un compenso di 15, 20 e fino a 30 mila lire al quintale.
Si sofferma inoltre sulle modalit? di acquisto delle casse da parte della fabbrica, che erano valutate faziosamente dai periti e pagate con ritardi fino anche a tre mesi.


Traccia #3 di 5
Time IN: 00:08:31 – Time OUT: 00:11:30
Descrizione: Approfondisce le dinamiche del lavoro in fabbrica e il ruolo delle maestre: le caposala che gestivano severamente il ritmo di lavoro delle operaie con un sistema di controllo del ritmo produttivo basato su intimidazioni e punizioni. In particolare racconta delle minacce di una maestra che esort? le operaie a lavorare fino a fischiare: ovvero a darsi da fare per aumentare il ritmo della produzione se non volevano essere private della possibilit? di lavorare, e della risposta delle operaie che si misero letteralmente, e provocatoriamente, a fischiare con la bocca.
Torna quindi a parlare dell’inizio della sua esperienza come operaia e delle differenze che percep? rispetto al lavoro agricolo: la dipendenza, la sorveglianza, il salario quindicinale, la divisione del lavoro, i ritmi accelerati, il rapporto con le compagne, la coda per il timbro sul cartellino.


Traccia #4 di 5
Time IN: 00:11:31 – Time OUT: 00:19:20
Descrizione: Esortata a raccontare dei movimenti di sciopero che si successero dal ’43 al ’47 e delle azioni intraprese dal sindacato, R.P. ricorda alcuni momenti e modalit? di protesta, e riflette sugli eventuali risultati ottenuti.
Vengono ricordate il numero e il posizionamento urbano sia delle fabbriche di trasformazione del tabacco, di propriet? privata con funzione di intermediari per la manifattura (a Lecce erano circa sei o sette, che davano lavoro da circa 200 a circa 400 operai), sia delle fabbriche manifatturiere (circa tre o quattro), di propriet? statale.
Sono presenti altre riflessioni personali sulla propria esperienza lavorativa e sulla propria vita privata: l’alta qualit? del loro lavoro, suo e dei familiari, nella coltura e nella cura del tabacco, la differenza che fece il salario di operaia nella sua vita di ragazza in famiglia, le abitudini alimentari, e poi ancora, il ricordo del disprezzo dei padroni nei confronti delle operaie tabacchine e del loro riuscire a fare gruppo, dentro e fuori il luogo di lavoro.
Descrive inoltre i momenti di entrata e uscita dal lavoro, l’abitudine del recarsi in bicicletta alla fabbrica e il frequente allungamento degli orari di lavoro fino ad un’ora in pi? sul totale.
Seguono poi altri brevi commenti sulle condizioni economiche di famiglia e sulla scelta di lavorare il tabacco a mezzadria poich? pi? remunerativo del grano.
Note:


Traccia #5 di 5
Time IN: 00:19:21 – Time OUT: 00:24:37
Descrizione: Si parla del momento dell’abbandono della masseria avvenuto a causa dei trasferimenti di R.P. e dei suoi fratelli in seguito ai rispettivi matrimoni.
Il racconto allora si circoscrive a un ricordo e ad una riflessione sui momenti dedicati al tempo libero, ben divisi dal tempo di lavoro, come le feste del Carnevale e San Martino, i momenti di musica con la fisarmonica e i giochi di gruppo.
Dopo un’interruzione l’intervista riprende con il racconto dell’abbandono della prima masseria presa in concessione ai nonni di R.P.: impossibilitati a pagare le spese di fitto a causa di una mor?a degli animali e delle conseguenze della siccit? sul raccolto, si videro costretti a farsi requisire dai proprietari terrieri tutti i loro averi. L’intera famiglia si spost? quindi in direzione di Lecce, e, dopo varie sistemazioni, arriv? a prendere in concessione la masseria di Cannole, dove rimase per quindici anni.
R.P. infine torna con maggiori dettagli sulle modalit? contrattuali accordate per l’utilizzo della terra: una parte, la cui quantit? era decisa dagli agrari, era dedicata alla sola coltura del tabacco a contratto di mezzadr?a, mentre la parte restante era concessa in affitto e poteva essere coltivata a seconda delle preferenze del colono.



Registrazione #9 di 11
ID: GRP009 - Titolo: 9 Vituccia Guida e Cosimino Ingrosso
Data (C/T): 2002-01-08 -
Parole chiave: Arneo , Contratti agrari , Cooperative del tabacco , Occupazione delle terre , Sciopero , Storia familiare , Tabacchine , Tabacco
Descrizione: Vita Guida, conosciuta anche come Vituccia, inizia il suo racconto descrivendo la propria esperienza di operaia tabacchina per poi concentrarsi sugli scioperi che riguardarono le operaie del tabacco operanti nella fabbrica di Carmiano e di cui fu attiva promotrice. Si concentra in seguito, sulle manifestazioni di rivendicazione dei diritti che videro il movimento delle tabacchine unirsi congiuntamente a quello dei coloni, ai mezzadri e ai braccianti negli anni dal 1945 al 1950 nelle zone di Copertino e di Carmiano.
Infine, con ricchezza di immagini ed episodi, racconta la sua diretta partecipazione agli eventi dell'occupazione delle terre d'Arneo, di cui tratteggia le caratteristiche geografiche della zona, e commenta i magri risultati che vennero ottenuti alla fine del movimento di lotta per la terra.
Partecipa al dialogo anche il sig. Cosimino Ingrosso, a cui viene dedicata tutta la seconda parte dell'intervista.
Membro pi? giovane di una famiglia di braccianti, Cosimino Ingrosso si concentra inizialmente sulle modalit? di lavorazione del tabacco, dalla coltivazione nei campi alla lavorazione nelle fabbriche. Viene offerta quindi una descrizione dello condizioni economiche e sociali della provincia di Lecce e dei territori limitrofi all'Arneo, sottolineando il rapporto sperequativo esistente tra i ricchi proprietari terrieri e i lavoratori agrari.

Scheda-Cronotematica
Traccia #1 di 15
Time IN: 00:00:00 – Time OUT: 00:03:12
Descrizione: V.G. inizia con una breve presentazione il racconto della sua vita personale, che prosegue in parallelo con quello della sua vita lavorativa.
Descrive l’inizio, avvenuto all’et? di 12 anni, della sua esperienza alla fabbrica di tabacco di donna Errichetta : maestra del suo reparto e moglie di Giuseppe Calasso detto Pippi, e dell’apprendimento, direttamente sul posto, del lavoro di spianatura e cernita delle foglie di tabacco.
Offre particolari sul rapporto con la maestra che, ricorda: era come una mamma, e gestiva la conduzione delle reparto per mezzo di punizioni e revoche temporanee del permesso di lavoro; mentre, al contempo, si interessava della sua vita privata, come nel caso del suo fidanzamento e del conseguente trasferimento da Copertino a Carmiano.
V.G. sottolinea con orgoglio il proprio carattere ribelle, raccontando in particolare l’episodio in cui sub? i primi rimproveri di donna Errichetta, ai quali rispose direttamente definendola: una ciuccia (un’asina).


Traccia #2 di 15
Time IN: 00:03:13 – Time OUT: 00:07:35
Descrizione: Ricorda di come fu costretta a crescere da sola i tre figli a causa della scomparsa del marito in guerra, e della necessit? di lavorare in campagna come bracciante: nella vendemmia, nella raccolta delle olive e nella coltivazione e sarchiatura a mano delle piantagioni di tabacco.
Note: Accattai (solitamente: comprai) ? utilizzato qui con il significato di: avere un figlio.


Traccia #3 di 15
Time IN: 00:07:36 – Time OUT: 00:15:50
Descrizione: V.G. delinea il ruolo attivo che ricopr? durante gli anni ’45 e ’46 sia nel promuovere le prime riunioni tra le operaie tabacchine che nell’organizzare e guidare i primi movimenti di sciopero in fabbrica, i quali si verificarono contemporaneamente, a volte anche congiuntamente, alle azioni di lotta dei reduci, dei coloni e dei mezzadri avvenute nel Salento in quegli stessi anni.
Espone quindi diverse questioni ed episodi che caratterizzarono la sua vita personale e il lavoro politico di quel periodo: l’ottenimento del lavoro di operaia tabacchina nel ’41 nella fabbrica di Carmiano, necessario per sopravvivere e per pagare le spese per la scuola della figlia; il rapporto di amicizia e dialogo con Giuseppe Calasso, deputato comunista e segretario della Confederterra, e quello di stretta collaborazione con il sindacato attraverso la figura dello stesso Calasso, il quale appoggi? costantemente l’organizzazione del movimento delle operaie tabacchine;
la frequentazione da parte di V.G. e delle sue compagne politicamente pi? attive delle sezioni del PCI e la sua iscrizione alla Lega delle Tabacchine di Carmiano; i diversi episodi di sciopero delle operaie del tabacco (come quello in cui fu protagonista della: tirata di capelli, ad una maestra), e le relative rivendicazioni: l’aumento dei salari, un miglior trattamento da parte delle maestre, una regolarizzazione degli orari di lavoro.
Brevi accenni vengono fatti anche sulle manifestazioni che avvennero a Carmiano.
Offre alcuni approfondimenti sulla difficolt? dei primi momenti di organizzazione degli scioperi e del movimento di protesta e sull’azione di coinvolgimento delle altre operaie: le costanti minacce subite dalle maestre, l’abitudine di alcune lavoratrici, chiamate: ruffiane, di corteggiare le maestre con riguardi e regali al fine di essere favorite al momento della scelta (assegnazione di lavori a una selezione di operaie pi? esperte) e beneficiare cos? di migliori condizioni, lo schieramento sotto minaccia di licenziamento delle altre operaie contro chi promuoveva azioni di astensione dal lavoro e protesta.
Puntualizza poi che: il battagliare, le cost? il licenziamento dalla fabbrica, aggiungendo che alcune operaie vennero esortate sotto la minaccia della perdita del posto di lavoro a contrastare il suo tentativo di reazione ed esortazione allo sciopero.
Note:


Traccia #4 di 15
Time IN: 00:15:51 – Time OUT: 00:22:16
Descrizione: Racconto degli eventi dell’occupazione delle terre d’Arneo nel dicembre 1949:
sistemazione di due dei suoi figli a casa di Giuseppe Calasso, e partenza con lui stesso in bicicletta verso le terre, unendosi a coloro che si mossero da tutta la zona.
Vengono riferiti dei dettagli su alcuni avvenimenti accaduti durante l’inizio dell’occupazione: ad esempio come una volta arrivati sulle terre un certo numero di persone si sedette in cerchio per contrastare pacificamente la rimozione forzata tentata da parte delle forze dell’ordine, o la presenza di alcune famiglie di occupanti venute a portare cibo e beni di prima necessit?, oppure
l’episodio del recupero, che V.G. stessa fece, di una bandiera, sfilandola di mano al carabiniere che l’aveva requisita e impedendogli di riprenderla nascondendosela provocatoriamente tra i seni.
Altri dettagli sulle giornate dell’occupazione: la scelta di rifugiarsi nelle masserie presenti sul posto, il recupero della legna e l’accensione dei fuochi per scaldarsi dal freddo invernale, l’arrivo del cibo portato dai familiari.
Note: Durante il racconto dell’episodio della bandiera si fa riferimento a un uomo, a quanto pare un insegnante, che in quel momento fece a V.G. una foto per ricordo.


Traccia #5 di 15
Time IN: 00:22:17 – Time OUT: 00:26:32
Descrizione: Spiegazione dei motivi che la portarono ad avvicinarsi al PCI e delle difficolt? di creare un confronto politico con le proprie compagne di lavoro.
Racconta poi dell’incontro con un reduce di guerra tornato al paese e che presumibilmente le svel? i particolari degli ultimi momenti in cui il marito fu visto in vita.
Dopo aver poi parlato dell’ottenimento della pensione tramite l’aiuto di Giuseppe Calasso (appena dopo aver subito il licenziamento dalla fabbrica come conseguenza delle lotte promosse), V.G. ricorda ancora una volta di come fu difficile confrontarsi politicamente con le altre operaie per convincerle a ribellarsi all’oppressivo sistema di organizzazione del lavoro in fabbrica a causa delle intimidazioni che le compagne subivano dalle maestre.


Traccia #6 di 15
Time IN: 00:26:33 – Time OUT: 00:28:04
Descrizione: Qui il racconto ritorna a focalizzarsi sull’Arneo, che viene descritto nelle sue caratteristiche geografiche: il terreno era una macchia, mantenuta aspra, pietrosa e incolta dai latifondisti che ne conservavano la propriet? da generazioni. V.G. riflette quindi sui risultati ottenuti dopo l’occupazione, lasciando intendere l’incompleta e discriminante esecuzione degli accordi di ridistribuzione e il quasi totale fallimento della riforma agraria. V.G. entr? in possesso di una piccola porzione di terra particolarmente irta e dissestata. Per riuscire a rimetterla a coltura fu aiutata dai fratelli nell’opera di rimozione delle pietre e di pulizia del terreno.


Traccia #7 di 15
Time IN: 00:28:05 – Time OUT: 00:33:00
Descrizione: Dopo essersi presentato, C.I. parla dettagliatamente della coltivazione del tabacco: durante il fascismo lo stato ne diffuse la coltura distribuendo terre in concessione a gruppi di agrari privilegiati, e la sua famiglia di lavoratori agricoli, preferendo una libert? personale al lavoro sotto stretta sorveglianza, decise di prendere in affitto la terra da coltivare a tabacco sotto regime di mezzadria.
Parla quindi della gestione strumentale con finalit? di sfruttamento dei contratti da parte dei proprietari latifondisti, della fatica dei coloni e dei mezzadri per riuscire a guadagnare, delle loro condizioni di miseria, delle indiscutibili decisioni dei concessionari nel pianificare quante are di terra il contadino avrebbe potuto dedicare alla coltura del tabacco a mezzadria e delle costanti discriminazioni degli agrari nei confronti di chi lavorava la terra.
Fornisce una spiegazione particolareggiata delle pratiche stagionali di piantagione, coltivazione, raccolta e cura del tabacco: la crescita nei semenzai, il trapianto, la sarchiatura, la raccolta, l’essiccazione (l’infilatura o infilzatura sui telai) e la compressione in casse dei cumuli di foglie pronte.


Traccia #8 di 15
Time IN: 00:33:01 – Time OUT: 00:36:17
Descrizione: Descrive la consegna e la vendita delle casse alle fabbriche. Questa era un’azione scandita soprattutto da due momenti, durante i quali la direzione spesso riusciva ad imporsi sul contadino con subdole e inappellabili dinamiche di speculazione: il momento del rovesciamento delle casse di tabacco (in cui solitamente le lavoratrici ruffiane, su ordine delle maestre, cercavano di svalutare la qualit? dei cumuli mettendo le foglie di qualit? inferiore sulla cima) e quello della perizia (l’indagine tecnica dei periti agrari per stabilire la qualit? e dunque il valore del tabacco, che spesso si traduceva in un fazioso declassamento ai danni del venditore).
La perizia era poi seguita dal processo di classificazione ad occhio delle foglie, che consisteva nell’assegnazione di ogni foglia a una determinata categoria di qualit? dal valore prefissato.
Alla costante oppressione sia degli agrari, (che decidevano quante are di terreno potessero coltivare e a che condizioni), che dei proprietari delle fabbriche (che decidevano quando avrebbero dovuto portare il tabacco e come sarebbe stato valutato), i contadini si trovavano a sommare la totale mancanza di certezza nel riuscire a portare a compimento i processi di coltura ed essiccazione, continuamente minacciati da eventi atmosferici, parassiti e umidit?. Ogni dieci quintali che venivano presentati alla perizia, sottolinea C.I., la speranza di vendita era di circa la met


Traccia #9 di 15
Time IN: 00:36:18 – Time OUT: 00:39:25
Descrizione: Spiegazione dettagliata del momento della cernita in tre categorie di qualit?, dalla prima scelta alla terza: le operaie dividevano a seconda della grandezza le foglie in mazzi per poi spianarle, e ogni minimo errore assicurava loro i rimproveri della maestra, con la minaccia di una revoca temporanea della possibilit? di lavorare Vengono quindi offerti ulteriori dettagli sugli orari di lavoro delle operaie, sulla durata dell’impiego (circa dai 3 ai 5 mesi l’anno) e sulle dinamiche di scelta delle operaie: interviene in merito anche V.G.


Traccia #10 di 15
Time IN: 00:39:26 – Time OUT: 00:40:34
Descrizione: Dopo aver descritto come visse e percep? la caduta del fascismo, C.I. spiega il suo avvicinamento al PCI, avvenuto tramite un graduale processo di costruzione di una consapevolezza stimolata anche attraverso la frequentazione dei comizi degli attivisti comunisti e socialisti locali, nonch? attraverso il dialogo con alcuni conoscenti e familiari pi? anziani.


Traccia #11 di 15
Time IN: 00:40:35 – Time OUT: 00:45:52
Descrizione: Inserimento nel discorso di V.G. per raccontare gli episodi in cui Giuseppe Calasso, che organizz? comizi nelle piazze dei comuni della provincia di Lecce per stimolare i lavoratori a rivendicare i propri diritti e ad organizzarsi in azioni di lotta, fu violentemente contrastato per il suo lavoro politico: a Carmiano divenne il bersaglio del lancio di pomodori, a Lizzanello fu ferito dall’esplosione di una bomba (la quale caus? anche la morte di due persone).
Viene menzionata una masseria: dei casini, sull’Arneo, abitata da famiglie di contadini originarie di Carmiano.


Traccia #12 di 15
Time IN: 00:45:53 – Time OUT: 00:48:10
Descrizione: C.I. illustra le variet? di tabacco che venivano coltivate (Erzegovina, Perustilla, Xantiaca) e le rispettive tecniche di coltura necessarie, le caratteristiche fisiche delle piante e il loro corrispettivo valore economico.
Torna quindi a descrivere la nascita dei movimenti di lotta contadina e argomentare le ragioni del suo avvicinamento al PCI.
Mano a mano che espone le rivendicazioni esplicitate dalle azioni di protesta nelle quali si trov? coinvolto, C.I. racconta come i movimenti dei reduci, dei coloni, dei mezzadri da una parte, e quelli delle operaie tabacchine dall’altra si unirono nelle manifestazioni avvenute nella seconda met? degli anni ’40. Descrive quindi con ulteriori dettagli il suo lavoro di attivista politico in quegli stessi anni.


Traccia #13 di 15
Time IN: 00:48:11 – Time OUT: 00:56:16
Descrizione: Dialogo stretto fra Grazia Prontera, V.G. e C.I. incentrato sulla questione del rapporto tra i contadini, i braccianti e le operaie del tabacco e i sindacati.
V.G. inserisce una descrizione del rapporto di dialogo che le operaie tabacchine costituirono con il sindacato, il quale era da loro stesse continuamente informato sulle dinamiche di lavoro all’interno delle fabbriche. Specifica poi come la pratica di fare regali alle maestre, le quali tacitamente e subdolamente finivano per imporla, port? alcune operaie perfino a indebitarsi.
C.I., al tempo segretario della sezione del PCI di Guagnano e membro della CGIL, descrive la sua costante e attiva presenza di fronte alle fabbriche del tabacco per cercare di esortare le operaie alla contestazione e commenta il ruolo delle maestre, considerandole al tempo stesso vittime dei proprietari della fabbrica e persecutrici delle lavoratrici che dirigevano.
Ricorda come le tabacchine si dimostrarono in quegli anni le pi? coraggiose e le pi? organizzate e offre considerazioni sulle ragioni della capacit? che ebbero di formare un movimento di protesta maturo e ben coordinato: fu anche la concentrazione in un luogo di lavoro condiviso a favorire il dialogo politico e la creazione di gruppi numerosi e coesi, circostanza di cui non pot? disporre il movimento dei contadini e dei braccianti, caratterizzato da una disseminata distribuzione di unit? familiari lungo una vasta porzione di territorio. Viene poi confermata la loro diretta partecipazione alle manifestazioni organizzate a Carmiano e a Lecce. Infine, C.I. riconosce al Partito Comunista la capacit? di aver dato l’opportunit? ai pi? attivi politicamente di occupare anche ruoli di dirigenza all’interno delle sezioni, senza che fossero discriminati dal livello scolastico raggiunto.


Traccia #14 di 15
Time IN: 00:56:17 – Time OUT: 00:58:15
Descrizione: C.I. discute dei cambiamenti avvenuti a seguito delle lotte e dei magri risultati ottenuti: alcuni coltivatori di tabacco poterono rapportarsi direttamente con le manifatture statali che gli commissionavano il raccolto, ma i periti e le dinamiche di perizia rimasero sostanzialmente le stesse.
Formarono inoltre negli anni ’70 le prime cooperative per la lavorazione e trasformazione del tabacco, alle quali i contadini potevano consegnare direttamente il raccolto e venderlo a condizioni eque. Nelle cooperative lavoravano soprattutto le donne, che partecipavano alle decisioni e beneficiavano di diritti.


Traccia #15 di 15
Time IN: 00:58:16 – Time OUT: 01:04:11
Descrizione: Racconta di quando, trovatosi a passare nel paese di San Pancrazio mentre con altre sessanta persone si dirigeva da Guagnano sull’Arneo per occupare le terre, organizz? un discorso improvvisato per esortare i coloni e i braccianti locali indecisi sul da farsi ad unirsi al movimento per l’occupazione. Furono proprio i contadini di San Pancrazio a informarlo della possibilit? di ottenere le terre tramite la costituzione di cooperative (tramite i decreti Gullo – Segni), ma C.I. li convinse a rendersi conto che ormai sarebbe stato inutile aspettare un cambiamento che andava invece cercato immediatamente e rivendicato tramite un’azione di lotta.
Conclude con un ringraziamento al PCI, alle Camere del Lavoro e a chi ha ha partecipato alle lotte per i diritti dei contadini, dei braccianti e delle operaie, riconoscendo a quelle azioni un’importanza strategica e fondamentale.



Registrazione #10 di 11
ID: GRP010 - Titolo: 10 Giuseppe Leone
Data (C/T): 2002-01-15 -
Parole chiave: Arneo , Belgio , Braccianti , Contratti agrari , Emigrazione , Germania , Lavoro , Occupazione delle terre , PCI , Scontri
Descrizione: Giuseppe Leone racconta gli eventi che riguardarono l'occupazione delle terre di Arneo, e l'uso collettivo per caccia e raccolta che veniva fatto di questo territorio da parte di chi abitava nelle zone limitrofe. Descrive poi con ricchezza di dettagli i vari patti agrari in uso nel Salento dall'inizio del fascismo fino al secondo dopoguerra.
Dopo aver illustrato le motivazioni che lo portarono ad avvicinarsi al Partito Comunista, racconta la sua esperienza di immigrazione all'estero, prima in Belgio e poi in Germania.

Scheda-Cronotematica
Traccia #1 di 14
Time IN: 00:00:00 – Time OUT: 00:03:54
Descrizione: G.L. inizia presentandosi brevemente e racconta del desiderio di coloni e mezzadri della provincia di Lecce di riuscire a diventare proprietari della terra che erano costretti a coltivare per conto dei ricchi proprietari terrieri locali, cos? da poter lavorare in proprio.
Confronta tramite diversi esempi la retribuzione guadagnata giornalmente con il lavoro nei campi e con il costo della vita degli anni che vanno dal primo al secondo dopoguerra, e descrive la zona salentina dell’Arneo come un territorio in gran parte incolto e trascurato, e concentrato sostanzialmente nelle mani di poche famiglie di agrari.
Ricorda la presenza esclusiva del confine dei latifondi e di come questo sbarramento incidesse negativamente sulle attivit? di caccia e raccolta e negasse la percezione di un uso collettivo delle terre da parte degli abitanti della zona.


Traccia #2 di 14
Time IN: 00:03:55 – Time OUT: 00:07:45
Descrizione: Racconta della sua partecipazione al movimento dell’occupazione delle terre d’Arneo nel tra il dicembre 1949 e il gennaio 1950 e offre dettagli sul ruolo che le Camere del Lavoro ebbero nella preparazione dell’azione.
Vengono forniti ulteriori dettagli sulle provocazioni subite durante la seconda occupazione (dicembre 1950 – gennaio 1951) per mano delle forze dell’ordine e del consiglio da parte dei sindacalisti accorsi sul posto (Calasso e Guadalupi) di non reagire. Quando furono lanciati dei lacrimogeni, G.L. sugger? ad alcuni occupanti di difendersi bagnandosi gli occhi con dell’erba umida di brina.


Traccia #3 di 14
Time IN: 00:07:45 – Time OUT: 00:10:15
Descrizione: Nel momento in cui Grazia Prontera chiede chiarimenti su un eventuale ritorno in bicicletta avvenuto alla conclusione dell’occupazione, G.L. puntualizza che le biciclette vennero date alle fiamme dai carabinieri, riferendosi quindi alla seconda occupazione
La ricercatrice e gli intervistati ragionano dunque su quali degli eventi raccontati siano avvenuti durante la prima e quali durante la seconda occupazione.


Traccia #4 di 14
Time IN: 00:10:15 – Time OUT: 00:12:14
Descrizione: G.L. parla della sua esperienza di bracciante e spiega le condizioni del contratto agrario di mezzadria, che spesso assumeva pi? le caratteristiche di un contratto di cinco doi (cinque – due, tre al padrone e due al colono) visto che la quantit? da consegnare all’agrario arrivava a sfiorare circa il 65% del raccolto.
Inoltre puntualizza con ironia come, al momento della maturazione del raccolto, fosse costretto a perdere completamente qualsiasi rapporto con la terra e con i risultati del lavoro.
Nel caso poi in cui fossero nati degli attriti, i periti ingaggiati dall’agrario avrebbero potuto (e spesso lo facevano) costruire false irregolarit? e dunque non solo annullare qualsiasi diritto di propriet? del contadino sul raccolto, ma anche portarlo alla perdita del contratto di affitto e all’allontanamento definitivo dalla casa colonica.


Traccia #5 di 14
Time IN: 00:12:15 – Time OUT: 00:15:35
Descrizione: Spiegazione delle ragioni e delle circostanze del suo avvicinamento al PCI. Altri dettagli vengono forniti riguardo il tesseramento al partito, avvenuto nel 1946 insieme ad alcuni amici e compagni a Guagnano (viene citato Bianco Giuseppe).
Vengono fatti alcuni brevi riferimenti alle manifestazioni avvenute a Lecce e alla presenza alle stesse di Giuseppe Di Vittorio, alle discriminazioni subite come conseguenza del suo schieramento politico, soprattutto dalle istituzioni ecclesiastiche locali, e al fatto che la frequentazione della sezione del partito gli forn? pi? strumenti di quelli ricevuti dall’istituzione scolastica di livello elementare.
G.L. afferma inoltre che il PCI nella provincia di Lecce non si ? mai macchiato di violenze.


Traccia #6 di 14
Time IN: 00:15:36 – Time OUT: 00:20:00
Descrizione: G.L. spiega che, vessato dalle condizioni di miseria in cui lui e la sua famiglia si trovavano e convinto dell’impossibilit? di entrare in possesso di una porzione di terreno, scelse nel 1950 di emigrare all’estero per lavorare in Belgio come minatore, attirato dai contratti pi? favorevoli e dalle migliori retribuzioni.
Torn? brevemente a Guagnano per poi spostarsi ancora in Germania, a SaarBrucken, sul fiume Saar, lavorando come manovale in piccoli snodi ferroviari come Fusternhausen e Fishbach, per la riparazione dei binari utilizzati nel trasporto del carbone e dell’acciaio e danneggiati durante la guerra.
La sua descrizione offre quindi numerosi dettagli sulle condizioni di lavoro e di retribuzione: per il lavoro di riparazione gli operai furono costretti a spingersi fin dentro i recinti delle miniere concentrando di notte tutti i loro turni a causa dell’attivit? di estrazione praticata a pieno ritmo durante le ore di luce solare.


Traccia #7 di 14
Time IN: 00:20:01 – Time OUT: 00:22:30
Descrizione: Fra gli altri lavori che riusc? ad ottenere vi fu quello di manovale per le compagnie edilizie, di cui G.L.descrive le condizioni: in nero, con una retribuzione di circa tremila franchi (il marco tedesco torn? a essere utilizzato nella Saar a partire dal 7 luglio 1959), di cui circa il 60% veniva mandato alla propria famiglia in Italia; chi tent? di risparmiare di pi? fin? anche per ammalarsi gravemente.
Racconta poi di un ulteriore trasferimento nella citt? di Saint Louis, verso ovest.


Traccia #8 di 14
Time IN: 00:22:31 – Time OUT: 00:29:14
Descrizione: L’intervista, ancora focalizzata sull’esperienza di immigrazione di G. L. , si arricchisce della partecipazione di sua moglie e del racconto che lei stessa e il marito fanno a partire da quando lei, appena diciottenne, lo raggiunse in Germania.
Da questo momento in poi l’intervista prosegue a quattro voci (G.L., sua moglie, un informatore non identificato e Grazia Prontera).
La signora descrive come, dopo alcune iniziali esperienze di lavoro, riusc? a superare ingegnosamente alcune pratiche burocratiche e ad aprire in proprio un bistrot (ovvero un’osteria), e ricorda con orgoglio il successo del locale e il sostanziale miglioramento delle condizioni economiche della famiglia.
G.L.e sua moglie tornarono a Guagnano dopo 24 anni, nel 1974 – il figlio, medico ortopedico, attualmente vive e lavora in Germania.


Traccia #9 di 14
Time IN: 00:26:48 – Time OUT: 00:31:46
Descrizione: Racconto sulla possibilit? di continuare il proprio attivismo politico anche dopo il trasferimento in Germania, e del condividere con altri compagni tedeschi ed italiani un dialogo politico.
G.L. espone come, arrivato il momento dell’immigrazione italiana di massa in Germania, lui stesso, gi? da tempo residente e lavoratore, venne spesso interpellato da altri immigrati per pareri e questioni di carattere politico, di organizzazione del lavoro e soprattutto in occasione di numerosi processi giudiziari.


Traccia #10 di 14
Time IN: 00:31:47 – Time OUT: 00:34:25
Descrizione: Al momento della descrizione da parte di G.L. del passaggio della zona della Saar all’amministrazione della Repubblica Federale di Germania si inserisce un intervento della moglie: la signora racconta del suo passato di bracciante nella coltivazione del tabacco, degli orari di lavoro e dell’iscrizione in et? giovanissima al PCI, per poi parlare delle discriminazioni che ne conseguirono e che li obbligavano a rimanere in uno stato di costante tensione e anonimato, soprattutto nel rapporto con le istituzioni ecclesiastiche, che promuovevano la condanna morale dell’ideologia comunista.
Brevi cenni sulle dinamiche di incontro e frequentazione tra ragazze e ragazzi.


Traccia #11 di 14
Time IN: 00:34:26 – Time OUT: 00:36:24
Descrizione: Viene descritto da G.L. il ruolo fondamentale delle donne nei movimenti di protesta degli anni ’50 nel Salento, e il susseguente calo negli anni della presenza femminile nella partecipazione all’attivit? politica non istituzionale.
Vengono poi fatti altri riferimenti all’energica e numerosa partecipazione delle operaie del tabacco ai movimenti di protesta e rivendicazione dei diritti che vennero mossi congiuntamente dai braccianti, dai coloni, dai mezzadri e dalle tabacchine negli anni ’40 e ’50.


Traccia #12 di 14
Time IN: 00:36:25 – Time OUT: 00:39:40
Descrizione: Ammissione di nostalgia della vita e del lavoro in Germania da parte della moglie dG.L. che rimpiange di non essere rimasta in Germania poich? si sentiva particolarmente benvoluta e pi? a casa.
Si discute poi della possibilit? per gli immigrati italiani in Germania di poter votare, sia alle elezioni tedesche che a quelle italiane.
G.L. ricorda diversi momenti in cui, tornando in Germania, venne riconosciuto e salutato dai cittadini del paese in cui abitarono, provocando lo stupore di un giovane nipote.


Traccia #13 di 14
Time IN: 00:39:41 – Time OUT: 00:41:38
Descrizione: Racconto delle tecniche utilizzate da G.L. e dalla moglie per imparare la lingua tedesca direttamente in Germania, soprattutto la lettura di quotidiani e di riviste (viene citato il periodico Stern e pure la Bibbia) e il dialogare sul lavoro. Alcuni riferimenti a una conoscenza elementare della lingua francese.


Traccia #14 di 14
Time IN: 00:41:39 – Time OUT: 00:53:07
Descrizione: G.L. spiega le motivazioni che spinsero i contadini ad emigrare: la volont? di assicurarsi un pezzo di terra proprio, il rendersi autonomi.
Descrive poi altri episodi di vita personale e di esperienza lavorativa acquisita durante il soggiorno in Germania e al ritorno in Italia.
Vengono discusse le condizioni e le dinamiche di lavoro nelle fabbriche tedesche, e alcuni episodi particolari avvenuti in circostanze di lavoro in fabbrica. Si parla infine della scoperta accidentale di un bunker, ma l’ascolto risulta particolarmente difficoltoso.
La registrazione si conclude con la richiesta da parte dell’intervistatrice dei dati anagrafici dei partecipanti.



Registrazione #11 di 11
ID: GRP011 - Titolo: 11 Vincenzo Stippelli
Data (C/T): 2002-01-19 -
Parole chiave: Arneo , Braccianti , Lavoro , Occupazione delle terre , PCI , Tabacchine
Descrizione: Vincenzo Stippelli, attuale segretario della sezione di Rifondazione Comunista di Squinzano, racconta delle iniziative di solidariet? nei confronti degli occupanti dell?Arneo, e delle lotta portate avanti dopo l?istituzione dell?Ente di Riforma dell?Arneo, per l?assegnazione delle terre ai braccianti e ai contadini. Accenna anche alle lotte delle tabacchine, e di sfuggita riferisce il fatto che anche sua moglie era tabacchina.
Riflette sul ruolo del Partito Comunista e sulla sua crisi, fino alla nascita della Rifondazione Comunista.

Scheda-Cronotematica
Traccia #1 di 7
Time IN: 00:00:00 – Time OUT: 00:03:44
Descrizione: Racconta del proprio ingresso nel PCI, avvenuto nel 1944, e della propria ininterrotta permanenza nel partito, cui riconosce un?azione continuativa in difesa del proletariato, operaio e contadino.
Bracciante, partecipa alle iniziative di lotta per l’assegnazione delle terre da parte dell’Ente di Riforma, e ricorda riunioni e comizi organizzati dal partito per diffondere l?idea della necessit? della riforma e delle assegnazioni di terre presso i contadini meno politicizzati al contrario di quanto proposto dalla DC.


Traccia #2 di 7
Time IN: 00:03:45 – Time OUT: 00:06:00
Descrizione: Illustra quale fosse la condizione bracciantile nell?immediato dopoguerra, e come fosse necessario ai braccianti arrotondare il misero salario con la gestione di vigneti a contratto di colonia.
Descrive, inoltre, la condizione di lotta delle tabacchine, e il ruolo del partito e del sindacato nell?organizzazione di quella lotta.


Traccia #3 di 7
Time IN: 00:06:01 – Time OUT: 00:08:10
Descrizione: La solidariet? ai contadini dell?Arneo in occupazione: racconta della raccolta di generi alimentari, effettuata dai compagni di Squinzano, per gli occupanti dell?Arneo.
Accenna ad una delegazione a Lecce presso l?Ente Riforma, per sollecitare l?assegnazione dei terreni (espropriati ma non ancora assegnati); i contadini erano accompagnati dall?On.le Calasso.
Discute sulle modalit? di assegnazione delle terre, e sul fatto che furono privilegiati coloro che non avevano partecipato alle occupazioni.


Traccia #4 di 7
Time IN: 00:08:11 – Time OUT: 00:12:23
Descrizione: Racconta della propria partecipazione alle manifestazioni dell’autunno del 1951 per sollecitare le assegnazioni: ricorda l?occupazione del 4 novembre, sulle terre, e l’arrivo dei carabinieri, che schedarono tutti i partecipanti. Tutti gli iscritti al PCI di Squinzano furono denunciati, anche gli assenti (persino chi stava in ospedale), e cos? pure i pochi democristiani, da un carabiniere loro compaesano. Alle denunce segu? l?amnistia, per cui non vi fu processo.
Illustra, brevemente, come si svolgesse la preparazione e poi l’occupazione dei terreni, e narra dell?arrivo della polizia in paese durante il periodo delle occupazioni.


Traccia #5 di 7
Time IN: 00:12:24 – Time OUT: 00:15:54
Descrizione: Racconta le discriminazioni subite sul lavoro a causa della propria appartenenza politica.


Traccia #6 di 7
Time IN: 00:15:55 – Time OUT: 00:20:59
Descrizione: Racconta la propria storia all?interno del partito, di cui per 16 anni ? con interruzioni – fu segretario nella sezione di Squinzano.
Accenna al cambiamento dell’Unit? da organo del PCI a giornale comunista, e al conseguente cambio di rotta politica all’interno del partito stesso.


Traccia #7 di 7
Time IN: 00:21:00 – Time OUT: 00:21:24
Descrizione: Presentazione di V.S.




Calabria – Lotte per la terra

La serie raccoglie alcune interviste realizzate a Melissa (KR) e a Gioia Tauro (RC) nell’estate del 2008, da Omerita Ranalli e Enrico Grammaroli.
Le interviste condotte a Melissa hanno per tema l’eccidio di Fragalà del 29 ottobre 1949, in cui morirono i braccianti Francesco Nigro, Giovanni Zito e Angelina Mauro.
L’intervista registrata a Gioia Tauro è un lungo racconto sulle lotte per la terra nella piana di Gioia Tauro.

Catalogo
Registrazione #1 di 5
ID: CAL001 - Titolo: Melissa 18 Agosto
Data (C/T): 2008-08-18 - Melissa, IT
Parole chiave: Calabria , Fragalà , Lotte per la terra , Melissa (KR)
Descrizione: Testimonianza di Giuseppe Gurgi, Pietro Pizzuti, Giuseppe Garrubba, Francesco Basta e Salvatore Bossa sulla repressione di civili durante l’occupazione del fondo Fragalà nell’ottobre del 1949, sulle cause e sulle conseguenze del conflitto.

Scheda-Cronotematica
Traccia #1 di 8
Time IN: 00:00:00 – Time OUT: 00:08:50
Informatore/Esecuzione: Basta Francesco, Bossa Salvatore, Garrubba Giuseppe, Gurgi Giuseppe, Pizzuti Pietro
Descrizione: Un informatore inizia l’intervista con la narrazione dei fatti relativi al fondo Fragalà (1949) occupato da uomini e donne spinti dalla necessità di denunciare la mancanza di lavoro. Tutelati dalla legge Gullo-Segni i braccianti, muniti di zappe per lavorare e di asini, si riuniscono in un corteo che dalla città si sposta verso la proprietà terriera col fine di occuparla pacificamente. Ricorda successivamente i dirigenti dei partiti come principali responsabili dell’organizzazione della manifestazione, il supporto dei reduci di guerra e la repressione attuata dalla polizia con l’appoggio del proprietario abusivo del fondo, Berlingeri. L’informatore sostiene di non aver mai cantato durante la manifestazione, se non all’uscita e all’entrata del paese (inizio e fine della protesta) con l’intonazione di “Bandiera rossa”.


Traccia #2 di 8
Time IN: 00:08:50 – Time OUT: 00:15:28
Informatore/Esecuzione: Basta Francesco, Bossa Salvatore, Garrubba Giuseppe, Gurgi Giuseppe, Pizzuti Pietro
Descrizione: Un altro informatore narra delle condizioni di vita delle famiglie dei braccianti che, prima delle lotte per la terra, vivono in una condizione di povertà tale da essere costrette a impiegare il lavoro minorile come preziosa fonte di sostentamento: questa situazione si contrappone a quella delle nuove generazioni che ignorano la precedente realtà, non conoscono la vera “fatica” nel lavoro e, per questo motivo, non prestano un’adeguata attenzione verso quella generazione di anziani, prevalentemente analfabeta. Il tenore di vita aumenta solo dopo la redistribuzione delle terre occupate (si parla prevalentemente della proprietà di Berlingeri) che, dopo una prima suddivisione “bonaria”, vengono ripartite secondo i nuovi criteri stabiliti dai tecnici impiegati nell’Opera Sila- Ente di Sviluppo.


Traccia #3 di 8
Time IN: 00:15:28 – Time OUT: 00:23:07
Informatore/Esecuzione: Basta Francesco, Bossa Salvatore, Garrubba Giuseppe, Gurgi Giuseppe, Pizzuti Pietro
Descrizione: Dopo l’arrivo dei tecnici, tra il 1950 e il 1951, i diversi fondi incolti vengono divisi in particelle numerate e assegnati con un sorteggio. Ogni famiglia può ricevere 1 o 2 tumulati di terra (1 tumulato corrisponde a 33 are (1 ara=100 metri quadri)). La terra viene lavorata mediante mezzi poco evoluti. Dopo l’intervento dell’Ente di Sviluppo, l’informatore ricorda che lo Stato risarcisce Berlingeri mentre i contadini, sostenuti da un supporto economico necessario a comprare animali e attrezzi, pagano in rate la terra di cui divengono legittimi proprietari. Nonostante questo importante intervento, molti giovani preferiscono emigrare piuttosto che proseguire un lavoro svolto con l’impiego di una scarsa tecnica, a cui consegue una produzione ed uno sfruttamento delle risorse poco adeguato alle nuove esigenze.


Traccia #4 di 8
Time IN: 00:23:07 – Time OUT: 00:30:28
Informatore/Esecuzione: Basta Francesco, Bossa Salvatore, Garrubba Giuseppe, Gurgi Giuseppe, Pizzuti Pietro
Descrizione: L’informatore ricorda la contrapposizione verso i proprietari terrieri e verso un sistema politico, amministrativo e lavorativo rimasto inalterato fino alla fine del fascismo, nata nel momento in cui i contadini iniziano a frequentare i partiti che si sviluppano nel secondo dopoguerra, con la fine della dittatura. Sottolinea l’opportunità data dalle lotte per la terra di generare quell’inversione di ruoli che ha portato al rafforzamento dei contadini (acquisiscono maggiore consapevolezza dei propri diritti e terre da coltivare) da una parte, e all’impoverimento di molti proprietari o gestori di terre altrui (caso di Polito che riceve da Berlingeri il permesso di gestire la sua proprietà) dall’altra. Segue una digressione verso alcuni episodi della povera vita comunitaria del passato, come la scarsità d’acqua all’acquedotto comunale e l’utilizzo, in tempo di guerra, della luce e dei rifiuti.
Gli informatori non conoscono i tentativi di occupazione avvenuti in periodo fascista.


Traccia #5 di 8
Time IN: 00:30:28 – Time OUT: 00:40:31
Informatore/Esecuzione: Basta Francesco, Bossa Salvatore, Garrubba Giuseppe, Gurgi Giuseppe, Pizzuti Pietro
Descrizione: Gli informatori ripercorrono brevemente i fatti avvenuti sul fondo Fragalà, con l’aggiunta di nuovi particolari come l’arrivo di Treccani nel melissese, tra il 1952 e il 1953, e il suo monumento ai caduti. Melissa viene ricordata come unica località del crotonese in cui sono state organizzate le lotte per la terra (lotte incessanti tra il 1946 e il 1949 e sostenute dal PCI). Le nuove generazioni, poco abituate a sostenere la vita povera dei campi, hanno preferito migrare verso paesi come la Germania, in cui sono stati impiegati prevalentemente come operai nelle fabbriche (dal 1956). Gli informatori si presentano: Giuseppe Gurgi, Pietro Pizzuti, Giuseppe Garrubba, Francesco Basta, Salvatore Bossa, nati tutti tra il 1927 e il 1935.


Traccia #6 di 8
Time IN: 00:40:31 – Time OUT: 00:50:00
Informatore/Esecuzione: Basta Francesco, Bossa Salvatore, Garrubba Giuseppe, Gurgi Giuseppe, Pizzuti Pietro
Descrizione: Dopo aver brevemente ricordato il nome e l’esperienza dei braccianti morti in seguito alla strage di Fragalà, un altro informatore racconta la sua personale esperienza con alcuni dirigenti del PCI, uno dei partiti più forti di Melissa fino al momento del suo disfacimento, e il solido rapporto di amicizia instaurato con Ernesto Treccani, ricordato per il legame e il sostegno dato ai contadini e alle loro lotte per la terra. I suoi dipinti sono un’importante testimonianza visiva di quei momenti.


Traccia #7 di 8
Time IN: 00:50:00 – Time OUT: 01:01:53
Informatore/Esecuzione: Basta Francesco, Bossa Salvatore, Garrubba Giuseppe, Gurgi Giuseppe, Pizzuti Pietro
Descrizione: L’informatore prosegue col racconto di alcuni fatti personali in cui da una dimostrazione dell’onestà dei suoi principi morali, che si contrappongono a quelli di alcuni dirigenti del partito. Si ricorda nuovamente l’amore, la cura e il sostegno economico dato da Treccani a tutta la comunità melissese, oltre alla partecipazione attiva alle manifestazioni di protesta, sia nei campi che nelle miniere. Rimpiangono il periodo di gloria del PCI, conosciuto anche col nome di roccaforte rossa di Melissa, e a presenza di personalità come lo stesso Treccani.


Traccia #8 di 8
Time IN: 01:01:53 – Time OUT: 01:08:46
Informatore/Esecuzione: Basta Francesco, Bossa Salvatore, Garrubba Giuseppe, Gurgi Giuseppe, Pizzuti Pietro
Descrizione: Un secondo informatore ricorda alcuni fatti di corruzione politica attuata sul patrimonio monumentale e culturale di Melissa.



Registrazione #2 di 5
ID: CAL002 - Titolo: Matilde Nigro
Data (C/T): 2008-08-19 - Melissa, IT
Parole chiave: Calabria , Canzone , Fragalà , Lotte per la terra , Melissa (KR) , Stornello
Descrizione: Narrazione dell’esperienza personale di Matilde Nigro in relazione all’occupazione del fondo Fragalà, con trascrizione di canti di lotta per la terra, di uno stornello e di cinque canti d’amore. Matilde Nigro è la sorella di Francesco Nigro, ucciso durante la repressione dei moti di Melissa.

Scheda-Cronotematica
Traccia #1 di 6
Time IN: 00:00:00 – Time OUT: 00:07:33
Informatore/Esecuzione: Matilde Nigro
Descrizione: Matilde ricorda i primi giorni di protesta e di lotta per le terre, che coincidono col rientro del fratello Francesco dalla guerra, tra il 1948-49. In quel periodo, a Torre Melissa, i contadini, impiegati nella raccolta del grano, e le contadine, impiegate nella raccolta delle spighe o come lavandaie, vivono in una situazione di estrema povertà mista a sfruttamento e soprusi perpetuati dai baroni. Dopo il primo sciopero del 1948, i contadini non ottengono alcun accordo col sindaco e, dopo un anno, decidono di occupare il fondo Fragalà, col sostegno e la direzione di Giuseppe Barletta. Matilde ricorda che il fratello Francesco partecipa alla manifestazione con altre 500 persone e descrive la loro reazione di fronte alla polizia. L’intervista viene interrotta.


Traccia #2 di 6
Time IN: 00:07:33 – Time OUT: 00:15:43
Informatore/Esecuzione: Matilde Nigro
Descrizione: Riprende la narrazione precedente. Matilde descrive la reazione violenta delle forze dell’ordine che provoca numerosi feriti e alcuni morti, tra cui il fratello Francesco. Anche mucche e asini vengono ammazzati. Successivamente si sofferma su alcuni dettagli personali come la fuga, l’inseguimento e le violenze subite da un poliziotto, fino alle cure ricevute presso una clinica privata di Strongoli. Denuncia infine il partito, per non aver dato un supporto adeguato alla sua famiglia e la comunità di Melissa, per aver dimenticato presto questa tragedia e aver tradito, così, la memoria dei morti. Intervista interrotta da un telefono che squilla.


Traccia #3 di 6
Time IN: 00:15:43 – Time OUT: 00:20:01
Informatore/Esecuzione: Matilde Nigro
Descrizione: Riprende l’intervista. Matilde denuncia il comportamento di alcuni dirigenti del PCI durante l’occupazione del fondo e ricorda il loro impiego dei pagliari come nascondiglio. Allo stesso tempo, considera queste lotte come apportatrici di una maggiore ricchezza per il paese e della rinascita della Democrazia Cristiana. Ricorda poi la storia della lettera e dell’imbroglio perpetuato dal maresciallo Brezzi e dal commissario Rosso a danno dei braccianti, a partire dal quale si è diffusa la versione che sostiene la colpevolezza dei contadini e l’innocenza delle forze dell’ordine.


Traccia #4 di 6
Time IN: 00:20:01 – Time OUT: 00:27:22
Informatore/Esecuzione: Matilde Nigro
Descrizione: Si citano due compositori di canzoni del periodo, Nicola Campitelli e Antonio Cantisani e si legge un pezzo di canzone, tratta dall’inserto di Rinascita. Ricorda che prima e durante le occupazioni si canta “Bandiera rossa”.
Si legge un pezzo di articolo in cui si cita la minaccia di Brezzi ai contadini e le occupazioni di terre a Caulonia. Matilde non sa cosa è successo a Caulonia. Ricorda, tra i feriti di Fragalà, il nome di Luciano Iocca, ferito a una gamba e ancora vivo, e Francesco Drago, soprannominato “Cicc’ i Galiano”.


Traccia #5 di 6
Time IN: 00:27:22 – Time OUT: 00:32:19
Informatore/Esecuzione: Matilde Nigro
Descrizione: Matilde ricorda che, anche dopo la I guerra mondiale, si verificano le prime occupazioni di terre che portano all’intervento pacifico delle forze armate e alla prima Riforma Agraria. Per l’occasione ricorda uno fra gli stornelli cantati dalle donne, durante il lavoro nei campi. Si interrompe la registrazione.


Traccia #6 di 6
Time IN: 00:32:19 – Time OUT: 00:42:31
Informatore/Esecuzione: Matilde Nigro
Descrizione: Riprende la registrazione. Matilde cerca di ricordare alcune vecchie canzoni d’amore. Aggiunge di seguito queste strofe. Ricorda una canzone cantata agli sposi. Ne ricorda subito un’altra. Canzone di spregio.



Registrazione #3 di 5
ID: CAL003 - Titolo: Giuseppe Drago
Data (C/T): 2008-08-20 - Melissa, IT
Parole chiave: Calabria , Fragalà , Lotte per la terra , Melissa (KR)
Descrizione: Testimonianza di Giuseppe Drago sul ruolo e sul lavoro svolto dalla Federbraccianti (Federazione nazionale braccianti e salariati agricoli) e dal PCI per l’organizzazione delle lotte nel melissese e riflessione sull’impatto sociale ed economico apportato da tali avvenimenti.

Scheda-Cronotematica
Traccia #1 di 6
Time IN: 00:00:00 – Time OUT: 00:05:38
Informatore/Esecuzione: Drago Giuseppe
Descrizione: Giuseppe Drago narra brevemente gli aspetti fondamentali della vita della sua famiglia. Appartiene a una famiglia composta da sei componenti, dei quali spicca la figura del padre che, reduce dalla I Guerra Mondiale, ritorna a svolgere la sua vita di bracciante salariato senza terra e senza soldi. Peppe segue la professione del padre e partecipa alle lotte per la terra a partire dalla sua adesione al Partito.
Successivamente condanna le bugie e le censure attuate sulla narrazione degli avvenimenti della protesta sul fondo Fragalà. Registrazione interrotta.


Traccia #2 di 6
Time IN: 00:05:38 – Time OUT: 00:12:18
Informatore/Esecuzione: Drago Giuseppe
Descrizione: Riprende la registrazione. Giuseppe Drago ricorda l’occupazione di Fragalà come il risultato dell’esasperazione dei contadini, ridotti in condizioni di estrema povertà a causa della guerra e dello sfruttamento messo in atto dai signori locali. Successivamente critica la decisione, sia politica che culturale (produzione di un film che narra delle lotte per la terra nel melissese e di cui l’informatore non ricorda né il titolo, né la regia) di riportare una versione dei fatti che non corrisponde perfettamente alla realtà, finalizzata a giustificare la violenza delle forze dell’ordine.


Traccia #3 di 6
Time IN: 00:12:18 – Time OUT: 00:22:02
Informatore/Esecuzione: Drago Giuseppe
Descrizione: Ricorda la responsabilità del PCI nella sensibilizzazione dei contadini sui propri diritti di lavoratori e quella della Federbraccianti nella gestione degli scioperi; al contrario non ricorda alcun canto di protesta o di lavoro. Dopo aver mostrato il fondo in cui è stato girato il film, molto simile al fondo Fragalà e le circostanze, descrive le principali conseguenze della Riforma, ovvero l’esproprio dell’8% delle terre presenti, la loro redistribuzione (in cambio di un tumulato di terra, i contadini danno un quintale di rame) e la possibilità di comprare le terre limitanti. Considera la scarsa disponibilità economica e un futuro incerto e inesistente come le principali cause che lo hanno condotto a emigrare.


Traccia #4 di 6
Time IN: 00:22:02 – Time OUT: 00:28:21
Informatore/Esecuzione: Drago Giuseppe
Descrizione: Racconta che la prima occupazione di terre risale alla I Guerra Mondiale e solo coloro che hanno ottenuto un pezzo di terreno, sono riusciti a sopravvivere dignitosamente. Le occupazioni risalgono invece al periodo in cui sono nati i partiti, nel secondo dopoguerra. Canta uno stornello.


Traccia #5 di 6
Time IN: 00:28:21 – Time OUT: 00:40:27
Informatore/Esecuzione: Drago Giuseppe
Descrizione: Giuseppe Drago ricorda che la prima manifestazione con occupazione delle terre avviene alla Marina, dove i braccianti si organizzano e cooperano per ripulire e ordinare i terreni incolti. Segue la redistribuzione delle terre, da cui nasce la Federbraccianti, la quale contribuisce successivamente all’organizzazione della protesta sul fondo Fragalà. Di quest’ultima esperienza, Drago mette in risalto e in contrapposizione l’innocuo e amichevole comportamento dei braccianti (che accolgono le forze dell’ordine con un applauso), verso quello violento della polizia. In questo caso, Drago sostiene che il loro odio sia stato fomentato dalla Baronessa Zito di Cirò.
Ricorda alcuni nomi dei morti, Angelina Mauro, Francesco Nigro e Giovanni Zito, e in seguito, la sua esperienza di ferito.
Narra del suo rientro in Calabria dalla Germania, per aderire alle proteste per la Regione (tra Reggio Calabria e Catanzaro).


Traccia #6 di 6
Time IN: 00:40:27 – Time OUT: 00:52:31
Informatore/Esecuzione: Drago Giuseppe
Descrizione: Drago giustifica l’assenza dei canti di lavoro con la volontà da parte dei padroni di volere lavoratori concentrati sulla propria attività.
Non ricorda la presenza dei contadini di San Nicola e Carfizzi (paesi della provincia di Crotone, abitati attualmente dalla minoranza linguistica arbereshe) agli scioperi.
Racconta gli avvenimenti relativi alla partecipazione alla protesta contro i licenziamenti dalla miniera di zolfo, vicino Strongoli.



Registrazione #4 di 5
ID: CAL004 - Titolo: Giuseppe e Caterina Drago
Data (C/T): 2008-08-20 - Melissa, IT
Parole chiave: Calabria , Fragalà , Lotte per la terra , Melissa (KR)
Descrizione: Giuseppe e Caterina Drago ripercorrono i momenti principali della propria vita, con riferimenti alla guerra, alla povertà e al lavoro, attraverso la narrazione di storie e barzellette e l’intonazione di canti d’amore, poesie e stornelli.

Scheda-Cronotematica
Traccia #1 di 4
Time IN: 00:00:00 – Time OUT: 00:10:39
Informatore/Esecuzione: Drago Caterina, Drago Giuseppe
Descrizione: Inizio di intervista a Giuseppe e Caterina Drago. Giuseppe racconta la storia del nomignolo dato a Francesco Drago. La registrazione si interrompe per due volte.
Riprende l’intervista: Giuseppe Drago spiega che prima dell’uso dei cannavari, tutte le persone bevevano l’acqua dallo stesso barile, in modo da non sprecarne troppa.
Giuseppe e Caterina ripropongono canzoni, “barzellette” o detti e serenate del melissese. Segue Caterina. Successivamente si ricorda la presenza di due tipi di serenate: una di “bello” e una di “brutto”, solitamente accompagnate da chitarra battente o chitarra francese. Di seguito il testo di una serenata di “brutto”. Caterina ricorda una storia, anche questa cantata, in cui un ragazzo promette alla sua fidanzata di recarsi ogni sera sotto la sua finestra per cantarle una serenata. Una notte, però, rompe il patto e rimane a dormire a casa sua, perché troppo stanco. Attuando un’inversione di ruoli, la ragazza coglie l’occasione per raggiungere e cantare una serenata al fidanzato. Di seguito il testo. Risponde il ragazzo. Caterina racconta una barzelletta. Giuseppe, invece, narra la storia, realmente accaduta, sulla voglia di una donna in cinta di mangiare fagioli rossi dopo averli visti preparare da un vicino. Si scopre successivamente che nella pignata a cuocere non c’erano fagioli ma piccole fave (dal colore rosso o cotte con pomodoro, non è chiaro) confuse dalla donna con fagioli.
Giuseppe racconta che queste storie fanno parte della loro giovinezza, fatta di una miseria oggi incomprensibile e ricorda l’orzo, le fave e la biada come gli alimenti più comuni e più usati dalle famiglie locali dell’epoca.


Traccia #2 di 4
Time IN: 00:10:39 – Time OUT: 00:15:33
Informatore/Esecuzione: Drago Caterina, Drago Giuseppe
Descrizione: Caterina ricorda i sacchi di canapa tinti o le stoffe colorate per tende come uniche stoffe disponibili per confezionare i vestiti, in tempo di guerra. Sottolinea che la zona del melissese è conosciuta anche per la lavorazione del lino.
Segue la descrizione di Giuseppe sulle caratteristiche di questa pianta e sulle fasi di lavorazione fino alla produzione di tre diversi tipi di filato.
Giuseppe ricorda un tipo di vita fatto di sacrifici e di lavoro duro, in cui non esistevano i mezzi di trasporto e le comodità di oggi. Racconta di recarsi ogni giorno a piedi sul posto di lavoro, a Torre Melissa, senza lamentarsi.


Traccia #3 di 4
Time IN: 00:15:33 – Time OUT: 00:28:30
Informatore/Esecuzione: Drago Caterina, Drago Giuseppe
Descrizione: Caterina e Giuseppe non ricordano di aver mai sentito una canzone in cui vengono menzionate delle anguille che non devono essere mangiate perché avvelenate. Non conoscono neanche la canzone i cui personaggi principali sono un uomo che indica a una donna sposata come ammazzare suo marito, recandosi nell’orto per prendere e ammazzare un serpente e riporre la sua testa nel vino.
Caterina racconta un’altra barzelletta. Successivamente menziona e canta alcune strofe del “Cuzzupato”, tipico canto pasquale della zona, usato come occasione per fare festa e per raccogliere doni di casa in casa e ora in disuso. Caterina racconta che dopo aver cantato il cuzzupato, la padrona di casa esce fuori e offre da mangiare soppressate, vino e muccellate, un tipo di taralli. Ricorda successivamente l’uso di preparare le cuzzupe, il dolce pasquale per eccellenza che, come le muccellate, può essere servito con un uovo al centro, in segno di buon augurio. La cuzzupa è un pane dolce la cui tipica forma circolare cede il posto alle forme di uccello o di pupazzo, due varianti destinate ai bambini. Giuseppe ricorda che le cuzzupe si mangiano il giorno di Pasqua, dopo il suono delle campane della chiesa.
I due informatori ricordano infine che i festanti depositano i dolci raccolti nelle vertole, sacchi colorati usati come borse utili al trasporto di oggetti di vario genere, solitamente posizionati sul dorso di un asino.


Traccia #4 di 4
Time IN: 00:28:30 – Time OUT: 00:37:12
Informatore/Esecuzione: Drago Caterina
Descrizione: Caterina ricorda di essersi dedicata al lavoro in campagna (lavoro faticato, con l’impiego di animali e di mezzi primitivi. Si ricorda che solo dopo l’Opera Sila il sistema lavorativo cambia e si impiegano finalmente mezzi più evoluti come il trattore), alla tessitura e al ricamo durante i quindici anni di assenza del marito, emigrato in Germania. Mostra alcune coperte in lino da lei tessute e ricamate (fino a 00:34:19).
Registrazione interrotta.
Caterina ricorda che il santo patrono del posto è San Nicola ma ammette di essere più affezionata alla Madonna dell’Udienza e a San Francesco di Paola. Il santuario della Madonna si trova vicino al cimitero.
Di seguito spiega il differente rito destinato alla Madonna di Capo Colonna, che viene portata in processione verso Crotone via mare, a metà maggio (si coglie l’occasione per fare un confronto con la processione che si svolge a Latina e che prevede l’immersione in acqua della Madonna Stella Maris, col fine di benedire il mare).



Registrazione #5 di 5
ID: CAL005 - Titolo: Gioia Tauro – Solano
Data (C/T): 2008-08-22 - Gioia Tauro, IT
Parole chiave: Calabria , Gioia Tauro , Lotte per la terra
Descrizione: Descrizione del fenomeno delle lotte per la terra nella Piana di Gioia Tauro, mediante la focalizzazione sull’esperienza politica di Giuseppe Solano, su soluzioni politiche prese in ambito nazionale e su alcuni avvenimenti di carattere storico e agrario.

Scheda-Cronotematica
Traccia #1 di 5
Time IN: 00:00:00 – Time OUT: 00:05:56
Informatore/Esecuzione: Solano Giuseppe
Descrizione: Breve inizio di intervista in cui Solano considera le lotte per la terra del crotonese come un importante esempio e punto di riferimento per le lotte intraprese dai braccianti della Piana di Gioia Tauro.
La registrazione viene interrotta.
Solano considera l’inizio delle lotte per la terra come conseguenza della ribellione dei braccianti crotonesi al sistema feudale, ancora molto forte nella Calabria del secondo dopoguerra. Ricorda infatti che, nello stesso periodo, alcuni proprietari terrieri arrivavano a gestire fino a 21 000 ettari di terreno, di cui 7000 erano destinati alla caccia.
Ricorda di essersi inserito in questo contesto come dirigente del PCI e, successivamente, come capo di una delle tante squadre di braccianti utili all’occupazione dei campi: l’intervento diviene tanto tenace da diffondersi gradualmente in tutta la Regione e da richiedere l’impiego di legioni di carabinieri provenienti non solo dalla Calabria, ma anche dalla Sicilia e dalla Puglia, sostenute solitamente dai proprietari terrieri. Il malcontento si placa solo dopo l’attuazione della Riforma agraria e della Legge stralcio da parte del primo governo De Gasperi.


Traccia #2 di 5
Time IN: 00:05:56 – Time OUT: 00:18:13
Informatore/Esecuzione: Solano Giuseppe
Descrizione: Solano ricorda che le principali località di provenienza dei braccianti e le fasi di svolgimento della protesta e occupazione dei campi. Racconta l’importanza di una buona organizzazione della squadra, dotata di sentinelle che, a turno, controllano la zona limitrofa e avvisano i compagni sul possibile arrivo della polizia.
Racconta di seguito le vicende che si susseguono, dal giorno dell’arresto all’assoluzione dalla condanna di occupazione illegale delle terre e ricorda alcuni dettagli come la durata di 15 giorni della prima protesta, con interruzione notturna; il bivio situato nella zona di Trodio, frazione di Palmi, come punto di riferimento e di incontro con la propria e le altrui squadre, all’inizio e alla fine di ogni protesta; la sfilata per le strade di Palmi, dopo le ore 17 cioè alla fine di ogni occupazione. Ricorda inoltre una scarsa presenza femminile e dichiara di non aver mai intonato un canto di lavoro.
Infine definisce la situazione politica locale e descrive il ruolo della Camera del Lavoro, del PCI e della DC nelle lotte per la terra, ricorda il collegamento fra le proteste del crotonese e quelle della Piana e descrive la soluzione proposta dal Governo De Gasperi mediante la nuova Riforma e la Legge Sila.


Traccia #3 di 5
Time IN: 00:18:13 – Time OUT: 00:27:01
Informatore/Esecuzione: Solano Giuseppe
Descrizione: Solano padre racconta che la lotta per la terra prende piede nelle zone in cui il sistema del bracciantato (sia maschile che femminile) è più diffuso, ovvero nella zona del crotonese e della Piana di Gioia Tauro. Si esclude Palmi, area in cui è in vigore la mezzadria.
Segue l’intervento di Solano figlio, utile a definirela differenza fra l’agricoltura di sussistenza e l’agricoltura redditizia in Calabria.
Solano padre riprende il discorso fatto in precedenza attraverso un’esempio che spiega il motivo del malcontento fra i braccianti: ricorda i 45 000 ettari di terre coltivabile, suddivise in circa 4-5 fondi, che si estendono dalla Piana di Gioia Tauro all’Aspromonte, di cui solo una minima parte è destinata all’agricoltura. La prima riforma agraria che ha permesso la ridistribuzione delle terre incolte, secondo l’informatore, non ha contribuito a risolvere concretamente tutti i problemi preesistenti, ai quali si aggiunge la crisi economica degli anni ’70, con la conversione di molti vigneti in uliveti, adatti a un tipo di coltura estensiva e ad un’inferiore richiesta di forza lavoro, e con un aumento di migranti verso le aree industrializzate dell’Italia.
Note: Interviene il figlio dell’informatore.


Traccia #4 di 5
Time IN: 00:27:01 – Time OUT: 00:35:19
Informatore/Esecuzione: Solano Giuseppe
Descrizione: Solano narra della scelta del Partito Comunista di dare direttive e sostegno a tutti coloro che hanno partecipato alla lotta e sono stati arrestati. Ricorda l’assistenza di Musolino, di una donna proveniente da Reggio Calabria (di cui non si conosce il nome) e di Anna Fiumanò, dirigente sindacale di Torino.
Ricorda di non aver mai cantato durante il lavoro o durante l’occupazione dei campi né di aver partecipato al lavoro in cooperativa, pur conoscendone l’utilità, il ruolo e le sue conseguenze. Ricorda inoltre l’assenza di un risarcimento dei vecchi proprietari espropriati.
Descrive successivamente il suo percorso nel PCI, il passaggio al PD, la mancata partecipazione agli scontri del 1972 di Reggio Calabria per la Regione e un nuovo modello di lotta per il lavoro che consiste nell’occupare le strade e nel lavorare per distruggerle (per questo motivo viene definito “sciopero al contrario”).


Traccia #5 di 5
Time IN: 00:35:19 – Time OUT: 00:40:14
Informatore/Esecuzione: Solano Giuseppe
Descrizione: Alla richiesta di ricordare manifestazioni o lotteavvenute in epoca fascista a Palmi, Solano ricorda solo un momento di dissensolegato all’assassinio di un gerarca fascista, probabilmente per mano di un gruppo di giovani comunisti, in occasione della festa della Varia (manifestazione popolare cattolica in onore di Maria Santissima della Sacra Lettera, patrona di Palmi. Rientra nella Rete delle grandi macchine a spalla italiane e, dal 2003, è stata inserita nel Patrimonio orale e immateriale dell’Umanità dell’UNESCO).
Breve intervento di Solano figlio per spiegare con maggior precisione la storia della Varia e i fatti legati a Leonida Rèpaci.
Oltre alla manifestazione sonora della Varia, Solano ricorda l’accompagnamento musicale (non ricorda però il tipo di musica o il testo delle canzoni usate) al corteo organizzato in occasione della festa del Primo Maggio, tra Seminara e Palmi.
Note: Interviene il figlio dell’informatore.



Ascolti

Tre documenti musicali estratti dalle registrazioni di questa serie. Due stornelli sul lavoro e una canzone narrativa.

Matilde Nigro – Torre Melissa (KR) – 19 agosto 2008
Canta ru gallu e scotula ri pinne – Stornello

 

Matilde Nigro – Torre Melissa (KR) – 19 agosto 2008
Sento il fischio del vapore – Canto narrativo

 

Giuseppe Drago – Torre Melissa (KR) – 20 agosto 2008
E ru sule ha pijiatu la tumma – Stornello