29 Novembre 2017

Fondo Roma, storie e quartieri

Un fondo che raccoglie molte esperienze di ricerca realizzate a partire dal 2000 all’interno del Circolo o da ricercatori esterni e accomunate dal metodo della storia orale applicata ai quartieri di Roma e nella provincia. Il fondo è suddiviso in diverse serie che raccolgono e organizzano le registrazioni in base ai contesti di ricerca e contiene documentazione sui quartieri e le aree: Prenestino, Borgata Gordiani, Quarticciolo, Centocelle , Valle Aurelia. Grottaferrata, Valmontone, Monterotondo , Tivoli, Torpignattara,  Monteverde, Pisana.

Borgo Ragazzi Don Bosco

La Roma dell’occupazione tedesca e delle Fosse Ardeatine, della stazione Termini e dei suoi «sciuscià», di una disperante marginalità che si apre via via, contraddittoriamente, alla speranza dell’integrazione e del riscatto sociale. Il luogo è il «Borgo Ragazzi di don Bosco», un insediamento creato nella periferia urbana dai Salesiani nel dopoguerra come osservatorio sulle trasformazioni metropolitane e come concreto esempio di intervento verso l’infanzia e l’adolescenza marginale. Le persone sono coloro che da ragazzi furono titolari di quell’esperienza, e insieme con loro gli operatori e i preti che l’animarono: gli attori di un esperimento sociale continuamente chiamato a rimettersi in discussione e a riaggiornare i propri obiettivi. Protagonista, su tutti, è la memoria; la storia di quell’istituzione e di quel progetto educativo viene infatti ricostruita attraverso la testimonianza orale di coloro che ne furono coinvolti. Curata dal Circolo Gianni Bosio di Roma e coordinata da Alessandro Portelli, la ricerca rappresenta anche l’occasione di un inedito incontro fra due diverse realtà associative, dotate di differenti storie culturali: una struttura «di movimento», che ha per scopo la preservazione e lo studio della memoria delle classi subalterne da una parte; e un’istituzione del solidarismo cattolico, concretamente impegnata nell’intervento sociale e nel proselitismo religioso dall’altra. Se ne ricava un insolito punto di vista sulla Roma di quei decenni: il retroterra sociale e biografico conferisce spessore alle emozioni e alla soggettivitità dei protagonisti; e d’altro canto il loro racconto dà conto dei tratti e delle dissonanze della modernizzazione, nonché delle trasformazioni profonde conosciute dalle borgate nei decenni successivi, sotto la pressione incombente delle nuove forme di consumo materiale e culturale.

Catalogo
Registrazione #1 di 16
ID: DNB001 - Titolo: Intervista a Giampaolo Baglioni
Data (C/T): 2001-01-03 - Roma, IT
Parole chiave:
Descrizione: Giampolo Baglioni, nato a Roma nel 1932, medico, attualmente in pensione. Ha frequentato l'oratorio del Sacro Cuore di via Marsala nel 1943 e negli anni seguenti. Intervistato da Alessandro Portell il 3 gennaio 2001, presso la sua abitazione. Baglioni racconta la vita nella comunità salesiana durante il fascismo e il dopoguerra: l'opera salesiana, la sua famiglia e la sua infanzia. Descrive il rapporto tra Chiesa e politica e parla del suo proprio sviluppo politicale e religioso.

Scheda-Cronotematica
Traccia #1 di 15
Time IN: 00:00:00 – Time OUT: 00:03:42
Informatore/Esecuzione: Baglioni Giampaolo
Descrizione: L’informatore ricorda l’opera salesiana come una nuova forma di predicazione che si adatta alle esigenze della nuova classe operaia che dalle campagne si trasferisce in città.
Racconta che i modelli proposti e trasmessi da questo ordine fanno riferimento alle figure di S. Luigi Gonzaga, simbolo di purezza che contrasta con la corruzione del periodo; Domenico Savio, piemontese come Don Bosco e considerato per il suo comportamento puro, per la fiducia data ai sacerdoti e per la sua morale; infine Don Bosco, noto per i suoi miracoli e in particolar modo, secondo l’informatore, per il dono dell’ubiquità.
Ricorda di essere venuto a contatto con l’Istituto salesiano di Via Marsala solo dopo aver frequentato la vicina struttura della beata Maria Mazzarella, gestita dalle suore.


Traccia #2 di 15
Time IN: 00:03:42 – Time OUT: 00:06:03
Informatore/Esecuzione: Baglioni Giampaolo
Descrizione: Baglioni descrive il quartiere in cui sorge il Sacro Cuore tra gli anni ’30 e ‘50: lo ricorda composto dalla piccola-media borghesia impiegatizia e, allo stesso tempo, ricorda le principali attività nate e sviluppatesi intorno alla Stazione. Ricorda anche la caratteristica presenza degli sciuscià, che divengono parte attiva del sistema didattico salesiano che garantisce loro un fondamentale supporto formativo utile alla loro sopravvivenza nella società romana del dopoguerra.


Traccia #3 di 15
Time IN: 00:12:16 – Time OUT: 00:16:58
Informatore/Esecuzione: Baglioni Giampaolo
Descrizione: L’informatore descrive il rapporto tra Chiesa e politica ai tempi della dittatura, ricorda lo scioglimento di alcune Associazioni cattoliche e il legame tra l’ordine dei Salesiani e il fascismo stabilito in particolar modo a partire dalla guerra di Spagna e tramite la casa editrice SEI. Ricorda il sacerdote salesiano fascista, Don Gillone, e una serie di salesiani non fascisti, molti dei quali provengono da Torino e sono a contatto con gli ambienti operai, all’interno dei quali organizzano un corso di formazione per coloro che desiderano occuparsi di politica al Sacro Cuore. Ricorda la figura di Agostino Greggi, allievo che si occupa di politica e che, alla fine degli anni ’70, passa dalla DC alla Destra nazionale. Nello stesso periodo l’informatore ha dieci anni.


Traccia #4 di 15
Time IN: 00:16:58 – Time OUT: 00:22:30
Informatore/Esecuzione: Baglioni Giampaolo
Descrizione: Tra gli insegnanti dell’Istituto salesiano della fine del 1970, ricorda Don Biavati, Don Falesin, Don Pace, Don Giorgi. Il primo, circa trentaquattro anni, era un uomo piccolo di statura e vivace; il secondo, al contrario, era alto, biondo, molto spirituale e seguiva l’Azione Cattolica. Sulla base di dicerie diffusesi tra i ragazzini, ricorda che Don Pace era sospettato di avere rapporti di pederastia mentre Don Giorgi viene descritto come un uomo dal carattere forte, un ufficiale che ha anche fatto il partigiano e che si è sempre occupato degli sciuscià. Dell’ambiente dell’Organizzazione Cattolica e della Democrazia Cristiana ricorda Domenico Vulpi, direttore del Vittorioso, rivista che riportava personaggi disneiani, al contrario dell’Avventuroso, e che vedeva la partecipazione di personaggi come Benito Jacovitti, autore di Pippo, Pertica e Palla, e l’ideazione di Caesar, ricordato per il suo carattere profetico. Ricorda poi altre letture del periodo.


Traccia #5 di 15
Time IN: 00:22:30 – Time OUT: 00:29:23
Informatore/Esecuzione: Baglioni Giampaolo
Descrizione: L’informatore ricorda che lo spirito profetico precedentemente accennato che, secondo alcuni ha caratterizzato la personalità dello stesso Don Bosco, è molto sentito nell’ambiente salesiano, ricordato dall’informatore per il suo rapporto quotidiano con la povertà, l’ignoranza e col cambiamento, legato all’inurbamento e all’aumento di servizi della politica fascista.
Ricorda di aver partecipato con interesse alle associazioni giovanili fasciste e di essersi appassionato alla dottrina militare e contemporaneamente alle attività proposte dall’ordine dei salesiani, prima dell’inizio della guerra.


Traccia #6 di 15
Time IN: 00:29:23 – Time OUT: 00:35:48
Informatore/Esecuzione: Baglioni Giampaolo
Descrizione: L’informatore ricorda di aver preso le distanze dal modello fascista a partire dal 1943, anno in cui lo zio materno diviene prigioniero di guerra e deportato ad Auschwitz. Ricorda il momento di crisi e la tensione familiare legata alla sorte dello zio, sopravvissuto, e a quella di molti altri compaesani della madre.


Traccia #7 di 15
Time IN: 00:35:48 – Time OUT: 00:41:28
Informatore/Esecuzione: Baglioni Giampaolo
Descrizione: Ricorda alcune importanti fasi della guerra, come il bombardamento su San Lorenzo, in particolare la devastazione della Basilica e di alcuni edifici limitrofi e su Villa Borghese, il 19 luglio.
Ricorda l’allontanamento dalla dottrina fascista e la festa familiare con cui la notizia della caduta del regime è stata accolta. Riguardo a questa presa di posizione, ricorda il momento in cui il console Paradisi, ufficiale della milizia, decise di aprire un fascicolo per accusare un presunto discorso antifascista fatto dallo stesso informatore, in occasione dell’abbattimento dell’Italo Balbo nel 1941.
Ricorda inoltre lo spostamento dei ministeri a Salò e Venezia e la conseguente migrazione di molti amici verso le due località e la divisione con coloro che, invece, decidono di rimanere a Roma.


Traccia #8 di 15
Time IN: 00:41:28 – Time OUT: 00:48:09
Informatore/Esecuzione: Baglioni Giampaolo
Descrizione: Baglioni ricorda che, tra l’otto e il nove di settembre, i soldati italiani abbandonano le caserme di San Lorenzo, lasciando armi e residui bellici.
Ricorda brevemente il rapporto con i vicini di casa, la famiglia Zevi Luzzatto e la visita ad Aushwitz con lo zio materno, il 2 settembre 1947 e lo stanziamento delle truppe alleate nei pressi della stazione Termini in cui si allestisce, con la collaborazione del PCI, un centro sosta per i reduci prigionieri.
Racconta che l’edificio Oriani, sede di una caserma tedesca, accoglie, subito dopo la liberazione, le milizie inglesi e neozelandesi con le quali l’informatore instaura un rapporto di amicizia che lo conduce a cambiare posizione rispetto all’ambiente religioso frequentato precedentemente e ad alcune rigide esigenze dell’educazione salesiana.
Descrive la formazione del nuovo equilibrio politico e la sua adesione, alla fine del 1947, al PCI.


Traccia #9 di 15
Time IN: 00:48:09 – Time OUT: 00:54:24
Informatore/Esecuzione: Baglioni Giampaolo
Descrizione: L’informatore ricorda il lavoro dei Salesiani, pronti già dal 18 aprile a ricominciare il loro lavoro che si basa sul modello della dottrina sociale cattolica proposta da Papa Pio XI (Ratti) e ripresa successivamente da Montini e che si pone con una maggiore apertura verso la modernità e con uno attento sguardo mondiale.
Ricorda l’intervento politico salesiano, principalmente nei quartieri Esquilino e San Lorenzo, e la loro capacità di inserirsi nella nuova vita democratica che si manifesta anche mediante l’incontro fra cittadini che si riuniscono per discutere su varie tematiche, come il Referendum (ricorda le riunioni in Piazza Esedra, tra il 1946 e il 1948).
Nota l’aumento della presenza femminile all’interno dell’ambiente salesiano e sostiene che durante il ventennio fascista i salesiani abbiano fatto parte del sistema e che successivamente abbiano mantenuto alcuni valori.


Traccia #10 di 15
Time IN: 00:54:24 – Time OUT: 01:00:41
Informatore/Esecuzione: Baglioni Giampaolo
Descrizione: Baglioni ricorda subito dopo la presenza degli sciuscià per le strade della città, concentrati prevalentemente intorno alla stazione, tra via Marsala e via Nazionale, e la loro partecipazione alle attività dei salesiani. Tra questi ricorda un amico, Franco Intervegni.
Racconta che la loro presenza in città non raggiungeva, numericamente, quella di Napoli e che molti fra loro erano orfani e, per questo motivo, sostenuti e seguiti dalle associazioni religiose. Per quanto riguarda i salesiani, erano Don Cocchi e Don Giorgi a condurre ed accogliere gli sciuscià, probabilmente con mansioni differenti, insieme alla moltitudine di bambini e giovani che popolavano la città dell’epoca.
Descrive infine i giochi di questa gioventù, basati sulla capacità di riutilizzare e riciclare quasi ogni tipo di oggetto o scarto, come i cuscinetti a sfera usati per costruire carriole o monopattini.


Traccia #11 di 15
Time IN: 01:00:41 – Time OUT: 01:03:01
Informatore/Esecuzione: Baglioni Giampaolo
Descrizione: L’informatore discute sul contributo dato dai salesiani alla ricostruzione economica e sociale di una società devastata dalla guerra e dalla povertà e sulla loro capacità di lavorare per il futuro. L’evoluzione ideologica degli ultimi tempi ha permesso un rinnovamento dell’ideale salesiano e una sua riemersione in una comunità la cui identità cattolica non si è mai spenta del tutto.


Traccia #12 di 15
Time IN: 01:03:01 – Time OUT: 01:07:51
Informatore/Esecuzione: Baglioni Giampaolo
Descrizione: L’informatore descrive il lavoro svolto sia in ambito medico che in ambito politico. Si ritiene soddisfatto dell’evoluzione avvenuta in Italia, nel mondo e della nuova prospettiva europea, ma anche della propria formazione fatta di interessi variegati.
Ricorda di aver vissuto con interesse la situazione politica italiana del 1948 e considera l’argomento sulla “colpa dei partigiani”, in relazione alle fosse ardeatine, come una discussione alimentata in quello stesso anno dalla destra e alla quale non è stata data molta importanza, fino al momento in cui la DC è stata la forza politica predominante a Roma.


Traccia #13 di 15
Time IN: 01:07:51 – Time OUT: 01:14:48
Informatore/Esecuzione: Baglioni Giampaolo
Descrizione: L’informatore ricorda alcune dicerie sentite da giovane riguardo l’accusa e l’allontanamento di alcuni preti dall’ordine per pederastia. Narra di non aver mai subito alcun abuso durante la frequenza presso l’istituto salesiano ma non esclude la possibilità che casi simili siano stati subiti da ragazzini più poveri.
Ricorda e intona alcune strofe di canzoni imparate dai salesiani. Sostiene poi di aver ricevuto poche informazioni sulla vita di Don Bosco eccetto alcuni aspetti della sua personalità, la forza e la violenza.


Traccia #14 di 15
Time IN: 01:14:48 – Time OUT: 01:23:34
Informatore/Esecuzione: Baglioni Giampaolo
Descrizione: L’informatore ricorda la capacità che i salesiani hanno avuto di comprendere la personalità dei cittadini romani in modo da inserirsi più agevolmente all’interno della società e di lavorare in maniera più efficace.
Parla della loro motivazione, ancora molto forte e considera utile per la vita la formazione ricevuta presso il loro istituto.
Mostra alcune foto scattate nell’istituto, tra cui quelle di un giovane ragazzo affetto dal morbo di Pott (tubercolosi vertebrale), Mario Lucchini, mostra successivamente una copia della rivista “Il giovane provveduto” e ricorda infine la figura di Don Pace, anch’essa fondamentale per la sua crescita personale.


Traccia #15 di 15
Time IN: 00:06:03 – Time OUT: 00:12:16
Informatore/Esecuzione: Baglioni Giampaolo
Descrizione: L’informatore ricorda la famiglia di provenienza come una famiglia tipica del quartiere. Racconta la storia della madre, un’ebrea polacca arrivata a Roma durante il periodo fascista grazie alle facilitazioni di studio concesse da Mussolini agli studenti stranieri. Ricorda che, dopo la laurea in medicina e dopo il matrimonio, contribuisce all’apertura e all’attività di uno dei primi laboratori di analisi della città insieme al marito, docente di biochimica all’Università e al suocero.
Ricorda di aver frequentato le scuole elementari presso l’Istituto Maria Mazzarella e l’assidua frequenza dell’oratorio in compagnia di altri bambini, una buona parte dei quali proviene dal quartiere di San Lorenzo. Ricorda l’atteggiamento assimilatore del fascismo accettato come modello unico dalla società, nonostante il differente status sociale di provenienza dei bambini. Racconta della scelta del padre, nazionalista, di aderire al fascismo per non perdere il posto di lavoro all’Università.
Racconta poi della sua forte fede religiosa, alimentata dalla frequenza e partecipazione alle iniziative dell’oratorio.



Registrazione #2 di 16
ID: DNB002 - Titolo: Intervista a Mauro Consorti
Data (C/T): 2000-10-06 - Roma, IT
Parole chiave:
Descrizione: Mauro Consorti, nato a San Benedetto del Tronto nel 1938, geometra. Ha frequentato il Borgo Ragazzi Don Bosco dal 1948 al 1959, dapprima come esterno, poi come interno. Intervistato il 10.6.2000 presso la sua abitazione da Anna Malagrida e Ulrike Viccaro. Consorti parla della sua vita in povertà e la sua formazione e il lavoro al Borgo Don Bosco. Racconta delle giornate molto strutturate, delle attività extrascolastiche, dei giochi dei ragazzi e del rapporto molto stretto fra loro e il direttore. Dice che si ritiene molto fortunato per avere avuto quest'opportunità di formazione che gli ha offerto una vita migliore. Consorti conclude con un discorso sulla sua vita dopo il Borgo Don Bosco, del suo matrimonio, della famiglia, del suo lavoro e i cambiamenti nella comunità salesiana durante gli anni.

Scheda-Cronotematica
Traccia #1 di 19
Time IN: 00:00:00 – Time OUT: 00:06:56
Informatore/Esecuzione: Consorti Mauro
Descrizione: L’informatore racconta di essere originario di San Benedetto del Tronto e di essere arrivato a Roma successivamente, con la famiglia. Dopo aver descritto la condizione economica e lavorativa dei genitori, ricorda come si presentava Roma tra gli anni ’40 e gli anni ’50: struttura urbanistica diversa da quella attuale, con poche case e molti immigrati.
Ricorda l’abitazione in via dei Castagneti, gli studi di terza e quarta elementare nella scuola di S. Felice e lo spostamento nell’istituto scolastico Fausto Coltrani, in via Cherubina. Racconta di aver vissuto a diretto contatto con la povertà e di aver passato molto tempo per strada.


Traccia #2 di 19
Time IN: 00:06:56 – Time OUT: 00:11:47
Informatore/Esecuzione: Consorti Mauro
Descrizione: Racconta della necessità di trovare una strada che garantisse uno sbocco lavorativo e una sopravvivenza dignitosa e ricorda il mercato nero come una pratica molto diffusa. Frequentando l’ambiente limitrofo al Borgo Don Bosco, che attira ragazzi provenienti dalle borgate di Centocelle, Quarticciolo, San Basilio grazie ad attività aggregative come il cinema e lo sport, viene a conoscenza di questa realtà e ne diviene parte. Ricorda che il Borgo apre nei pressi del Forte Prenestino nel marzo 1948 come aggregazione dell’Istituto del Sacro Cuore di via Marsala, che diviene principale punto di riferimento per gli sciuscia, ragazzi e bambini orfani o molto poveri che lavoravano nei pressi della stazione Termini. Ricorda Don Biavati come primo direttore del Borgo.


Traccia #3 di 19
Time IN: 00:11:47 – Time OUT: 00:14:47
Informatore/Esecuzione: Consorti Mauro
Descrizione: L’informatore ricorda che l’aumento dei ragazzi che frequentano l’istituto di via Marsala porta i sacerdoti alla necessità di istituire un nuovo centro che sorge proprio al Forte Prenestino, fatto di capannoni completamente vuoti e rimessi in sesto successivamente grazie all’aiuto di operai e degli stessi ragazzi iscritti.
Ricorda di aver iniziato a frequentare il Borgo all’età di dieci anni con l’entusiasmo dei genitori che vedono in questa nuova realtà un sostegno che garantisce un’istruzione, un pasto caldo e attività di svago utili alla crescita del proprio figlio. L’informatore ritiene di essere stato molto fortunato perché, a differenza di molti compagni del Borgo, ha potuto godere della presenza di entrambe i genitori.


Traccia #4 di 19
Time IN: 00:14:47 – Time OUT: 00:17:24
Informatore/Esecuzione: Consorti Mauro
Descrizione: Mauro Consorti racconta di aver avuto la possibilità di iscriversi all’avviamento professionale con indirizzo meccanica del Don Bosco, dopo la quinta elementare. Ricorda che, al contrario, la frequenza della scuola media dava la possibilità di accedere agli studi classici.
Ricorda di essersi iscritto da esterno finché i genitori, per motivi familiari, si trasferiscono nuovamente a San Benedetto del Tronto. Da questo momento conclude gli ultimi anni da interno.


Traccia #5 di 19
Time IN: 00:17:24 – Time OUT: 00:23:06
Informatore/Esecuzione: Consorti Mauro
Descrizione: L’informatore ricorda quali sono le attività che suddividono le giornate al Borgo: prima dell’inizio della scuola, la pulizia e la messa e, subito dopo, il pranzo, la ricreazione, lo studio fino alla funzione serale e la cena. Uno delle fasi più importanti della giornata è il momento della Buonanotte, prima di andare a dormire.
Alcuni capannoni sono adibiti a dormitorio e ogni camerata ospita circa trenta- quaranta ragazzi, divisi per età; un assistente, il cui posto letto è separato da una tenda; un bagno in comune.


Traccia #6 di 19
Time IN: 00:23:06 – Time OUT: 00:27:12
Informatore/Esecuzione: Consorti Mauro
Descrizione: L’informatore ricorda le punizioni corporali inflitte dai sacerdoti, considerate utili e necessarie vista la condizione educativa e familiare da cui provengono una buona parte dei ragazzi del Don Bosco. Precisa che questi aspetti educativi rientrano nell’idea dei salesiani di togliere i ragazzi dalla strada, di garantire loro una buona educazione e avviarli nel mondo del lavoro, col minimo delle risorse economiche disponibili.
Ricorda il rapporto instaurato col direttore, divenuto importante e basilare punto di riferimento che si sostituisce alla figura materna e paterna.
Ricorda i collaboratori Don Verdecchia e Don Remigi.


Traccia #7 di 19
Time IN: 00:27:12 – Time OUT: 00:31:09
Informatore/Esecuzione: Consorti Mauro
Descrizione: L’informatore non ricorda occasioni di litigio fra i salesiani e le famiglie dei ragazzi che, al contrario, li hanno sostenuti perché consapevoli dell’utile presenza di una realtà che ha garantito la sopravvivenza, l’educazione e la formazione dei propri figli. Ricorda inoltre il sostegno pervenuto da associazioni americane e da privati che, nell’anonimato, lasciavano la propria donazione nella cassetta della posta dell’istituto.
Descrive l’organizzazione del borgo, basata principalmente su una divisione gerarchica dei ruoli e su una costante presenza in mezzo ai ragazzi. Ricorda infine l’abitudine del direttore di richiamare allievi e famiglie di ragazzi che assumevano un comportamento non adeguato alle regole del borgo.


Traccia #8 di 19
Time IN: 00:31:09 – Time OUT: 00:35:01
Informatore/Esecuzione: Consorti Mauro
Descrizione: L’informatore ricorda che alcuni dei ragazzi formatisi al borgo hanno avuto la possibilità di lavorarvi come assistenti, portando un rinnovamento all’interno del personale didattico composto inizialmente da religiosi.
Descrive la sua esperienza di collaboratore di matematica e tecnica della meccanica e quella di Kocci, ex- allievo interno, e successivamente ricorda la sorte di alcuni compagni emigrati in America o in Australia, di quelli che si sono arruolati nella marina e di coloro che sono riusciti a fare carriera all’interno di officine o industrie meccaniche e all’interno del Poligrafico.


Traccia #9 di 19
Time IN: 00:35:01 – Time OUT: 00:42:32
Informatore/Esecuzione: Consorti Mauro
Descrizione: Consorti ricorda le attività extrascolastiche previste dal borgo e destinate esclusivamente ai ragazzi. Elenca le principali attività sportive, ricorda il teatro e con maggiore interesse la figura del maestro Dominici che ha permesso la formazione di un’orchestra e di elementi che sono stati poi integrati a quelli della banda Palatina del Vaticano. Questa esperienza, insieme alle gite, ha permesso ai ragazzi di visitare e conoscere diversi paesi e comunità e di venire a contatto con realtà diverse.
Ricorda infine le colonie estive a Gaeta, presso il convento dei salesiani adiacente alla Chiesa di S. Francesco, a cui prendono parte sia gli interni che gli esterni i quali viaggiano a bordo di camion donati al borgo dagli americani.


Traccia #10 di 19
Time IN: 00:42:32 – Time OUT: 00:47:07
Informatore/Esecuzione: Consorti Mauro
Descrizione: L’informatore ricorda di aver condotto questa vita finché, una volta adulto, ha trovato una nuova sistemazione. Sostiene che questo percorso è stato intrapreso dalla maggior parte dei suoi compagni, alcuni dei quali continuano però a frequentare e lavorare per il borgo, come volontari. Il legame instaurato è il frutto di una vita piena di sacrifici e di lavoro dedicati dai sacerdoti salesiani ai ragazzi.
Ricorda l’educazione e la morale molto severa impartita in un periodo in cui i valori erano totalmente diversi da quelli attuali, da persone che hanno ricevuto un’educazione di stampo ottocentesco.


Traccia #11 di 19
Time IN: 00:47:07 – Time OUT: 00:51:41
Informatore/Esecuzione: Consorti Mauro
Descrizione: L’informatore parla più precisamente di un tipo di educazione estremamente restrittivo per quanto riguarda la sessualità, in cui non era consentito il contatto con l’altro sesso. Ricorda che, solo in alcuni casi, il direttore discuteva con molta cautela sui sentimenti in modo da comprendere meglio la psicologia dei ragazzi più maturi.
Ricorda la punizione ricevuta da Don Biavati quando questi scopre la circolazione di foto di ragazze vestite, a mezzo busto. Ricorda infine con piacere ogni momento passato al Borgo e il forte legame instaurato con i compagni della stessa età.


Traccia #12 di 19
Time IN: 00:51:41 – Time OUT: 00:53:13
Informatore/Esecuzione: Consorti Mauro
Descrizione: L’informatore non ricorda di aver sentito discutere i genitori e i familiari sul periodo della guerra e della liberazione ma ricorda la paura provata durante i bombardamenti del quartiere e, al contrario, la gioia e l’entusiasmo con cui la fine della guerra è stata accolta e vissuta in famiglia. Ricorda il desiderio della pace, della stabilità economica e del lavoro.


Traccia #13 di 19
Time IN: 00:53:13 – Time OUT: 00:58:05
Informatore/Esecuzione: Consorti Mauro
Descrizione: L’informatore descrive il Quarticciolo come quartiere composto da gente molto povera e ignorante e conosciuto per molto tempo come zona malfamata. Ricorda l’origine del suo nome, probabilmente napoletana, la sua nascità e la sua composizione.
Racconta poi che in questo quartiere ha vissuto il famoso gobbo del Quarticciolo, personaggio sconosciuto di cui ricorda le dicerie della gente, dietro le quali si nascondono alcune verità come il legame con la malavita del tempo. Ricorda che il fratello del gobbo, Albano, ha frequentato il borgo Don Bosco ed è stato suo compagno.


Traccia #14 di 19
Time IN: 00:58:05 – Time OUT: 01:04:20
Informatore/Esecuzione: Consorti Mauro
Descrizione: L’informatore considera l’educazione salesiana caratterizzata dalla gioia e dall’allegria, sentimenti trasmessi attraverso la costante presenza, sia degli educatori che del direttore, che, secondo la sua esperienza personale, sono stati riconosciuti e apprezzati col tempo così come il principio della condivisione, nonostante il ricordo ancora forte delle punizioni corporali subite.
Allo stesso tempo, sostiene che la fede trasmessa attraverso l’attenzione e l’apertura verso l’altro non sia stata imposta ma assimilata e si sia saldata nella loro vita col tempo, attraverso l’esperienza di vita e di studio.


Traccia #15 di 19
Time IN: 01:04:20 – Time OUT: 01:07:59
Informatore/Esecuzione: Consorti Mauro
Descrizione: Ricorda che al Borgo le giornate erano suddivise in fasce orarie molto serrate e precise. Racconta in particolare il momento delle messe, una alle 7.30 e una 23.00, come appuntamenti a cui nessun ragazzo poteva mancare e la possibilità di servire la messa con Don Pace nella chiesa delle suore salesiane di via Tor dei schiavi, con sveglia alla 5.30 del mattino, per poter ricevere una colazione più abbondante, fatta con ingredienti freschi.
Non ricorda discussioni o litigi pesanti al borgo.


Traccia #16 di 19
Time IN: 01:07:59 – Time OUT: 01:09:31
Informatore/Esecuzione: Consorti Mauro
Descrizione: Ricorda alcuni dei giochi più diffusi tra i bambini e ragazzi che frequentano il Borgo, tra cui il pallone, la pallavolo, pattini, palla a canestro, nascondino. Ricorda poi la presenza di associazioni culturali in cui ci si riuniva per discutere di libri e di varie tematiche. Non si giocava a carte.


Traccia #17 di 19
Time IN: 01:09:31 – Time OUT: 01:18:32
Informatore/Esecuzione: Consorti Mauro
Descrizione: Consorti ricorda come il quartiere di Centocelle abbia subito uno sviluppo urbanistico e socio-culturale, a partire dalla presenza del Borgo Don Bosco. Considera in maniera positiva il ricambio generazionale, la presenza dell’aeroporto (1902) che ha impedito la costruzione di edifici abitativi troppo alti e ha consentito lo sviluppo di spazi più aperti e vivibili per l’uomo, una buona viabilità e un buon collegamento col centro della città, come importanti fattori di sviluppo del quartiere.
Ricorda infine l’origine del nome Centocelle, luogo caratterizzato dalla presenza di numerose celle usate dai romani come insediamento della cavalleria.


Traccia #18 di 19
Time IN: 01:18:32 – Time OUT: 01:24:37
Informatore/Esecuzione: Consorti Mauro
Descrizione: L’informatore elenca alcune vicende personali, a partire dalla conclusione degli studi al Don Bosco, tra i venti e ventuno anni, fino al diploma di perito industriale e di geometra e il periodo di frequenza universitaria. Ricorda il contributo dato al Don Bosco come insegnante, un impiego come geometra e la sua carriera all’interno di un’impresa di costruzioni, di cui diviene dirigente. Ritiene che il merito della sua vita sia dipeso dalla formazione ricevuta dai salesiani e dalla sua buona volontà.
Racconta brevemente la situazione familiare, dall’incontro della moglie fino alla sistemazione dei figli.


Traccia #19 di 19
Time IN: 01:24:37 – Time OUT: 01:32:10
Informatore/Esecuzione: Consorti Mauro
Descrizione: L’informatore nota un cambiamento di impostazione e di principi dell’istituto salesiano. Critica l’atteggiamento degli educatori che, con un atteggiamento da impiegati statali, sono sempre meno presenti nella vita dei ragazzi a causa di esigenze personali da soddisfare.
Ritiene infine che l’aumento dei laici nel Borgo abbia conseguenze negative sia sulla figura dei sacerdoti, il cui potere diminuisce, sia sulla formazione dei ragazzi.



Registrazione #3 di 16
ID: DNB003 - Titolo: Intervista a Mario Di Giovannangeli
Data (C/T): 0000-00-00 - Roma, IT
Parole chiave:
Descrizione: Mario Di Giovannangeli, nato nel 1940, artigiano, attualmente in pensione. Ha frequentato il Borgo Ragazzi di Don Bosco dal 1949 al 1956 come interno. Intervistato da Cristina D'Aquanno presso il Borgo Ragazzi di Don Bosco. Di Giovannangeli ricorda la sua vita al borgo, le lezioni che frequentava tutti giorni in un anno, le visite rare dalla madre e dal fratello. Dice che la sua famiglia è stata molto povera ma che in generale lui ha avuto una buon'esperienza al borgo. Racconta i giochi dei ragazzi al borgo, le punizioni severi al borgo che avevano un motivo educativo, la vita durante la guerra, l'integrazione degli sciuscià e il suo lavoro dopo vivere al borgo.

Scheda-Cronotematica
Traccia #1 di 9
Time IN: 00:00:00 – Time OUT: 00:03:44
Informatore/Esecuzione: Di Giovannangeli Mario
Descrizione: De Giovannangeli ricorda la storia di un libro e un film ambientato al borgo e l’incidente avvenuto nei pressi del Borgo che, tra il 1950-1951, ha coinvolto un gruppo di persone che lavoravano per l’istituto.
Ricorda subito dopo un episodio comico legato alla scuola e al suo primo insegnante di inglese, nel 1952. Ricorda che le classi erano composte in media da trenta alunni e che il periodo delle lezioni occupava tutti i giorni di un anno meno le festività, momento in cui anche gli interni che avevano famiglia potevano tornare a casa.


Traccia #2 di 9
Time IN: 00:03:44 – Time OUT: 00:05:55
Informatore/Esecuzione: Di Giovannangeli Mario
Descrizione: L’informatore racconta che nel periodo delle feste riceveva raramente visite dalla madre e dal fratello che, per mancanza di mezzi, avevano difficoltà a raggiungere il borgo dal quartiere tiburtino. Ricorda di aver vissuto al borgo come interno, in quanto orfano di padre e proveniente da una famiglia molto povera.


Traccia #3 di 9
Time IN: 00:05:55 – Time OUT: 00:09:15
Informatore/Esecuzione: Di Giovannangeli Mario
Descrizione: Ricorda il periodo passato dalle suore e descrive le punizioni più frequenti previste dal loro metodo educativo. Considera l’uso della bacchetta una punizione dolorosa non utilizzata dai salesiani i quali, al contrario, erano soliti dare punizioni meno violente e più utili, attraverso le quali i ragazzi imparavano a ragionare. Ricorda un paio di soprannomi assegnatigli dai compagni del borgo.


Traccia #4 di 9
Time IN: 00:09:15 – Time OUT: 00:11:16
Informatore/Esecuzione: Di Giovannangeli Mario
Descrizione: L’informatore elenca i giochi più comuni dei ragazzi del borgo, come il calcio, il gioco con le piastrelle, le figurine, le biglie di vetro o di coccio e quelli non consentiti, che si svolgevano di nascosto come la battaglia navale e la lettura di riviste solitamente procurate agli interni dagli esterni.


Traccia #5 di 9
Time IN: 00:11:16 – Time OUT: 00:14:15
Informatore/Esecuzione: Di Giovannangeli Mario
Descrizione: De Giovannangeli non ha un cattivo ricordo del periodo passato dai salesiani, anche se ricorda di non aver ricevuto un’adeguata educazione sessuale e di aver scoperto la sessualità attraverso il confronto con gli altri ragazzi e il dialogo con un educatore, infermiere e insegnante di scienze e igiene.


Traccia #6 di 9
Time IN: 00:14:15 – Time OUT: 00:16:16
Informatore/Esecuzione: Di Giovannangeli Mario
Descrizione: L’informatore ricorda di aver concluso gli studi al borgo nel 1956 e di aver iniziato a lavorare subito dopo come falegname e di aver proseguito questo mestiere per ventidue anni, in qualità di libero professionista. Discute della sua pensione.


Traccia #7 di 9
Time IN: 00:16:16 – Time OUT: 00:20:56
Informatore/Esecuzione: Di Giovannangeli Mario
Descrizione: L’informatore ricorda pochi avvenimenti di carattere personale e storico del periodo della guerra. Cita il gobbo del Quarticciolo, personaggio di cui conosce le dicerie della gente e le informazioni trasmesse dal film; ricorda in maniera grossolana il suo trasferimento dall’istituto delle suore a quello salesiano al Forte Prenestino, dove frequenta la IV e la V elementare, e la paura provata durante i bombardamenti.
Racconta brevemente dell’esistenza, all’interno del forte, di capannoni vuoti e di quelli usati come deposito armi durante la guerra, a cui i bambini attingevano per raccogliere la polvere da sparo da usare durante i loro giochi.


Traccia #8 di 9
Time IN: 00:20:56 – Time OUT: 00:26:25
Informatore/Esecuzione: Di Giovannangeli Mario
Descrizione: L’informatore elenca qualche altro ricordo legato al periodo di giovinezza passato al borgo, come alcuni casi di fuga di ragazzi, le colonie estive a Formia e le gite, e fa un confronto fra l’educazione ricevuta dai salesiani e quella ricevuta dalle nuove generazioni.
Descrive la formazione e la situazione lavorativa dei suoi figli e lamenta il fatto che nessuno dei due ha voluto proseguire la sua attività.
L’intervista viene interrotta a 00:24:17.
Ricorda infine il tentativo riuscito, dopo quarant’anni, di contattare due dei suoi compagni, Giorgi (tipografo) e Lino.


Traccia #9 di 9
Time IN: 00:26:25 – Time OUT: 00:29:32
Informatore/Esecuzione: Di Giovannangeli Mario
Descrizione: L’informatore è a conoscenza della presenza degli sciuscià all’istituto salesiano di Via Marsala a partire dal 1948. Ricorda che la maggior parte di loro vengono raccolti dalla stazione e che, una volta entrati nell’istituto ne divengono parte integrante, senza distinzioni di genere.
Sostiene infine che una buona parte di questi ragazzi non ha famiglia, mentre l’altra parte proviene da famiglie estremamente povere. Ricorda allo stesso modo la sua situazione familiare e la sorella che rivende l’olio al mercato nero.



Registrazione #4 di 16
ID: DNB004 - Titolo: Intervista a Paolo Di Persio
Data (C/T): 2000-07-08 - Roma, IT
Parole chiave:
Descrizione: Paolo Di Persio, nato a Roma nel 1944, grafico presso l'Istituto Poligrafico dello Stato. Ha frequentato come interno il Borgo Ragazzi di Don Bosco dal 1957 al 1962. Intervistato da Anna Malagrida e Ulrike Viccaro, presso la sua abitazione, l'8 luglio 2000. Di Persio narra la sua infanzia e la sua formazione all’istituto salesiano. Nota che l’orario molto strutturato, il sistema disciplinare e la sua iscrizione al corso di grafica all’istituto gli ha fornito una formazione molto buona riguardo al rispetto per le regole, alla fede e al percorso che gli ha dato accesso agli studi universitari e al suo lavoro al Poligrafico. Afferma che si ritiene molto fortunato di avere avuto quest’opportunità. Parla anche dell’arruolamento in marina, del matrimonio e della famiglia.

Scheda-Cronotematica
Traccia #1 di 20
Time IN: 00:00:00 – Time OUT: 00:08:38
Informatore/Esecuzione: Di Persio Paolo
Descrizione: L’informatore narra la storia dell’origine della sua famiglia e le cause, ovvero la perdita dalla casa di Roma tra il 1952 e il 1953, che lo condussero a vivere una vita sregolata, fuori dal controllo dei genitori che, provati dalla sua cattiva condotta scolastica, decisero di iscriverlo all’istituto salesiano, dal 14 ottobre 1957 al 28 giugno 1962.
Ricorda che il suo sogno era quello di diventare geometra.


Traccia #2 di 20
Time IN: 00:08:38 – Time OUT: 00:12:18
Informatore/Esecuzione: Di Persio Paolo
Descrizione: L’informatore ricorda la suddivisione gerarchica dei ruoli, la suddivisione dell’anno in giorni scolastici-lavorativi (studio la mattina e attività di laboratorio al pomeriggio) e in giorni festivi e la suddivisione di ogni giorno in orari ben precisi, dalla sveglia delle sei del mattino al momento della buona notte. Ricorda che il passaggio da un’attività a un’altra era accompagnato dal fischio di un fischietto.


Traccia #3 di 20
Time IN: 00:12:18 – Time OUT: 00:17:28
Informatore/Esecuzione: Di Persio Paolo
Descrizione: L’informatore descrive il momento della scelta del laboratorio in tipografia, che gli consentiva di proseguire gli studi qualora si fosse presentata l’occasione e che gli permise di lavorare per quarant’anni e di condurre una vita dignitosa. Sostiene che la sua propensione tecnica si è manifestata anche nei figli.
Ripercorre velocemente i momenti principali della vita quotidiana e disciplinata del borgo, che si manifesta anche nello stare in chiesa durante la celebrazione della messa.


Traccia #4 di 20
Time IN: 00:17:28 – Time OUT: 00:19:16
Informatore/Esecuzione: Di Persio Paolo
Descrizione: L’informatore ricorda che al suo arrivo al Don Bosco, non c’erano più le elementari ma solo il primo avviamento professionale e la scuola tecnica. Il primo si sviluppa in tre anni e da una qualifica, il secondo in due e da una specializzazione. Questi titoli sono riconosciuti dal Ministero per la pubblica istruzione e dal Ministero del lavoro e dell’artigianato (forse Ministero per l’industria, il commercio e il lavoro).
Dopo aver seguito questo percorso si sostiene un esame tecnico, di avviamento al lavoro, che da la possibilità di lavorare come apprendista.
Ricorda che ogni scuola di avviamento professionale al lavoro ha i suoi specifici strumenti e tecnologia.


Traccia #5 di 20
Time IN: 00:19:16 – Time OUT: 00:21:11
Informatore/Esecuzione: Di Persio Paolo
Descrizione: Ricorda una giornata di lavoro al laboratorio di meccanica e descrive brevemente l’attività svolta dagli studenti del primo anno di meccanica.


Traccia #6 di 20
Time IN: 00:21:11 – Time OUT: 00:27:21
Informatore/Esecuzione: Di Persio Paolo
Descrizione: L’informatore descrive alcune importanti attività extrascolastiche che si sviluppavano negli spazi interni del borgo. Ricorda che nelle camerate si sviluppavano le compagnie che raggruppavano i ragazzi per età offrendo loro la possibilità di organizzare letture, incontri e convegni. Anche questi gruppi erano organizzati secondo una gerarchia ben precisa, con la presenza di rappresentanti votati dai ragazzi e gestiti dagli educatori e con programmi-schemi di crescita individuale e collettiva da seguire.
Ricorda di essere stato nominato rappresentante della sua compagnia e, successivamente, aiuto-segretario col compito di compilare le pagelle e scrivere i Quadri.
Descrive infine lo studio come un luogo di comprensione e assimilazione individuale delle lezioni, che da la possibilità di venire maggiormente a contatto con i ragazzi di età, di classi e di compagnie diverse.


Traccia #7 di 20
Time IN: 00:27:21 – Time OUT: 00:31:38
Informatore/Esecuzione: Di Persio Paolo
Descrizione: L’informatore considera la disciplina come un fattore propedeutico all’insegnamento dei salesiani che si manifesta in ogni momento di vita passata al borgo. Come esempio descrive le attività che disciplinano il comportamento dei ragazzi durante i pasti e la loro durata.
Ricorda successivamente le punizioni e i premi dati a seconda della cattiva o buona condotta del ragazzo.


Traccia #8 di 20
Time IN: 00:31:38 – Time OUT: 00:37:00
Informatore/Esecuzione: Di Persio Paolo
Descrizione: L’informatore ricorda le attività sportive di atletica leggera e di calcio, organizzate e svolte sempre con la presenza e la supervisione di un assistente. Ricorda alcuni dettagli delle partite di calcio, che si svolgevano con la presenza in campo di più palloni insieme, di squadre squilibrate nel numero dei componenti e la partecipazione dei sacerdoti.


Traccia #9 di 20
Time IN: 00:37:00 – Time OUT: 00:39:35
Informatore/Esecuzione: Di Persio Paolo
Descrizione: Ripensando al discorso sulla disciplina, l’informatore accenna brevemente che il rapporto che i salesiani instaurano rapporti diversi a seconda dell’età e della maturità del ragazzo ma anche in base alla provenienza e storia familiare ed economica.


Traccia #10 di 20
Time IN: 00:39:35 – Time OUT: 00:43:32
Informatore/Esecuzione: Di Persio Paolo
Descrizione: L’informatore ricorda le attività legate al giorno festivo della domenica, caratterizzata principalmente dalle visite dei genitori e la confezione delle stecche di cioccolato usate come schedine del totocalcio. Ricorda il freddo provato nei periodi invernali e i servizi disponibili nelle camerate; ricorda infine gli assistenti onnipresenti, solitamente chierici o coadiutori e descrive lo spazio riservato loro nelle camerate. Ricorda Don Remigi, che aiutava prevalentemente in cucina.


Traccia #11 di 20
Time IN: 00:43:32 – Time OUT: 00:47:27
Informatore/Esecuzione: Di Persio Paolo
Descrizione: L’informatore ricorda alcune tra le festività, preghiere e rituali del borgo Don Bosco, con descrizione degli spazi: la recita delle tre Marie nel mese di maggio; gli esercizi spirituali nel mese di aprile, che si svolgevano per tre giorni; la Messa, la Liturgia e la preghiera della buonanotte che si svolgevano quotidianamente. Al minuto 00:47:27 la registrazione si interrompe.


Traccia #12 di 20
Time IN: 00:47:27 – Time OUT: 00:53:15
Informatore/Esecuzione: Di Persio Paolo
Descrizione: L’informatore spiega che la serie di punizioni elencate rientrano nel metodo preventivo usato dai sacerdoti salesiani affinché tutti i ragazzi imparassero a rispettare il regolamento dell’istituto e si trovassero pronti ad affrontare la vita, volta divenuti adulti. Secondo l’informatore, si tratta di un sistema fatto di punizioni e premi che non vanno considerati come una manifestazione di sadismo da parte dei sacerdoti, anche se qualcuno ha conservato un cattivo ricordo.


Traccia #13 di 20
Time IN: 00:53:15 – Time OUT: 00:57:01
Informatore/Esecuzione: Di Persio Paolo
Descrizione: L’informatore ricorda un amico conosciuto al Borgo, Garofoni, che era solito scrivere storie e che da grande è divenuto editore.
Sostiene che i rapporti fra i ragazzi sono amplificati per il continuo contatto a cui sono sottoposti e ricorda il suo modo di entrare in relazione con i coetanei e di risolvere eventuali conflitti. Ricorda di aver instaurato un vero legame di amicizia solo con due persone.


Traccia #14 di 20
Time IN: 00:57:01 – Time OUT: 01:04:42
Informatore/Esecuzione: Di Persio Paolo
Descrizione: Per quanto riguarda la formazione tecnica ricevuta, l’informatore racconta che, come la maggior parte dei compagni iscritti al corso di grafica, trova occupazione al Poligrafico e cura le pubblicazioni di opere d’arte.
Ricorda il percorso svolto per accedere al lavoro e ricorda la sua buona formazione, talvolta superiore rispetto a quella dei colleghi più anziani e, per questo motivo, ribadisce lo scopo della didattica salesiana di garantire una buona formazione, sia teorica che pratica, a tutti i ragazzi iscritti alla loro scuola.
Ricorda la sua esperienza in tipografia a mano, composizione meccanica e progettazione acquisita al borgo e il conseguimento di un diploma di geometra per poter avere accesso agli studi universitari, non conclusi.
Desidera frequentare un corso di arte presso l’Università della terza età. Di seguito si elencano le sedi romane.


Traccia #15 di 20
Time IN: 01:04:42 – Time OUT: 01:08:32
Informatore/Esecuzione: Di Persio Paolo
Descrizione: L’informatore non conosce la situazione e la storia del quartiere Centocelle in quanto abitava a San Giovanni e, una volta al borgo, conduce una vita da interno.
È a conoscenza delle voci che circolavano sul gobbo del Quarticciolo e considera la sua criminalità una cosa di poco conto, rispetto a quella attuale. Ritiene inoltre che non ci fosse alcuna relazione con le bande della Resistenza.


Traccia #16 di 20
Time IN: 01:08:32 – Time OUT: 01:12:55
Informatore/Esecuzione: Di Persio Paolo
Descrizione: L’informatore racconta che la frequenza del collegio salesiano è stata un’opportunità di crescita e maturazione che lo ha sempre distinto dai ragazzi del quartiere che, invece, non hanno intrapreso lo stesso percorso formativo.
Ricorda i giochi fatti da bambino e descrive il cambiamento avvenuto dopo i primi anni di residenza al borgo Don Bosco.


Traccia #17 di 20
Time IN: 01:12:55 – Time OUT: 01:17:12
Informatore/Esecuzione: Di Persio Paolo
Descrizione: L’informatore descrive alcune importanti fasi della sua vita, una volta terminato il periodo di formazione al borgo, come il lavoro al Poligrafico che gli dà molte soddisfazioni e gli permette di condurre una vita più che dignitosa; l’arruolamento in marina all’età di venti anni attraverso cui, per vent’otto mesi, ha l’opportunità di conoscere diverse località nel mondo; il matrimonio, all’età di venticinque anni.


Traccia #18 di 20
Time IN: 01:17:12 – Time OUT: 01:22:30
Informatore/Esecuzione: Di Persio Paolo
Descrizione: L’informatore ricorda le discussioni sulla guerra in famiglia fatte non per la partecipazione del padre, troppo piccolo per la prima e troppo grande per la seconda, ma per il suo contatto con l’ambiente perché sarto militare. Attraverso il lavoro del padre, ricorda di aver potuto godere di una vita dignitosa in cui non mancavano mai i beni di prima necessità. Ricorda bene anche l’orgoglio che, a causa della sua bravura, poteva permettersi di non indossare la camicia nera, né di essere iscritto al partito.


Traccia #19 di 20
Time IN: 01:22:30 – Time OUT: 01:29:03
Informatore/Esecuzione: Di Persio Paolo
Descrizione: Dopo aver ricordato brevemente il carattere e il lavoro della madre in Abruzzo, parla del nonno materno, un calzolaio che ha fatto le scarpe alla regina Elena e ha vissuto in America, dando un notevole sostegno economico alla famiglia e a tutto il paese di origine, Brittoli (PE).
Di seguito descrive il paese e parla della sua evoluzione urbanistica. Definisce la famiglia materna come una famiglia “all’antica”, patriarcale.


Traccia #20 di 20
Time IN: 01:29:03 – Time OUT: 01:34:59
Informatore/Esecuzione: Di Persio Paolo
Descrizione: Descrive la rigida educazione ricevuta dalla madre e da suo fratello e fa un esempio di punizione utilizzata dal nonno materno. Ricorda che la madre passava una buona parte del suo tempo a ricamare e ricorda l’inizio del lavoro in un ufficio postale, in paese, fino al suo trasferimento a Roma che precede quello di tutta la famiglia, il matrimonio col padre e la sua accoglienza verso tutta la famiglia della moglie.
Paragona la rigidità del nonno a quella del padre, il quale mantiene un rapporto autoritario con l’informatore anche quando questi entra nell’età adulta e diviene autonomo da un punto di vista economico.



Registrazione #5 di 16
ID: DNB005 - Titolo: Intervista a Franco Esposito
Data (C/T): 2000-09-29 - Colli Aniene, Roma, IT
Parole chiave:
Descrizione: Franco Esposito, nato a Roma nel 1946, grafico presso l'Istituto Poligrafico dello Stato, attualmente in pensione. Ha frequentato il Borgo Ragazzi di Don Bosco da esterno. Intervistato il 29 settembre 2000, presso la sua abitazione, da Enrico Grammaroli e Ulrike Viccaro. Esposito ricorda la sua crescita umana e religiosa al Borgo e dice che la sua formazione all’istituto e lo stile severo delle punizioni dei sacerdoti, gli hanno permesso di maturare molto. Parla del suo contribuito in merito alle ricerche storiche sul Borgo.

Scheda-Cronotematica
Traccia #1 di 18
Time IN: 00:00:00 – Time OUT: 00:04:00
Informatore/Esecuzione: Esposito Franco
Descrizione: L’informatore ricorda il suo arrivo al Don Bosco, nel dopoguerra, subito dopo l’iscrizione del fratello maggiore tra il 1952 e 1953. Ricorda il suo contributo dato al borgo attraverso la realizzazione di manifesti e cartelli e le ricerche storiche, durante le quali visualizza e sistema materiale fotografico.


Traccia #2 di 18
Time IN: 00:04:00 – Time OUT: 00:07:09
Informatore/Esecuzione: Esposito Franco
Descrizione: Attribuisce la sua crescita umana e religiosa alla formazione ricevuta al Borgo e la sua sopravvivenza alla famiglia, in particolare al lavoro del padre, mugnaio che lavorava al Mandrione (Via Tuscolana).


Traccia #3 di 18
Time IN: 00:07:09 – Time OUT: 00:10:00
Informatore/Esecuzione: Esposito Franco
Descrizione: L’informatore non ricorda di aver vissuto esperienze negative con i salesiani e giustifica le punizioni a perché consapevole della dura, difficile e povera realtà che i sacerdoti hanno affrontato nel dopoguerra, della loro difficoltà economica e, per questo motivo, della costante preoccupazione e tensione. Ritiene che questa condizione gli ha permesso di maturare molto.


Traccia #4 di 18
Time IN: 00:10:00 – Time OUT: 00:16:48
Informatore/Esecuzione: Esposito Franco
Descrizione: L’informatore racconta un episodio personale legato alla sua infanzia, al Borgo. Ricorda di aver conservato un accendino, trovato nei pressi dell’istituto salesiano durante un gioco, di averlo conservato in una tasca bucata dei pantaloni e di averlo perso. Sostiene di aver ritrovato l’oggetto desiderato, nella tasca in cui lo aveva riposto precedentemente, solo dopo un momento di disperazione e di rabbia seguito da una preghiera. Una volta adulto, ripensando a questo evento, ha compreso meglio il significato del “Padre nostro” e ha riflettuto sull’importanza e sull’utilità della fede in Dio, soprattutto per coloro che affrontano molte sofferenze nel corso della loro vita.


Traccia #5 di 18
Time IN: 00:16:48 – Time OUT: 00:25:00
Informatore/Esecuzione: Esposito Franco
Descrizione: Dopo aver citato un esempio di lezione di vita datagli da Don Menichini, l’informatore sostiene l’utilità di questo tipo di sistema educativo che ha inglobato la varietà dei suoi bisogni e che gli ha permesso di maturare e di essere pronto ad affrontare le diverse situazioni, comprese quelle familiari e lavorative. Descrive nel particolare la realtà lavorativa del Poligrafico.


Traccia #6 di 18
Time IN: 00:25:00 – Time OUT: 00:28:52
Informatore/Esecuzione: Esposito Franco
Descrizione: Dopo aver svolto alcune ricerche, l’informatore scopre la legge n. 222/1984 (Leg. 12 giugno 1984 n. 222 “Revisione della disciplina della invalidità pensionabile”) e inizia ad aiutare conoscenti e amici. Descrive l’utilità di questa legge anche per gli studenti, nello specifico per i neolaureati alle prese con i primi contratti di lavoro.


Traccia #7 di 18
Time IN: 00:28:52 – Time OUT: 00:35:37
Informatore/Esecuzione: Esposito Franco
Descrizione: Racconta in che modo, attraverso la legge suddetta, ha aiutato alcune persone in difficoltà e ricorda che questo lavoro non è altro che il frutto degli insegnamenti ricevuti al borgo Don Bosco.


Traccia #8 di 18
Time IN: 00:35:37 – Time OUT: 00:38:49
Informatore/Esecuzione: Esposito Franco
Descrizione: L’informatore da consigli su come gestire le buste paga e su come comportarsi dopo il primo lavoro, subito dopo la laurea.


Traccia #9 di 18
Time IN: 00:38:49 – Time OUT: 00:48:35
Informatore/Esecuzione: Esposito Franco
Descrizione: Riprende la narrazione sulle sue indagini e ricorda la scoperta di un caso di imbroglio al Poligrafico che risale al 1938 e le conseguenze della ricerca.
Sostiene di aver fatto ricerche anche per conto del borgo Don Bosco, per il riconoscimento previdenziale dei corsi professionali. Ricorda la ricerca in archivio e la consultazione di documenti a partire dagli anni 1948-1949 fino a un periodo recente.
L’intervista si interrompe al minuto 00:48:35.


Traccia #10 di 18
Time IN: 00:48:35 – Time OUT: 00:51:43
Informatore/Esecuzione: Esposito Franco
Descrizione: Prosegue l’intervista. L’informatore racconta di aver inviato tutti i documenti all’INPS. Ritiene le sue indagini utili sia a livello regionale che locale e, in qualche caso, nazionale e dichiara di aver intenzione di pubblicare tutte le scoperte di carattere giuridico.


Traccia #11 di 18
Time IN: 00:51:43 – Time OUT: 00:57:26
Informatore/Esecuzione: Esposito Franco
Descrizione: Descrive la condizione economica, sociale e lavorativa dei nonni materni, nonché la provenienza. Racconta che anche i suoi fratelli hanno frequentato il Don Bosco e sono diventati tipografi.


Traccia #12 di 18
Time IN: 00:57:26 – Time OUT: 01:04:25
Informatore/Esecuzione: Esposito Franco
Descrizione: L’informatore ricorda la generosità dei salesiani che non tutti gli allievi hanno riconosciuto. È molto critico nei confronti di coloro che si sono opposti al borgo a tal punto da manipolare in loro favore situazioni delicate come la scoperta, tra il 1977-1978 del corpo morto di Marco Dominici, bambino che ha frequentato l’istituto ed è deceduto per cause ignote una decina di anni prima della scoperta. Considera questi uomini come disadattati sociali.


Traccia #13 di 18
Time IN: 01:04:25 – Time OUT: 01:12:40
Informatore/Esecuzione: Esposito Franco
Descrizione: Ricorda il periodo in cui ha condotto una ricerca per segnalare i nominativi degli ex allievi del borgo con i dati più importanti, come la data di nascita e di morte, per mantenerne il ricordo. Ricorda l’aiuto di Franco Remigi. Racconta di aver indagato anche sui salesiani morti in missione e di aver svolto un lavoro simile come necessità personale di comprendere meglio una parte della sua vita. Ricorda di aver raccolto anche qualche loro fotografia.


Traccia #14 di 18
Time IN: 01:12:40 – Time OUT: 01:21:37
Informatore/Esecuzione: Esposito Franco
Descrizione: Viene nominato Don Motto come responsabile delle edizioni che pubblicavano i salesiani. Subito dopo l’informatore ricorda il “Vittorioso”, rivista che ha goduto della collaborazione di Iacovitti e mostra il contenuto di una copia del 1954.
L’informatore ritiene che il materiale pubblicato abbia un valore storico, formativo, divulgativo, tecnico, artistico e, più in generale, culturale unico. Si sofferma poi sull’analisi tecnica dei di maggiore rilevanza.
Ricorda infine di aver indagato anche su persone il cui nome è stato pubblicato su questa rivista.


Traccia #15 di 18
Time IN: 01:21:37 – Time OUT: 01:27:59
Informatore/Esecuzione: Esposito Franco
Descrizione: L’informatore mostra una seconda copia, una ristampa anastatica del 1940 da cui emergono i nomi di importanti e famosi disegnatori come Gianluigi Bonelli, Paparella, Iacovitti, Enrico Basari. Secondo l’informatore la copia contiene anche firme false, per esempio Lanza è il nome falso usato al posto di Edgardo Dell’Acqua, autore di Zagor, il cui nome è stato censurato a causa della guerra. Un altro esempio di firma falsa è quella di Silvani, fuoriuscito dalla Libia, o quella di Grilli che firma le opere dell’architetto Gaspare De Fiore.
L’informatore sostiene di aver rintracciato, tramite questa copia, nomi di borghi che ora non esistono più.


Traccia #16 di 18
Time IN: 01:21:37 – Time OUT: 01:31:54
Informatore/Esecuzione: Esposito Franco
Descrizione: L’informatore mostra alcuni lavori in fase di realizzazione, parla di altre ricerche svolte nel tempo e si considera uno dei maggiori esperti sul “Vittorioso” e si Iacovitti.


Traccia #17 di 18
Time IN: 01:31:54 – Time OUT: 01:35:16
Informatore/Esecuzione: Esposito Franco
Descrizione: L’informatore ricorda il genere di film visti con i salesiani, sia in bianco e nero che a colori: gialli; polizieschi; western; comici; di fantascienza, come le formiche giganti o la mantide assassina; documentari come il deserto che vive.


Traccia #18 di 18
Time IN: 01:35:16 – Time OUT: 01:37:23
Informatore/Esecuzione: Esposito Franco
Descrizione: L’informatore parla del quartiere di Centocelle e di quello Alessandrino- Prenestino come due classici quartieri di periferia costruiti nel ventennio fascista, con poche case, molto umili e spesso senza servizi igienici e con una prevalenza di campi coltivati con grano e avena e con allevamenti di animali. Sostiene che questa descrizione è testimoniata dalle mappe, aggiornate al 1950-1960, dell’Istituto Geografico Militare, per il quale ha lavorato.



Registrazione #6 di 16
ID: DNB006 - Titolo: Intervista a Franco Esposito
Data (C/T): 2000-09-29 - Colli Aniene, Roma, IT
Parole chiave:
Descrizione: Franco Esposito, nato a Roma nel 1946, grafico presso l'Istituto Poligrafico dello Stato, attualmente in pensione. Ha frequentato il Borgo Ragazzi di Don Bosco da esterno. Intervistato il 29.9.2000 presso la sua abitazione da Enrico Grammaroli e Ulrike Viccaro. Esposito parla del suo lavoro presso il borgo e anche fuori, della storia esagerata del gobbo nel quartiere, dell’aspetto sociopolitico del borgo, del educativo metodo salesiano, dei rapporti fra i ragazzi e i salesiani del borgo, della vita familiare durante la guerra e della sua crescita personale a causa della morte del padre.

Scheda-Cronotematica
Traccia #1 di 7
Time IN: 00:00:00 – Time OUT: 00:03:02
Informatore/Esecuzione: Esposito Franco
Descrizione: L’informatore ricorda il lavoro al Poligrafico per sei anni e, subito dopo, all’Istituto geografico militare il lavoro sulle mappe dell’Istituto geografico militare. Sostiene di essere un appassionato di geografia e di storia e si considera un amante delle cose antiche.
Ricorda il lavoro sulle mappe di tutto il Lazio e di aver ingrandito e consegnato la mappa del Borgo a Don Sandro Mandrini.


Traccia #2 di 7
Time IN: 00:03:02 – Time OUT: 00:07:28
Informatore/Esecuzione: Esposito Franco
Descrizione: Il suo legame col borgo è sempre stato forte e solidale specie nel periodo di forte speculazione di gruppi estremisti di sinistra che non hanno riconosciuto il valore sociale di questa istituzione. Ricorda il quartiere Tiburtino III come più “rosso” del quartiere Centocelle.
Ricorda la solidarietà dimostrata al borgo nel periodo di speculazione avvenuto in seguito al ritrovamento del cadavere di Marco Dominici.


Traccia #3 di 7
Time IN: 00:07:28 – Time OUT: 00:13:56
Informatore/Esecuzione: Esposito Franco
Descrizione: L’informatore ricorda la figura del gobbo del Quarticciolo e ricorda anche il film, i posti in cui è stato girato e il nome di un’attrice, Anna Maria Ferraro. Descrive questo personaggio come un fuorilegge, che non ha avuto alcun legame con organizzazioni politiche o con i partigiani e sulla cui vita sono state costruite molte storie difficilmente attinenti alla realtà.
Ricorda successivamente che il fratello del gobbo ha frequentato il borgo, così come Gigi Sabani, noto presentatore della televisione italiana.


Traccia #4 di 7
Time IN: 00:13:56 – Time OUT: 00:19:22
Informatore/Esecuzione: Esposito Franco
Descrizione: L’informatore racconta che il rapporto con i salesiani varia a seconda della persona e della sua esperienza personale. Ricorda il difficile passato degli interni e le divisioni con gli esterni. Racconta che i rapporti interpersonali si sviluppavano in spazi ben precisi come l’oratorio, il cinema, la Chiesa.
Parla del suo carattere molto timido e dell’importanza del rapporto con i superiori per la sua crescita personale e professionale. Giustifica il loro duro e, a volte violento, metodo educativo in quanto legato a un vecchio modello di vita e a una diversa mentalità inasprita dall’esperienza diretta della guerra, della sofferenza e della morte.


Traccia #5 di 7
Time IN: 00:19:22 – Time OUT: 00:23:58
Informatore/Esecuzione: Esposito Franco
Descrizione: L’informatore ricorda di aver collaborato alle attività che si svolgevano nell’oratorio, dando una mano nel bar, alla biglietteria e nella realizzazione di manifesti. In periodo più recente ha lavorato nell’archivio dell’istituto svolgendo ricerche su tutte le persone che hanno frequentato il borgo, soprattutto sugli studenti, e ha rilevato i dati principali della loro vita.
Ricorda con affetto il rapporto instaurato con alcuni insegnanti e compagni.


Traccia #6 di 7
Time IN: 00:23:58 – Time OUT: 00:33:46
Informatore/Esecuzione: Esposito Franco
Descrizione: Per quanto riguarda l’esperienza di guerra vissuta in famiglia, l’informatore ricorda il coinvolgimento del padre durante un rastrellamento effettuato da soldati tedeschi in Piazza dei mirti, nel periodo delle fosse Ardeatine, e il modo in cui avvenne la sua fuga.
Subito dopo descrive la testimonianza materna sulle violenze sessuali attuate dalle truppe alleate e sulla prostituzione a Pompei.
Per quanto riguarda l’esperienza di guerra vissuta in famiglia, l’informatore ricorda il coinvolgimento del padre durante un rastrellamento effettuato da soldati tedeschi in Piazza dei mirti, nel periodo delle fosse Ardeatine, e il modo in cui avvenne la sua fuga.
Subito dopo descrive la testimonianza materna sulle violenze sessuali attuate dalle truppe alleate e sulla prostituzione a Pompei.


Traccia #7 di 7
Time IN: 00:33:46 – Time OUT: 00:38:55
Informatore/Esecuzione: Esposito Franco
Descrizione: L’informatore racconta di come la morte del padre lo abbia reso maggiormente sensibile verso la presenza e l’ascolto degli anziani che si è poi trasformata in un’apertura totale e rispetto verso l’altro. Ritiene inoltre di aver imparato a costruirsi sempre, con molta pazienza.



Registrazione #7 di 16
ID: DNB007 - Titolo: Intervista a Lino Giorgi e Mario De Giovannangeli
Data (C/T): 2000-10-10 - Borgo Don Bosco, Forte Prenestino, Roma, IT
Parole chiave:
Descrizione: Lino Giorgi, nato a Nerola nel 1940. Ha frequentato il Borgo Ragazzi di Don Bosco nel 1950 come interno. Intervista e trascrizione di Cristina D'Aquanno. Mario Di Giovannangeli, nato nel 1940, artigiano, attualmente in pensione. Ha frequentato il Borgo Ragazzi di Don Bosco dal 1949 al 1956 come interno. Intervistato da Cristina D'Aquanno presso il Borgo Ragazzi di Don Bosco. Giorgi ricorda in grande dettaglio la sua formazione al Borgo Don Bosco dopo il suo arrivo da orfano. Parla dell’organizzazione dello spazio e delle giornate, dei pasti, del sistema disciplinare e dei giochi all’istituto e anche della vita con la famiglia durante la guerra. Poi De Giovannangeli racconta la sua formazione al borgo Don Bosco, dove è arrivato da orfano dopo il bombardamento di San Lorenzo. Parla dell’orario al borgo, della sua partecipazione alla banda vaticana, dei giochi svolti al suo interno, del sistema educativo all’istituto salesiano, delle amicizie fatta al borgo, dell’arruolamento militare e del dopoguerra. De Giovannangeli mette a confronto la sua formazione e il suo percorso lavorativo con quelli dei figli.

Scheda-Cronotematica
Traccia #1 di 21
Time IN: 00:00:00 – Time OUT: 00:05:22
Informatore/Esecuzione: Giorgi Lino, De Giovannangeli Mario
Descrizione: Lino Giorgi ricorda alcuni momenti legati al periodo di frequentazione del Don Bosco e, di conseguenza, ricorda l’organizzazione dello spazio, indicando l’aula della V elementare e i luoghi in cui sorgevano i capannoni, che ospitavano le camerate, i laboratori, l’infermeria, lo studio e la Chiesa. Ricorda lo spazio in cui si svolgevano i giochi, palline o biglie come un luogo sicuro, in cui non si rischiava di trovare oggetti pericolosi.


Traccia #2 di 21
Time IN: 00:05:22 – Time OUT: 00:10:53
Informatore/Esecuzione: Giorgi Lino, De Giovannangeli Mario
Descrizione: L’informatore descrive l’arredamento delle camerate che potevano ospitare da 350 a oltre 450 ragazzi interni. Ricorda i bagni, composti di docce e i turni per poterli utilizzare e la possibilità di avere due-tre pasti sicuri al giorno. Ricorda i piatti principali solitamente serviti. L’informatore conserva un buon ricordo di questi momenti.


Traccia #3 di 21
Time IN: 00:10:53 – Time OUT: 00:15:54
Informatore/Esecuzione: Giorgi Lino, De Giovannangeli Mario
Descrizione: L’informatore ricorda di aver frequentato il borgo a partire dalla V elementare, all’età di dieci anni, tra il 1950 e il 1951. Ritiene di essere stato inviato dall’Associazione Orfani di guerra, in seguito alla morte del padre e di aver fatto parte del gruppo dei più piccoli, in relazione ai più anziani, tra i tredici e i diciassette anni, di cui ricorda Fileni.
Originario di Merola, paese sulla Salaria, ritiene di aver ricevuto dai salesiani una educazione, istruzione e un lavoro che gli hanno permesso di condurre una vita dignitosa e ricca.


Traccia #4 di 21
Time IN: 00:15:54 – Time OUT: 00:21:25
Informatore/Esecuzione: Giorgi Lino, De Giovannangeli Mario
Descrizione: L’informatore ricorda l’infanzia al paese di origine, ricordato come una comunità agricola e descrive i giochi con cui i bambini del posto si intrattenevano. Narra l’inizio della guerra che collega alle sensazioni provate durante i bombardamenti. Ricorda la figura del nonno materno, della zia e della madre e ricorda il comportamento severo, sia dei familiari che dei compaesani, misto ad attenzione e paura causate dalla guerra e dalla povertà.


Traccia #5 di 21
Time IN: 00:21:25 – Time OUT: 00:26:34
Informatore/Esecuzione: Giorgi Lino, De Giovannangeli Mario
Descrizione: L’informatore ricorda alcuni momenti particolari al borgo Don Bosco, tra cui il legame con Don Massimino, i momenti di condivisione e di gioco con Mario De Giovannangeli, le severe punizioni subite per la trasgressione di regole, considerate pesanti per dei ragazzini. Descrive infine l’organizzazione del gioco del pallone.


Traccia #6 di 21
Time IN: 00:26:34 – Time OUT: 00:31:41
Informatore/Esecuzione: Giorgi Lino, De Giovannangeli Mario
Descrizione: Riguardo il periodo della guerra, l’informatore ricorda il nonno emigrato in America e la presenza di un campo di concentramento nei pressi del paese. Sostiene di aver conosciuto persone che hanno conosciuto il gobbo del Quarticciolo e ricorda la presenza dei fascisti nel paese di origine, compreso il padre. Narra successivamente alcuni fatti di vita familiare.


Traccia #7 di 21
Time IN: 00:31:41 – Time OUT: 00:34:00
Informatore/Esecuzione: Giorgi Lino, De Giovannangeli Mario
Descrizione: L’informatore ricorda l’organizzazione delle giornate al borgo ed elenca le principali attività giornaliere svolte dai ragazzi interni.


Traccia #8 di 21
Time IN: 00:34:00 – Time OUT: 00:37:49
Informatore/Esecuzione: Giorgi Lino, De Giovannangeli Mario
Descrizione: L’informatore ricorda episodi di fuga di alcuni studenti e il caso di allontanamento di un ragazzo per cattiva condotta, mentre alcuni vengono trasferiti in altri istituti.
Ricorda infine i gruppi di ragazzi organizzati in squadre che, a turno, contribuiscono nella pulizia della struttura e della cucina.
Interruzione di intervista al minuto 00:37:49.


Traccia #9 di 21
Time IN: 00:37:49 – Time OUT: 00:42:46
Informatore/Esecuzione: Giorgi Lino, De Giovannangeli Mario
Descrizione: Inizio della IV intervista a Mario De Giovannangeli.
L’informatore ricorda che il suo trasferimento al borgo avviene nel 1949, all’età di nove anni, dopo aver passato circa sei anni della sua vita presso il collegio delle Protettorate di S. Giuseppe, in via Nomentana. Racconta di essere arrivato dalle suore dopo un bombardamento del quartiere di S. Lorenzo, dove risiedeva in subaffitto, con la madre e i fratelli.


Traccia #10 di 21
Time IN: 00:42:46 – Time OUT: 00:45:25
Informatore/Esecuzione: Giorgi Lino, De Giovannangeli Mario
Descrizione: L’informatore si forma al borgo Don Bosco tra il 1949 e il 1956 e descrive una giornata tipo dei ragazzi interni, con relativi orari. Ricorda l’attività sportiva, una mezz’ora dopo pranzo e la domenica e gli allenamenti serali di musica. L’informatore partecipa alla banda vaticana, col tamburino, fino all’arruolamento militare.


Traccia #11 di 21
Time IN: 00:45:25 – Time OUT: 00:49:59
Informatore/Esecuzione: Giorgi Lino, De Giovannangeli Mario
Descrizione: L’informatore narra alcuni episodi del dopoguerra, avvenuti tra il 1950 e il 1952, come l’arrivo presso il borgo di camion americani pieni di generi alimentari necessari a sfamare una quantità di studenti sempre in aumento; l’ordine e la disciplina impartita dai sacerdoti; un tragico incidente che ha coinvolto un maestro di falegnameria del borgo e un falegname; il difetto fisico del suo insegnante di inglese di I media.


Traccia #12 di 21
Time IN: 00:49:59 – Time OUT: 00:52:47
Informatore/Esecuzione: Giorgi Lino, De Giovannangeli Mario
Descrizione: L’informatore ricorda la presenza di 600 interni, che potevano ricevere visite dai paranti in giorni prestabiliti, solitamente durante le festività.
Ricorda la condizione economica della sua famiglia, i luoghi di formazione dei fratelli e il suo primo lavoro in una bottega di falegnameria.


Traccia #13 di 21
Time IN: 00:52:47 – Time OUT: 00:55:32
Informatore/Esecuzione: Giorgi Lino, De Giovannangeli Mario
Descrizione: L’informatore mette a confronto il sistema educativo delle suore con quello dei salesiani, considerato utile ed efficace perché permette ai ragazzi di ragionare e di divenire più responsabili.


Traccia #14 di 21
Time IN: 00:55:32 – Time OUT: 00:58:26
Informatore/Esecuzione: Giorgi Lino, De Giovannangeli Mario
Descrizione: L’informatore ricorda con affetto il soprannome con cui era conosciuto all’interno del borgo ed elenca subito dopo i giochi svolti al suo interno: tra questi ricorda giochi clandestini come la battaglia navale e l’uso delle riviste, portate agli interni dagli esterni. L’informatore conserva un buon ricordo di quei momenti e di tutto il periodo passato nell’istituto salesiano.


Traccia #15 di 21
Time IN: 00:58:26 – Time OUT: 01:01:13
Informatore/Esecuzione: Giorgi Lino, De Giovannangeli Mario
Descrizione: Per quanto riguarda i valori religiosi e morali, l’informatore sostiene che la sessualità era considerata un tabù che ha provocato non pochi disagi ai ragazzi, tra cui un forte senso di colpa. Ricorda l’insegnante di igiene e scienze, un collaboratore laico esterno, come un’importante figura di riferimento con la quale potersi confrontare su questo delicato tema.


Traccia #16 di 21
Time IN: 01:01:13 – Time OUT: 01:03:13
Informatore/Esecuzione: Giorgi Lino, De Giovannangeli Mario
Descrizione: L’informatore ricorda velocemente il suo percorso lavorativo e discute sul sistema pensionistico.


Traccia #17 di 21
Time IN: 01:03:13 – Time OUT: 01:06:02
Informatore/Esecuzione: Giorgi Lino, De Giovannangeli Mario
Descrizione: L’informatore non ricorda quasi niente del periodo della guerra perché troppo piccolo e, in quanto orfano, non riceve alcun tipo di memorie familiari. Le uniche informazioni pervenutegli derivano dall’attiva produzione cinematografica del dopoguerra sul periodo storico in questione.


Traccia #18 di 21
Time IN: 01:06:02 – Time OUT: 01:09:36
Informatore/Esecuzione: Giorgi Lino, De Giovannangeli Mario
Descrizione: L’informatore ricorda alcuni momenti di vita passata al borgo, come i giochi con la polvere da sparo, le colonie estive e le gite, discussioni fra i sacerdoti e alcuni ragazzi.


Traccia #19 di 21
Time IN: 01:09:36 – Time OUT: 01:12:03
Informatore/Esecuzione: Giorgi Lino, De Giovannangeli Mario
Descrizione: L’informatore mette a confronto la sua educazione con quella ricevuta dai figli, parla della loro formazione e della loro attuale condizione lavorativa.
Interruzione al minuto 01:12:03.


Traccia #20 di 21
Time IN: 01:12:03 – Time OUT: 01:16:49
Informatore/Esecuzione: Giorgi Lino, De Giovannangeli Mario
Descrizione: L’informatore ricorda il rapporto di amicizia instaurato con alcuni dei ragazzi del borgo, come Giorgi Nitti e Lino e ricorda di averne rintracciati altri, dopo molto tempo. Ricorda poi il rapporto con gli sciuscià, ancora presenti in via Marsala e al borgo durante la sua adolescenza e bene integrati col resto degli allievi.
Ricorda l’attività della borsa nera, praticata anche dalla sorella che comprava generi alimentari reperibili esclusivamente in campagna e che rivendeva a un prezzo più alto in città. Interruzione al minuto 01:16:48.


Traccia #21 di 21
Time IN: 01:16:49 – Time OUT: 01:19:12
Informatore/Esecuzione: Giorgi Lino, De Giovannangeli Mario
Descrizione: L’informatore elenca gli ultimi ricordi legati al borgo Don Bosco: il film girato all’interno della struttura e un libro; la figura del direttore; la distribuzione di caramelle durante un onomastico; le prove di canto per accedere alla scuola di musica, le gare di canto fra i ragazzi appartenenti ai diversi istituti salesiani e la collaborazione con la banda del vaticano.



Registrazione #8 di 16
ID: DNB008 - Titolo: Intervista a Lino Giorgi
Data (C/T): 2000-10-10 - Roma, IT
Parole chiave:
Descrizione: Lino Giorgi, nato a Nerola nel 1940. Ha frequentato il Borgo Ragazzi di Don Bosco nel 1950 come interno. Intervista e trascrizione di Cristina D'Aquanno. Lino racconta la sua formazione al borgo e il contrasto fra l’orario molto strutturato, le punizioni e la repressione sessuale e i momenti più leggeri come le feste. Si ricorda la controversia del ritrovamento del corpo di un bambino morto nel 1956. Dice che si ritiene fortunato di avere avuto questa formazione al Borgo anche se avere sofferto per la mancanza di una famiglia vera e propria. Infine Lino riflette sui cambiamenti dell’educazione e della moralità dalla sua infanzia e quelle delle nuove generazioni.

Scheda-Cronotematica
Traccia #1 di 7
Time IN: 00:00:00 – Time OUT: 00:03:47
Informatore/Esecuzione: Giorgi Lino
Descrizione: L’informatore ricorda la costante presenza dei sacerdoti, dall’aiuto nei compiti ad ogni attività nel borgo. Ricorda anche la divisione dei ragazzi per gruppi di classe e non per età.


Traccia #2 di 7
Time IN: 00:03:47 – Time OUT: 00:09:37
Informatore/Esecuzione: Giorgi Lino
Descrizione: Dell’educazione salesiana ricorda la severità che si manifestava attraverso le punizioni e la repressione sessuale: la presenza di un collaboratore esterno, un ingegnere, che dava ai ragazzi qualche informazione sulla sessualità e le visite dei familiari erano l’unico momento di discussione e contatto con l’altro sesso.
Ricorda invece le feste come momenti di sfogo e di parziale evasione da questa severità.


Traccia #3 di 7
Time IN: 00:09:37 – Time OUT: 00:12:16
Informatore/Esecuzione: Giorgi Lino
Descrizione: L’informatore ricorda la presenza di un sacerdote nel borgo che manifestava il suo interesse fisico e sessuale verso i ragazzi.


Traccia #4 di 7
Time IN: 00:12:16 – Time OUT: 00:15:40
Informatore/Esecuzione: Giorgi Lino
Descrizione: L’informatore propone una riflessione critica sull’educazione delle nuove generazioni, composte da bambini e ragazzi abituati ad avere tanta materialità, in breve tempo, e poca spiritualità. Ritiene che la moralità dei suoi tempi si sia persa.


Traccia #5 di 7
Time IN: 00:15:40 – Time OUT: 00:20:05
Informatore/Esecuzione: Giorgi Lino
Descrizione: Si ricorda il ritrovamento del corpo di bambino morto, nel 1956, in un fossato collegato al forte da un cunicolo, utilizzato spesso dai ragazzi per recuperare la palla durante le partite di calcio e ben conosciuto dei sacerdoti. Come la polizia, anche l’informatore sostiene che il ragazzo sia stato ucciso all’interno del borgo e sospetta di un sacerdote, di cui non fa il nome.


Traccia #6 di 7
Time IN: 00:20:05 – Time OUT: 00:24:16
Informatore/Esecuzione: Giorgi Lino
Descrizione: L’informatore ricorda il controllo costante a cui i ragazzi erano sottoposti e l’abitudine dei sacerdoti di gestire il tempo mediante l’uso del fischietto. Ricorda di aver sofferto per la mancanza di una famiglia vera e propria ma ricorda il benessere e la gratificazione nel borgo a patto di condurre una vita nel rispetto delle regole della dottrina salesiana.
Ricorda come, da ragazzo degli anni ’60, usava trascorrere il tempo libero.


Traccia #7 di 7
Time IN: 00:24:16 – Time OUT: 00:29:01
Informatore/Esecuzione: Giorgi Lino
Descrizione: Ricorda i legami instaurati nel borgo, l’affetto di Don Biavati e riconosce l’opportunità di vita che tutta la realtà salesiana ha dato ai ragazzi. Ricorda anche l’importante aiuto dato dai cooperatori esterni nell’insegnamento.



Registrazione #9 di 16
ID: DNB009 - Titolo: Intervista a Renato Martufi
Data (C/T): 0000-00-00 - Roma, IT
Parole chiave:
Descrizione: Renato Martufi, nato a Roma nel 1935, meccanico tornitore. Ha frequentato il Borgo Ragazzi di Don Bosco come esterno dal 1948. Intervistato di Enrico Grammaroli e Ulrike Viccaro presso il Borgo Ragazzi di Don Bosco. Martufi parla della famiglia e il loro trasferimento al Quarticciolo durante la guerra, della sua formazione al borgo da esterno e del suo lavoro. Dice che ha instaurato un legame duraturo al borgo e racconta con affetto il suo tempo sia all’istituto che al Quarticciolo. Ricorda con malcontenta il periodo fascista e il suo effetto sul padre.

Scheda-Cronotematica
Traccia #1 di 16
Time IN: 00:00:00 – Time OUT: 00:03:28
Informatore/Esecuzione: Martufi Renato
Descrizione: L’informatore parla del suo percorso formativo nel borgo svolto da esterno, fino alla specializzazione in meccanica e il periodo lavoro.
Interruzione al minuto 00:01:27.
Parla del lavoro dei genitori, ricorda di essere nato in Piazza Indipendenza e di essersi trasferito con tutta la famiglia al Quarticciolo solo dopo i bombardamenti sulla città. Nel nuovo quartiere inizia a frequentare il Borgo Don Bosco.


Traccia #2 di 16
Time IN: 00:03:28 – Time OUT: 00:07:53
Informatore/Esecuzione: Martufi Renato
Descrizione: L’informatore ha un buon ricordo degli anni passati al Borgo, col quale ha instaurato un legame duraturo, e descrive Don Biavati come una persona molto dolce, onesta, precisa, corretta e testarda. Ricorda poi Don Pace e Don Verdecchia e la rigida ma necessaria disciplina salesiana.


Traccia #3 di 16
Time IN: 00:07:53 – Time OUT: 00:10:24
Informatore/Esecuzione: Martufi Renato
Descrizione: L’informatore ricorda di aver iniziato a frequentare il Borgo all’età di dieci anni, dopo aver fatto le elementari dalle suore, ricorda la presenza e la divisione fra interni ed esterni e parla della presenza attiva del padre, come barbiere dei sacerdoti e come accompagnatore dei ragazzi durante le gite e le colonie estive.


Traccia #4 di 16
Time IN: 00:10:24 – Time OUT: 00:15:37
Informatore/Esecuzione: Martufi Renato
Descrizione: Parla delle origini del padre, di cui conosce poco e del fratello minore, anch’esso alunno del Don Bosco e dipendente del Poligrafico. Descrive come si svolgono le sue giornate da pensionato e, ritornando indietro nel tempo, ripensa al cuoco Giovanni, al collaboratore Remigi e alle colazioni consumate nel borgo.


Traccia #5 di 16
Time IN: 00:15:37 – Time OUT: 00:21:57
Informatore/Esecuzione: Martufi Renato
Descrizione: L’informatore ricorda la presenza degli interni, ragazzi orfani e, in prevalenza, con un passato da sciuscià. Ricorda che le attività degli esterni si svolgevano in orari diversi rispetto a quelle degli interni, ai quali era riservata un’attenzione particolare e che solo durante i tornei era possibile un rapporto ravvicinato tra i due gruppi.
Sostiene che sia gli interni che gli esterni abbiano ricevuto una formazione utile a collocarsi nel mondo del lavoro e nella vita di tutti i giorni. Ricorda la sua esperienza di formazione durante il laboratorio di meccanica.


Traccia #6 di 16
Time IN: 00:21:57 – Time OUT: 00:27:41
Informatore/Esecuzione: Martufi Renato
Descrizione: L’informatore si sofferma sul cambiamento avvenuto nel Quarticciolo, quartiere costruito durante il ventennio fascista e tuttora in fase di ampliamento e ristrutturazione dei vecchi edifici. Ricorda di essersi trasferito nella nuova abitazione di via Castellaneta dopo la distruzione della precedente in Piazza Indipendenza, dove la famiglia viveva in subaffitto, e di esservi rimasto fino al 1967.


Traccia #7 di 16
Time IN: 00:27:41 – Time OUT: 00:31:52
Informatore/Esecuzione: Martufi Renato
Descrizione: L’informatore non ha un buon ricordo del periodo fascista e ricorda la violenza subita dal padre in occasione del passaggio di una ronda. Descrive poi in maniera molto critica la situazione politica attuale e ricorda infine il carattere del padre.


Traccia #8 di 16
Time IN: 00:31:52 – Time OUT: 00:35:06
Informatore/Esecuzione: Martufi Renato
Descrizione: L’informatore ricorda l’infanzia passata al Quarticciolo, la costante presenza di giovani e i momenti di svago passati con gli amici. Ricorda la piazza, ormai cementificata e modificata nel suo aspetto, come un importante punto di riferimento.


Traccia #9 di 16
Time IN: 00:35:06 – Time OUT: 00:41:16
Informatore/Esecuzione: Martufi Renato
Descrizione: L’informatore ritiene che il mito del Quarticciolo come quartiere di delinquenza nasca con la figura del gobbo di cui ricorda il nome, Albano, e la vita da fuorilegge che gli ha permesso di aiutare molte persone in difficoltà. Lo ricorda come un uomo di bell’aspetto che, prima di morire durante un conflitto a fuoco nei pressi di via Togliatti, ha anche fiancheggiato i partigiani.


Traccia #10 di 16
Time IN: 00:41:16 – Time OUT: 00:43:00
Informatore/Esecuzione: Martufi Renato
Descrizione: L’informatore non ricorda molto sul periodo della guerra, a parte i bombardamenti sul quartiere e gli scantinati usati come luogo di riparo. Ricorda l’arrivo degli americani e non ricorda ci sia mai stata un’importante presenza di fascisti, i quali erano soliti frequentare viale Del Vignola.


Traccia #11 di 16
Time IN: 00:43:00 – Time OUT: 00:47:50
Informatore/Esecuzione: Martufi Renato
Descrizione: Ricorda di aver partecipato, da piccolo, alle parate balilla. Racconta che i genitori non si sono mai interessati ne occupati di politica e che il padre frequentava ambienti antifascisti. Descrive il lavoro e il carattere del padre e ricorda la partecipazione dello zio e del cugino, come comparse, nel film “Bellissima” di Visconti.
Interruzione di intervista al minuto 00:47:50.


Traccia #12 di 16
Time IN: 00:47:50 – Time OUT: 00:51:56
Informatore/Esecuzione: Martufi Renato
Descrizione: L’informatore considera la formazione ricevuta al borgo come necessaria per la vita, nonostante il ricordo di situazioni poco piacevoli. Tra i principi base trasmessi dalla dottrina salesiana di Don Bosco ricorda la lealtà, la sincerità, il rispetto per gli altri, per le regole e per i dieci comandamenti, la disciplina.


Traccia #13 di 16
Time IN: 00:51:56 – Time OUT: 00:55:33
Informatore/Esecuzione: Martufi Renato
Descrizione: L’informatore sostiene che la figura di Don Bosco rivive attraverso le parole, il comportamento e la presenza di Don Biavati, ricordato come uomo pacato, sorridente e come una figura paterna per tutti i ragazzi che hanno frequentato l’istituto.


Traccia #14 di 16
Time IN: 00:55:33 – Time OUT: 00:58:48
Informatore/Esecuzione: Martufi Renato
Descrizione: Sostiene di non aver mai compreso fino in fondo il caso Don Morone; nomina nuovamente Don Biavati e ricorda con affetto la predica fatta in occasione del suo matrimonio; ricorda di aver vissuto diversi momenti importanti al borgo, senza descriverne i particolari, e ritiene di aver riproposto nel corso della sua vita tutti gli insegnamenti ricevuti durante la frequentazione dei salesiani.


Traccia #15 di 16
Time IN: 00:58:48 – Time OUT: 01:02:36
Informatore/Esecuzione: Martufi Renato
Descrizione: L’informatore considera il cambiamento del borgo Don Bosco, nato e pensato per sostenere gli sciuscià, come un fattore inevitabile che non ha compromesso il suo ruolo di istituzione fatta da persone che si sacrificano per la comunità e che continuano a seguire i principi di Don Bosco.


Traccia #16 di 16
Time IN: 01:02:36 – Time OUT: 01:05:54
Informatore/Esecuzione: Martufi Renato
Descrizione: L’informatore parla dell’incontro e della relazione con la moglie, di cui ricorda le origini, dopo aver citato l’anno del suo matrimonio e dopo aver descritto brevemente la vita dei figli.



Registrazione #10 di 16
ID: DNB010 - Titolo: Intervista a Luigi Militerni
Data (C/T): 2001-05-10 - Roma, IT
Parole chiave:
Descrizione: Luigi Militerni, nato a Roma nel 1941, medico. Ha frequentato il Borgo Ragazzi di Don Bosco dal 1950 al 1958 come esterno. Intervistato il 10 maggio 2001 da Enrico Grammaroli e Ulrike Viccaro presso il Borgo Ragazzi di Don Bosco. Militerni racconta il suo trasferimento a Roma con la famiglia da piccolo e la vita durante la guerra e quella del dopoguerra. Parla della sua formazione al Borgo, i rapporti stretti dei sacerdoti verso i ragazzi al Borgo e della famiglia, in particolare il padre e la sua forte personalità. Dice che si ricorda il Gobbo del Quarticciolo e nota i cambiamenti del quartiere Quarticciolo da quando lui era piccolo.

Scheda-Cronotematica
Traccia #1 di 23
Time IN: 00:00:00 – Time OUT: 00:04:24
Informatore/Esecuzione: Militerni Luigi
Descrizione: L’informatore spiega in cosa consiste il suo lavoro e riceve spiegazioni sullo scopo dell’intervista.


Traccia #2 di 23
Time IN: 00:04:24 – Time OUT: 00:06:47
Informatore/Esecuzione: Militerni Luigi
Descrizione: L’informatore si presenta, ricorda di aver abitato in via Germanico e di provenire da una famiglia campana trasferitasi a Roma prima della guerra.


Traccia #3 di 23
Time IN: 00:06:47 – Time OUT: 00:09:38
Informatore/Esecuzione: Militerni Luigi
Descrizione: L’informatore ricorda di aver vissuto in una casa popolare di via Ascoli Satriano nel quartiere Quarticciolo, uno dei quartieri romani costruiti durante il ventennio fascista, per circa 27 anni e di essersi trasferito dopo il matrimonio, 7 gennaio 1967. Descrive il vestito indossato durante il matrimonio.


Traccia #4 di 23
Time IN: 00:09:38 – Time OUT: 00:16:08
Informatore/Esecuzione: Militerni Luigi
Descrizione: L’informatore ricorda il lavoro dei genitori e si sofferma sulla figura del padre, uomo che ha studiato, che si distingue per il suo comportamento e il suo modo di vestire e che, nella vita, svolge vari lavori e si fa mantenere dalla moglie. Racconta della sua malattia e del modo in cui si curavano gli infarti nel secondo dopoguerra.


Traccia #5 di 23
Time IN: 00:16:08 – Time OUT: 00:19:51
Informatore/Esecuzione: Militerni Luigi
Descrizione: L’informatore ricorda i luoghi di origine dei genitori, il modo in cui si sono incontranti e racconta delle attività lavorative del nonno paterno, proprietario di una fabbrica che produce ghiaccio, e del nonno materno, calzolaio.


Traccia #6 di 23
Time IN: 00:19:51 – Time OUT: 00:25:11
Informatore/Esecuzione: Militerni Luigi
Descrizione: L’informatore ricorda alcuni momenti di vita passati in famiglia, dalla preparazione per la Pasqua, il rapporto fra i genitori e quello instaurato col fratello maggiore, al carattere e all’educazione impartita dal padre.


Traccia #7 di 23
Time IN: 00:25:11 – Time OUT: 00:31:29
Informatore/Esecuzione: Militerni Luigi
Descrizione: L’informatore parla dell’attività politica del padre e di volontariato nelle camicie nere, la spedizione in Russia e il carcere dopo la caduta della dittatura. Ricorda il momento della scarcerazione in coincidenza con l’arrivo degli americani in città e ricorda le condizioni di estrema povertà della popolazione del periodo.


Traccia #8 di 23
Time IN: 00:31:29 – Time OUT: 00:36:05
Informatore/Esecuzione: Militerni Luigi
Descrizione: L’informatore risale al periodo di arrivo al borgo sulla base di attestati di partecipazione rilasciatigli per le attività svolte. Ricorda di essere arrivato al Forte Prenestino per la possibilità di ricevere un pasto e perché attratto dai giochi e di essersi iscritto come studente esterno.


Traccia #9 di 23
Time IN: 00:36:05 – Time OUT: 00:41:28
Informatore/Esecuzione: Militerni Luigi
Descrizione: L’informatore ricorda diversi momenti trascorsi al borgo, come l’aiuto dato a Don Morone nelle attività di oratorio; l’accesso alla mensa garantito agli esterni, anche nei giorni festivi; il nome con cui il borgo era conosciuto, ovvero “il Forte”.


Traccia #10 di 23
Time IN: 00:41:28 – Time OUT: 00:44:15
Informatore/Esecuzione: Militerni Luigi
Descrizione: A partire dalla descrizione dell’organizzazione delle vacanze e delle colonie estive a Gaeta, a cui partecipa dal 1952 al 1958, l’informatore ricorda il momento in cui Don Biavati annuncia la morte di De Gasperi, 1954.


Traccia #11 di 23
Time IN: 00:44:15 – Time OUT: 00:51:38
Informatore/Esecuzione: Militerni Luigi
Descrizione: L’informatore ricorda la sua esperienza di chierichetto e quella nella squadra di pallone di Don Morone. Sostiene di aver frequentato il borgo fino al 1958 e di essere ritornato nel 1994.


Traccia #12 di 23
Time IN: 00:51:38 – Time OUT: 00:54:27
Informatore/Esecuzione: Militerni Luigi
Descrizione: L’informatore ripensa al limitato rapporto con i ragazzi interni, dovuto al fatto che le attività loro destinate si svolgevano in orari diversi a causa degli spazi e delle risorse limitate rispetto al numero complessivo degli studenti del borgo. Ricorda il borgo come un luogo di fraternità, con sacerdoti molto disponibili che conducono una vita piena di sacrifici.


Traccia #13 di 23
Time IN: 00:54:27 – Time OUT: 00:57:08
Informatore/Esecuzione: Militerni Luigi
Descrizione: L’informatore ricorda la condizione disagiata in cui la famiglia ha vissuto nel primo appartamento, simile a quella di tutti coloro che nel periodo della guerra hanno vissuto nel centro di Roma, e il privilegio ottenuto mediante l’acquisizione di una casa di proprietà nel quartiere Quarticciolo.


Traccia #14 di 23
Time IN: 00:57:08 – Time OUT: 01:01:29
Informatore/Esecuzione: Militerni Luigi
Descrizione: L’informatore ricorda che la Borgata Gordiani del 1950 è composta prevalentemente da baracche, attaccate agli archi, a differenza del quartiere Quarticciolo, composto da case in muratura ma molto più isolato e poco collegato al centro della città.


Traccia #15 di 23
Time IN: 01:01:29 – Time OUT: 01:05:08
Informatore/Esecuzione: Militerni Luigi
Descrizione: L’informatore è critico sulle scelte di Pasolini. Ricorda poi un caso isolato di violenza al borgo, con la reazione di don Morone, e ritiene che questo fenomeno non fosse diffuso anzi ricorda un atteggiamento di protezione dei sacerdoti verso i ragazzi.


Traccia #16 di 23
Time IN: 01:05:08 – Time OUT: 01:09:13
Informatore/Esecuzione: Militerni Luigi
Descrizione: L’informatore ricorda il Quarticciolo come un quartiere in cui si avvertiva una tranquilla atmosfera di un paese, in cui tutti si conoscevano e si aiutavano all’occorrenza. Ora lo considera come un quartiere degradato. La presenza della comunità pugliese, precedentemente numerosa, è oggi ricordata anche dalla toponomastica del quartiere.


Traccia #17 di 23
Time IN: 01:09:13 – Time OUT: 01:13:48
Informatore/Esecuzione: Militerni Luigi
Descrizione: L’informatore conosce la figura del gobbo, ne conosce i parenti e l’abitazione, poco distante dalla sua. Conosce poco della sua vita, se non alcuni episodi di conflitto, la morte e il suo essere considerato come una figura poco positiva. Si ricordano le grotte e i cunicoli attraverso cui scappava e si nascondeva.


Traccia #18 di 23
Time IN: 01:13:48 – Time OUT: 01:20:53
Informatore/Esecuzione: Militerni Luigi
Descrizione: In riferimento alla figura del padre, l’informatore ricorda alcuni avvenimenti della sua vita e la considerazione che i conoscenti avevano nei suoi confronti. Parla del suo modo distinto di parlare il napoletano e delle visite del centro di Roma fatte in sua compagnia, con descrizione delle sensazioni provate e dei mezzi di trasporto usati.


Traccia #19 di 23
Time IN: 01:20:53 – Time OUT: 01:23:41
Informatore/Esecuzione: Militerni Luigi
Descrizione: L’informatore ricorda come la forte personalità del padre si manifesti attraverso la scelta degli studi che i figli devono intraprendere.


Traccia #20 di 23
Time IN: 01:23:41 – Time OUT: 01:29:05
Informatore/Esecuzione: Militerni Luigi
Descrizione: L’informatore ricorda i momenti di svago al cinema, le panche di legno su cui i ragazzi si sedevano e la censura. Tra i film visti ricorda “La maschera di ferro” e la proiezione di film di avventura, prevalentemente western.


Traccia #21 di 23
Time IN: 01:29:05 – Time OUT: 01:33:33
Informatore/Esecuzione: Militerni Luigi
Descrizione: L’informatore ricorda l’abitudine dei sacerdoti salesiani di instaurare un rapporto con i ragazzi pari a quello dei genitori con i figli. Ricorda la loro attenzione verso l’uso e il significato delle parole pronunciate ai ragazzi, i quali mostravano loro molto rispetto. Ricorda che lo scopo principale della dottrina salesiana è la diffusione degli insegnamenti di Don Bosco.


Traccia #22 di 23
Time IN: 01:33:33 – Time OUT: 01:36:16
Informatore/Esecuzione: Militerni Luigi
Descrizione: L’informatore ritiene che i giovani della nuova generazione, sia ricchi che poveri, abbiano tutto meno l’amore: per questo motivo ritiene sia importante l’attivazione di centri di ascolto gestiti dai salesiani, con telefoni attivi 24 ore su 24, disponibili per ragazzi fino ai sedici anni di età.


Traccia #23 di 23
Time IN: 01:36:16 – Time OUT: 01:38:00
Informatore/Esecuzione: Militerni Luigi
Descrizione: L’informatore ricorda l’esigenza degli esterni di frequentare il borgo per poter mangiare, divertirsi, trovare ordine ed educazione. L’intervista si interrompe al minuto 01:38:00.



Registrazione #11 di 16
ID: DNB011 - Titolo: Intervista a Luigi Militerni
Data (C/T): 2001-05-10 - Roma, IT
Parole chiave:
Descrizione: Luigi Militerni, nato a Roma nel 1941, medico. Ha frequentato il Borgo Ragazzi di Don Bosco dal 1950 al 1958 come esterno. Intervistato il 10.5.2001 da Enrico Grammaroli e Ulrike Viccaro presso il Borgo Ragazzi di Do Bosco. Militerni continua a parlare della sua formazione al borgo Don Bosco e come i salesiani lo hanno aiutato ad assumere un comportamento migliore.

Scheda-Cronotematica
Traccia #1 di 8
Time IN: 00:00:00 – Time OUT: 00:05:39
Informatore/Esecuzione: Militerni Luigi
Descrizione: L’informatore ricorda di aver frequentato il borgo ragazzi Don Bosco da esterno, ma di aver frequentato le scuole presso altri istituti. Racconta di come divenne capo dell’azione cattolica presso l’oratorio del borgo e le principali attività di cui si occupava.


Traccia #2 di 8
Time IN: 00:05:39 – Time OUT: 00:10:59
Informatore/Esecuzione: Militerni Luigi
Descrizione: L’informatore ricorda che il rapporto tra sacerdoti e ragazzi si basava sul rispetto delle regole salesiane, sulla formazione, l’educazione e la fiducia che si alimentava tramite il rispetto, l’aiuto del prossimo e una particolare attenzione data a tutti i ragazzi. Ricorda Don Morone, direttore dell’oratorio e responsabile per gli esterni, come suo punto di riferimento. Ricorda poi la figura di Don Verdecchia e Don Pace.


Traccia #3 di 8
Time IN: 00:10:59 – Time OUT: 00:13:21
Informatore/Esecuzione: Militerni Luigi
Descrizione: L’informatore ricorda il contributo storico dato dai salesiani descrivendo la figura di Don Perinella che, da chierico, scoperse le Fosse Ardeatine collocate nei pressi dell’istituto salesiano che, in quel periodo, nascose molte persone in pericolo di vita.


Traccia #4 di 8
Time IN: 00:13:21 – Time OUT: 00:15:07
Informatore/Esecuzione: Militerni Luigi
Descrizione: Ricorda un episodio di punizione ricevuto, insieme a un altro compagno, da Don Perinella.


Traccia #5 di 8
Time IN: 00:15:07 – Time OUT: 00:20:58
Informatore/Esecuzione: Militerni Luigi
Descrizione: L’informatore ricorda un avvenimento personale che riassume il suo rapporto col borgo, in riferimento a una predica di Don Morone che lo aiutano a cambiare amicizie e ad assumere un comportamento migliore, in un periodo in cui i furti al borgo erano all’ordine del giorno.


Traccia #6 di 8
Time IN: 00:20:58 – Time OUT: 00:23:09
Informatore/Esecuzione: Militerni Luigi
Descrizione: Si ricorda cha tra interni ed esterni c’erano circa seicento ragazzi, a cui i sacerdoti provvedevano garantendo loro i pasti giornalieri.


Traccia #7 di 8
Time IN: 00:23:09 – Time OUT: 00:30:14
Informatore/Esecuzione: Militerni Luigi
Descrizione: L’informatore paragona la condizione familiare a quella del borgo e ritiene che il ruolo dei sacerdoti salesiani sia ancora quello di dare amore gratuito ai ragazzi, in condizioni e secondo modalità diverse rispetto a quelle del dopoguerra. Ripropone l’idea del “centro di consigli” per i ragazzi.


Traccia #8 di 8
Time IN: 00:30:14 – Time OUT: 00:33:44
Informatore/Esecuzione: Militerni Luigi
Descrizione: L’informatore ricorda la presenza al borgo del fratello maggiore, che giocava a calcio e faceva parte della squadra di musica diretta da Don Stefano. Ricorda l’abitudine diffusa, tra gli esterni, di abbandonare il borgo nel periodo del primo fidanzamento e ritiene che il punto di forza dei salesiani debba essere il continuo adattamento alle mutevoli e soprattutto cangianti esigenze dell’uomo.



Registrazione #12 di 16
ID: DNB012 - Titolo: Intervista a Valerio Nocchetti
Data (C/T): 2000-06-08 - Roma, IT
Parole chiave:
Descrizione: Valerio Nocchetti, nato a Roma nel 1942, impiegato comunale. Ha frequentato il Borgo Ragazzi di Don Bosco dal 1948 al 1959 come esterno. Intervistato l'8.7.2000 presso il suo ufficio da Enrico Grammaroli e Ulrike Viccaro. Nocchetti ricorda il trasferimento a Roma della famiglia e l’iscrizione sua e quella dei suoi fratelli al borgo Don Bosco. Parla del quartiere Quarticciolo, la famiglia, il lavoro e la pensione e sostiene che il sistema educativo salesiano insegna il buon comportamento e il rispetto per la vita. Ricorda poco della vita durante la guerra a parte dell’abitazione del quartiere Quarticciolo, il gobbo e la partecipazione in politica del borgo.

Scheda-Cronotematica
Traccia #1 di 23
Time IN: 00:00:00 – Time OUT: 00:06:00
Informatore/Esecuzione: Nocchetti Valerio
Descrizione: L’informatore ricorda il trasferimento della famiglia dalla borgata Gordiani, via Teano, al Quarticciolo nel 1942 e ricorda l’iscrizione al borgo ragazzi nel 1948. Descrive la sua famiglia e ricorda il suo percorso formativo e quello dei suoi fratelli. Ricorda poi come i ragazzi dell’istituto, circa un migliaio tra interni ed esterni, seguissero un percorso di studi differente sulla base delle diverse inclinazioni e fa un paragone col sistema scolastico attuale.


Traccia #2 di 23
Time IN: 00:06:00 – Time OUT: 00:09:59
Informatore/Esecuzione: Nocchetti Valerio
Descrizione: Ricorda il borgo per la sua posizione strategica di forte militare, intorno al quale sorgono le borgate periferiche del Quarticciolo, Centocelle, Villa Gordiani e in cui sono conservati materiali come la polvere da sparo, principale attrazione dei ragazzi dell’epoca. Ricorda la suddivisione dello spazio in capannoni, la loro originaria funzione e come il loro uso si sia evoluto nel tempo.


Traccia #3 di 23
Time IN: 00:09:59 – Time OUT: 00:13:30
Informatore/Esecuzione: Nocchetti Valerio
Descrizione: L’informatore ricorda che il gioco del pallone era organizzato sulla base della suddivisione dei ragazzi in squadre che si allenavano e partecipavano a tornei, con l’obiettivo di raggiungere la serie A. Sostiene che ogni tipo di attività nel borgo si svolgeva nel rispetto delle regole previste dalla disciplina salesiana.


Traccia #4 di 23
Time IN: 00:13:30 – Time OUT: 00:16:37
Informatore/Esecuzione: Nocchetti Valerio
Descrizione: L’informatore descrive la giornata tipo all’interno del borgo, che inizia con la messa mattutina e termina con le attività serali. Ricorda i principali piatti serviti e gli alimenti disponibili e ricorda la costante suddivisione di attività destinate a interni ed esterni.


Traccia #5 di 23
Time IN: 00:16:37 – Time OUT: 00:20:48
Informatore/Esecuzione: Nocchetti Valerio
Descrizione: L’informatore parla dell’attività scolastica, di come si svolge nel corso della settimana, del corpo insegnanti e di come si alterna con le attività laboratoriali. Ricorda in maniera positiva l’esperienza educativa e formativa ricevuta dai salesiani, indispensabile per affrontare la vita al di fuori del borgo, e la confronta con quella ricevuta dai giovani della nuova generazione.


Traccia #6 di 23
Time IN: 00:20:48 – Time OUT: 00:25:36
Informatore/Esecuzione: Nocchetti Valerio
Descrizione: L’informatore considera il lavoro e l’impegno costante dei sacerdoti nel seguire ogni attività e ogni momento di vita dei ragazzi nel borgo come un fondamentale aspetto che gli ha permesso di riscuotere molto successo, soprattutto tra le famiglie dei ragazzi.


Traccia #7 di 23
Time IN: 00:25:36 – Time OUT: 00:31:38
Informatore/Esecuzione: Nocchetti Valerio
Descrizione: L’informatore ricorda le attività svolte nei momenti di festività, per esempio la frequenza obbligatoria delle messe domenicali, che dava accesso alle attività di svago pomeridiane, i tornei di calcio e la festa di fine anno. Ricorda infine il momento della preghiera della buona notte.


Traccia #8 di 23
Time IN: 00:31:38 – Time OUT: 00:34:54
Informatore/Esecuzione: Nocchetti Valerio
Descrizione: Ricorda altre attività svolte all’interno di altre sale gestite da squadre, in competizione fra loro, e le gite come momento di coesione, amicizia, scambio e quindi di crescita per i ragazzi.


Traccia #9 di 23
Time IN: 00:34:54 – Time OUT: 00:38:08
Informatore/Esecuzione: Nocchetti Valerio
Descrizione: L’informatore ricorda un solido legame di amicizia stretto con uno dei ragazzi del borgo, l’attività di pulizia degli spazi interni e come il tipo di educazione ricevuta influiva sulle relazioni instaurate con i condomini e i vicini di quartiere.


Traccia #10 di 23
Time IN: 00:38:08 – Time OUT: 00:41:22
Informatore/Esecuzione: Nocchetti Valerio
Descrizione: L’informatore ricorda che quasi tutti i ragazzi del Quarticciolo hanno frequentato il borgo e che la sua presenza è stata così importante per la società romana da essere insignito medaglia d’oro al valore civile da Saragat. Ricorda il detto di Don Bosco: “buoni cristiani, onesti cittadini”.
La religione veniva impartita in ogni momento e tutti i ragazzi avevano la possibilità di avere un sacerdote confidente: l’informatore porta il suo caso e quello dei suoi figli.


Traccia #11 di 23
Time IN: 00:41:22 – Time OUT: 00:48:36
Informatore/Esecuzione: Nocchetti Valerio
Descrizione: Ricorda l’aiuto ricevuto dal borgo che ha accolto la figlia, con il lavoro e un’attività musicale e con l’aiuto dato dopo l’incidente. Ricorda poi il viaggio in Canada.
L’intervista si interrompe al minuto 00:48:36.


Traccia #12 di 23
Time IN: 00:48:36 – Time OUT: 00:51:56
Informatore/Esecuzione: Nocchetti Valerio
Descrizione: L’informatore ricorda il Quarticciolo come un quartiere tranquillo, ricorda che le sedi dei diversi partiti si affacciavano sulla piazza principale e ricorda il momento di preparazione delle tielle, che ogni famiglia faceva cuocere al forno del fornaio.


Traccia #13 di 23
Time IN: 00:51:56 – Time OUT: 00:54:34
Informatore/Esecuzione: Nocchetti Valerio
Descrizione: L’informatore ricorda che il padre era una repubblicano, che ha partecipato alla campagna in Libia e si è ritirato dopo la nascita del quarto figlio, come previsto dalla legge, ed è stato impiegato come carabiniere. Descrive velocemente la famiglia in cui è cresciuto, ricorda uno zio disperso durante una campagna militare e il tipo di educazione ricevuta.
L’intervista si interrompe al minuto 00:54:34.


Traccia #14 di 23
Time IN: 00:54:34 – Time OUT: 00:57:46
Informatore/Esecuzione: Nocchetti Valerio
Descrizione: L’informatore discute degli anni di lavoro accumulati fino al giorno dell’intervista, della pensione, della sua invalidità e propone una sua visione sulla vita dell’uomo.


Traccia #15 di 23
Time IN: 00:57:46 – Time OUT: 01:02:15
Informatore/Esecuzione: Nocchetti Valerio
Descrizione: L’informatore non ricorda niente dei bombardamenti né di discussioni fatte dai genitori sulla guerra. Ricorda però l’uso delle tessere e l’assistenza data a chi aveva bisogno di beni di prima necessità; l’uso di pesticidi spruzzati sui bambini per eliminare pidocchi e insetti vari; la disposizione interna della sua abitazione del Quarticciolo, le file per il bagno, il tempo per la doccia e l’aiuto dato in cucina.
Ricorda il tipo di alimentazione in famiglia, prima di frequentare il borgo.


Traccia #16 di 23
Time IN: 01:02:15 – Time OUT: 01:08:58
Informatore/Esecuzione: Nocchetti Valerio
Descrizione: Ricordando una partenza familiare per vacanze estive, l’informatore parla della tranquillità del quartiere Quarticciolo e dell’educazione di tutti coloro che vi abitavano. Per quanto riguarda la figura del gobbo, conosce solo le informazioni trasmesse dal film.
Ricorda successivamente il furto della lambretta del padre a Tor de’ Schiavi e pensa al degrado di Tor della Monaca in quanto zona di spaccio.


Traccia #17 di 23
Time IN: 01:08:58 – Time OUT: 01:13:15
Informatore/Esecuzione: Nocchetti Valerio
Descrizione: L’informatore riferisce le impressioni della sorella sul Quarticciolo e riconosce una variazione di comportamento e di educazione delle persone che vi abitano, proponendo vari esempi sul caso.


Traccia #18 di 23
Time IN: 01:13:15 – Time OUT: 01:16:26
Informatore/Esecuzione: Nocchetti Valerio
Descrizione: L’informatore ripensa alla cura del corpo e dello spirito presso i salesiani come un percorso da svolgere individualmente. Ricorda che il periodo in cui il borgo diviene parrocchia coincide col momento della sua preparazione, seguita da un parroco molto aperto, di vedute post-conciliari e narra la sua sorte.


Traccia #19 di 23
Time IN: 01:16:26 – Time OUT: 01:21:00
Informatore/Esecuzione: Nocchetti Valerio
Descrizione: L’informatore parla di politica, ricordando la posizione di Don Maurizio e facendo un confronto fra il lavoro di alcune figure che appartengono alla scena politica italiana attuale e quello dei salesiani, missionari nel mondo e in Italia. Ricollega poi questo discorso al tipo di educazione ricevuta e che ora non può più essere applicata.


Traccia #20 di 23
Time IN: 01:21:00 – Time OUT: 01:26:01
Informatore/Esecuzione: Nocchetti Valerio
Descrizione: L’informatore ricorda le punizioni corporali ricevute e precisa che la pedagogia salesiana non si basa sull’uso della violenza gratuita e inutile ma sulla gioia e sul rispetto per la vita. Di seguito ricorda ed elenca i premi destinati ai ragazzi meritevoli, tra cui i libretti sulla vita di Don Bosco.


Traccia #21 di 23
Time IN: 01:26:01 – Time OUT: 01:30:40
Informatore/Esecuzione: Nocchetti Valerio
Descrizione: L’informatore ricorda come la vita e la pedagogia di Don Bosco venisse proposta dalla presenza e azioni dei sacerdoti del borgo, dai librettini e stampe varie. Si parla dello sceneggiato su Don Filippo Neri, che, come Don Bosco, viene visto come figura contro corrente.


Traccia #22 di 23
Time IN: 01:30:40 – Time OUT: 01:33:03
Informatore/Esecuzione: Nocchetti Valerio
Descrizione: L’informatore parla della difficile integrazione dei nomadi e di scelte politiche e giuridiche sul trattamento dei condannati che considera molto discutibili.


Traccia #23 di 23
Time IN: 01:33:03 – Time OUT: 01:37:05
Informatore/Esecuzione: Nocchetti Valerio
Descrizione: L’informatore ricorda di casi di malcontento fra i ragazzi interni e casi di diffamazione dell’operato dei salesiani. Ricorda infine il suo aiuto al borgo come tesoriere.
Inizia a parlare della crisi dei giovani, avvenuta in Italia a partire dal 1968, e l’intervista si interrompe al minuto 01:37:05.



Registrazione #13 di 16
ID: DNB013 - Titolo: Intervista a Valerio Nocchetti
Data (C/T): 2000-06-08 - Roma, IT
Parole chiave:
Descrizione: Valerio Nocchetti, nato a Roma nel 1942, impiegato comunale. Ha frequentato il Borgo Ragazzi di Don Bosco dal 1948 al 1959 come esterno. Intervistato l'8 lugio 2000 presso il suo ufficio da Enrico Grammaroli e Ulrike Viccaro. Nocchetti parla in maniera positiva del sistema educativo salesiano.

Scheda-Cronotematica
Traccia #1 di 2
Time IN: 00:00:00 – Time OUT: 00:06:27
Informatore/Esecuzione: Nocchetti Valerio
Descrizione: L’informatore ricorda l’attenzione dei sacerdoti nel seguire accuratamente i ragazzi del borgo. Dopo aver individuato quelli che sono alcuni importanti errori attuati da figure come Marx e come Berlusconi, ricorda il sistema educativo dei ragazzi in relazione alla televisione, in Canada, e in relazione all’educazione alimentare, negli Stati Uniti.


Traccia #2 di 2
Time IN: 00:06:27 – Time OUT: 00:09:41
Informatore/Esecuzione: Nocchetti Valerio
Descrizione: L’informatore ricorda un altro importante aspetto educativo salesiano, abituare i ragazzi a servire i tavoli, in modo da insegnare loro indirettamente un mestiere utile per la sopravvivenza al di fuori dal borgo. Descrive l’esperienza formativa e lavorativa del nipote nello stesso contesto.



Registrazione #14 di 16
ID: DNB014 - Titolo: Intervista a Antonio Paolone
Data (C/T): 2000-10-04 - Roma, IT
Parole chiave:
Descrizione: Antonio Paolone, nato a Campobasso nel 1918, sacerdote salesiano. Ha vissuto nell'Istituto Salesiano del Sacro Cuore di via Marsala. Intervistato il 4 ottobre 2000 da Alessandro Portelli presso l'Istituto Salesiano di Loreto. Don Paolone racconta il lavoro nell’istituto salesiano con i suoi colleghi, il rapporto con i ragazzi di strada e la cura che i sacerdoti si prendevano dei ragazzi che provenivano dai quartieri poveri. Parla del suo percorso di studi discontinuo a causa della guerra. Ricorda che un ragazzo del borgo è stato scelto per il ruolo del figlio di Anna Magnani nel film “Roma città aperta” di Rossellini e che lui ha preparato i figli di Nino Bixio Cherubini alla prima comunione.

Scheda-Cronotematica
Traccia #1 di 18
Time IN: 00:00:00 – Time OUT: 00:05:32
Informatore/Esecuzione: Paolone Antonio
Descrizione: L’informatore descrive Don Giorgi, compagno di studi alla Gregoriana e studente di musica presso l’Istituto di musica sacra S. Agostino, e ricorda l’inizio della raccolta di un primo gruppo di ragazzi di strada e l’organizzazione di tale attività, con il coinvolgimento dei superiori Don Perruti e Don Candela, Don Fornara e Don Valentini.


Traccia #2 di 18
Time IN: 00:05:32 – Time OUT: 00:08:03
Informatore/Esecuzione: Paolone Antonio
Descrizione: Ricorda le condizioni di vita degli sciuscià e la provenienza, principalmente da Borgata Gordiani, Quarticciolo, Tiburtino III. Si pensa subito a Don Bosco e si ricorda che il fenomeno diffuso per tutta Roma e maggiormente concentrato in zona Termini e in piazza dell’Esedra.


Traccia #3 di 18
Time IN: 00:08:03 – Time OUT: 00:12:48
Informatore/Esecuzione: Paolone Antonio
Descrizione: L’informatore ricorda come gli sciuscià, ragazzi cresciuti di espedienti e senza morale, vivessero di furti e di un misero commercio. Ricorda la discussione con un ladro di un breviario rubato a un prete e i vari furti commessi ai danni di camionisti americani, da cui l’uso del termine “arrembo”. Queste memorie si trovano sull’articolo “Il volto delle periferie, il dramma delle borgate”, pubblicato da Don Biavati sulla Cronaca Testimonianze di liberazione del 1945, dalla Raccolta a cura della Direzione Generale dell’Opera Don Bosco.


Traccia #4 di 18
Time IN: 00:12:48 – Time OUT: 00:19:10
Informatore/Esecuzione: Paolone Antonio
Descrizione: L’informatore ricorda la capacità di arrangiarsi per far avere a tutti i ragazzi che frequentavano il borgo qualcosa da mangiare e capi di abbigliamento, provenienti da donazioni italiane e straniere e dal Vaticano. Si ricorda la preparazione del Natale del 1945 e l’informatore mostra le foto scattate durante la festa.


Traccia #5 di 18
Time IN: 00:19:10 – Time OUT: 00:22:19
Informatore/Esecuzione: Paolone Antonio
Descrizione: L’informatore ricorda la visita fatta con Don Pace e Don Mattaci presso le baracche che costituivano la Borgata Gordiani, e quelle sorte in zona Casilina, Prenestina e Tiburtina, da cui provenivano gli sciuscià. Ricorda la storia di questi luoghi, l’origine dei suoi abitanti e le loro condizioni di vita.


Traccia #6 di 18
Time IN: 00:22:19 – Time OUT: 00:28:39
Informatore/Esecuzione: Paolone Antonio
Descrizione: L’informatore ricorda la scoperta del Forte Prenestino, ne descrive la struttura e collocazione geografica e ricorda come nasce l’idea di istituirvi un centro salesiano e quali le trattative che permisero ai sacerdoti di avere un primo finanziamento. Ricorda l’istituto magistrale Oriani come collocazione del primo gruppo di interni riversato al Sacro Cuore di via Marsala.


Traccia #7 di 18
Time IN: 00:28:39 – Time OUT: 00:34:59
Informatore/Esecuzione: Paolone Antonio
Descrizione: L’informatore ricorda le figure di Osborne, ministro plenipotenziario rappresentante il Regno Unito presso la Santa Sede dal 1936 al 1947, e del cardinale Montini, futuro Papa Paolo VI, che permisero la realizzazione del borgo ragazzi Don Bosco. Ricorda poi il rapporto instaurato con i compagni seminaristi che gli di proseguire gli studi alla Gregoriana e, contemporaneamente, di lavorare per i ragazzi di strada e la relazione con i superiori.


Traccia #8 di 18
Time IN: 00:34:59 – Time OUT: 00:42:11
Informatore/Esecuzione: Paolone Antonio
Descrizione: L’informatore racconta della scoperta delle Fosse Ardeatine da parte di Don Giorgi, subito dopo l’eccidio, del suo contributo nella realizzazione del documentario “La Roma sotterranea”, di come riuscì a salvarsi da un tranello teso dai tedeschi e di come le prove furono occultate.
L’informatore non conosce alcun avvenimento legato alla collaborazione di Don Giorgi con i partigiani.


Traccia #9 di 18
Time IN: 00:42:11 – Time OUT: 00:45:42
Informatore/Esecuzione: Paolone Antonio
Descrizione: L’informatore ricorda le sue origini e un percorso di studi discontinuo, a causa della guerra. Ricorda Bruno e Paolo Branconti, alunni del liceo classico di Terni, e ritiene di non sapere nulla sul lavoro svolto al borgo dai compagni. Elenca le tappe principali del suo percorso formativo fino all’ottenimento della licenza in teologia nel 1947.


Traccia #10 di 18
Time IN: 00:45:42 – Time OUT: 00:50:01
Informatore/Esecuzione: Paolone Antonio
Descrizione: L’informatore racconta di essere venuto a conoscenza dell’esistenza dei salesiani nel 1930, di essersi iscritto al Sacro Cuore a conclusione delle scuole elementari e di aver vissuto a contatto con insegnanti che hanno conosciuto Don Bosco. Ricorda di aver dato gli esami da privatista all’Umberto I.
Interruzione al minuto 00:48:28.
Ricorda il periodo della prima guida spirituale e parla di una vocazione venuta fuori gradualmente, col tempo.


Traccia #11 di 18
Time IN: 00:50:01 – Time OUT: 00:53:44
Informatore/Esecuzione: Paolone Antonio
Descrizione: L’informatore ricorda il percorso e i tempi dell’aspirantato salesiano e si ritiene soddisfatto di aver intrapreso questo percorso e di essersi formato in una realtà molto concreta, la cui organizzazione ricorda quella dello Stato. Ricorda la passione per la musica, la fotografia e la montagna.


Traccia #12 di 18
Time IN: 00:53:44 – Time OUT: 00:58:12
Informatore/Esecuzione: Paolone Antonio
Descrizione: L’informatore ricorda il suo arrivo a Terni come assistente, dal 1937 al 1942 e il suo ritorno, dal 1955 al 1963. Ricorda vagamente il clima che si respirava in città in relazione ai moti di Budapest del 1956.


Traccia #13 di 18
Time IN: 00:58:12 – Time OUT: 01:06:06
Informatore/Esecuzione: Paolone Antonio
Descrizione: L’informatore ricorda l’avvenimento del crocifisso nell’aula del liceo dove insegnò religione. Racconta quelle che furono le conseguenze prese, sia in ambito istituzionale scolastico che giuridico. Ritiene che questa storia, unica nel suo genere, possa essere considerata come una ragazzata.


Traccia #14 di 18
Time IN: 01:06:06 – Time OUT: 01:09:24
Informatore/Esecuzione: Paolone Antonio
Descrizione: L’informatore non ricorda casi di ostilità nei suoi confronti in ambiente scolastico, ma ricorda la divisione fra le varie tendenze politiche. Ricorda le discussioni sul marxismo col professore di filosofia Bortoletti. Ricorda poi il rapporto col prof. Fossati.


Traccia #15 di 18
Time IN: 01:09:24 – Time OUT: 01:13:05
Informatore/Esecuzione: Paolone Antonio
Descrizione: L’informatore riprende il discorso sugli sciuscià e ricorda il giorno in cui Anna Magnani e Aldo Fabrizi vengono in visita presso l’istituto di via Marsala per cercare un ragazzo da inserire nel film “Roma città aperta” di Rossellini. Non sa quale sia stata la sorte di Vito Annicchiarico, ragazzo scelto per interpretare il ruolo del chierichetto, figlio di Anna Magnani.


Traccia #16 di 18
Time IN: 01:13:05 – Time OUT: 01:18:30
Informatore/Esecuzione: Paolone Antonio
Descrizione: L’informatore ricorda la scelta di rendere dignità ai ragazzi il passaggio di nome da sciuscià a ragazzo della strada a ragazzo di Don Bosco. Ricorda di aver lavorato per preparare i ragazzi alla prima comunione e la presenza, tra questi, dei figli del cantante Nino Bixio Cherubini.
Non ricorda di casi di fuga ma, al contrario, una presenza che tendeva ad aumentare anno dopo anno, legate anche al lavoro e alla dedizione costante dei sacerdoti che si manifestava in qualsiasi occasione, soprattutto nella ricerca di beni alimentari.


Traccia #17 di 18
Time IN: 01:18:30 – Time OUT: 01:22:09
Informatore/Esecuzione: Paolone Antonio
Descrizione: L’informatore mostra una foto che lo ritrae il giorno della nomina a sacerdozio e ricorda l’incidente che gli causò una ferita alla mano e ricorda il contatto con questi ragazzi come l’esperienza più bella e formativa della sua vita, più importante delle valutazioni alla Gregoriana. Non ricorda un rapporto con i genitori di questi ragazzi, inesistenti nella maggior parte dei casi.


Traccia #18 di 18
Time IN: 01:22:09 – Time OUT: 01:25:24
Informatore/Esecuzione: Paolone Antonio
Descrizione: L’informatore non conosce la versione di Don Perrinella sui ragazzi venuti a seguito delle truppe o quelli provenienti dai brefotrofi e da esperienze traumatiche. Ricorda la presenza di alcuni ragazzi provenienti dalle retate dei carabinieri effettuate in zona Porta Portese e P.zza Vittorio. Mostra infine alcune carte su cui compaiono i nomi di ex-allievi del classico con cui ha mantenuto un legame.



Registrazione #15 di 16
ID: DNB015 - Titolo: Intervista a Luigi Perrinella
Data (C/T): 2000-06-13 - Roma, IT
Parole chiave:
Descrizione: Luigi Perrinella, nato a Casagiove nel 1924, sacerdote salesiano. Ha insegnato dal 1948 al 1953 al Borgo Ragazzi di Don Bosco. Intervistato il 13 giugno 2000 da Alessandro Portelli presso l'Istituto Salesiano di Napoli. Perrinella ricorda il suo percorso fino all'arrivo al Borgo Don Bosco, il suo lavoro all’istituto salesiano, le condizioni dei ragazzi del Borgo e la gente delle borgate. Parla del sistema educativo salesiano, del Gobbo nel Quarticciolo, della tragica morte di un ragazzo del Borgo e della fede.

Scheda-Cronotematica
Traccia #1 di 15
Time IN: 00:00:00 – Time OUT: 00:04:47
Informatore/Esecuzione: Perrinella Luigi
Descrizione: L’informatore ricorda l’arrivo al borgo don Bosco, nel 1948; la sua formazione; gli studi in corso; il suo ruolo nell’istituto. Parla del tipo di formazione garantita e del tipo di organizzazione. Ricorda le borgate da cui provengono i ragazzi e ricorda i figli degli sfollati provenienti dall’Ungheria, a partire dal 1956, le loro condizioni e i motivi della fuga.


Traccia #2 di 15
Time IN: 00:04:47 – Time OUT: 00:07:01
Informatore/Esecuzione: Perrinella Luigi
Descrizione: L’informatore ricorda che, nel momento del suo arrivo al borgo, i lavori della struttura erano ancora in corso e che i capannoni già presenti vengono usati per realizzare le camerate, la cappella e i laboratori. Questi ultimi entrano in funzione in un periodo successivo, con l’arrivo dei macchinari donati dalla Banca d’Italia e dalla Fiat. I Viveri vengono invece donati dagli americani.


Traccia #3 di 15
Time IN: 00:07:01 – Time OUT: 00:12:47
Informatore/Esecuzione: Perrinella Luigi
Descrizione: L’informatore ricorda il lavoro e il carisma di don Pace sui ragazzi e il suo modo di usare le tende donate dagli americani. Elenca le attività didattiche e ludico-sportive svolte quotidianamente dagli allievi interni ed esterni, a cui era sempre garantito un paio di pasti caldi al giorno. Ricorda il lavoro iniziale con i ragazzi di strada e il sostegno economico di Osborne.


Traccia #4 di 15
Time IN: 00:12:47 – Time OUT: 00:17:22
Informatore/Esecuzione: Perrinella Luigi
Descrizione: L’informatore ricorda il comportamento dei ragazzi provenienti dal Quarticciolo, di cui descrive alcune caratteristiche, in relazione all’atteggiamento di quelli provenienti dal quartiere conosciuto come Shangai, che si sviluppo vicino la Garbatella. Ricorda il tentativo di insegnare loro la finalità e l’utilità dello stare insieme al borgo, attraverso molteplici attività tra cui le colonie estive al mare e le gite in montagna.


Traccia #5 di 15
Time IN: 00:17:22 – Time OUT: 00:20:18
Informatore/Esecuzione: Perrinella Luigi
Descrizione: L’informatore non ha un ricordo particolare di qualche ragazzo proveniente da Shangai, ma ricorda le attività organizzate per loro da don Verdecchia, carismatico quanto don Pace. Ricorda che molti ragazzi del borgo sono stati seguiti dai salesiani fino al momento del matrimonio e descrive i cambiamenti avvenuti in ambito didattico.


Traccia #6 di 15
Time IN: 00:20:18 – Time OUT: 00:24:29
Informatore/Esecuzione: Perrinella Luigi
Descrizione: L’informatore ricorda, come principale obiettivo salesiano, il tentativo di tirare fuori i ragazzi dalla povertà e dalla corruzione causata da violente esperienza passate. Un’attenta e costante istruzione religiosa e morale si basava principalmente attraverso la partecipazione alla messa, al catechismo e ai momenti di racconto di vita di don Bosco. Spiega la differenza tra insegnanti sacerdoti e coadiutori esterni.


Traccia #7 di 15
Time IN: 00:24:29 – Time OUT: 00:30:15
Informatore/Esecuzione: Perrinella Luigi
Descrizione: L’informatore discute su quelli sono stati i problemi di ordine morale da affrontare, al borgo, con i ragazzi nel periodo della pubertà e sostiene la validità del metodo preventivo di don Bosco che, tramite aspetti quali la confessione e la presenza costante dei sacerdoti, svolge il tentativo di far comprendere l’importanza della purezza e castità.


Traccia #8 di 15
Time IN: 00:30:15 – Time OUT: 00:34:07
Informatore/Esecuzione: Perrinella Luigi
Descrizione: L’informatore ricorda il Quarticciolo, descrive le tendenze politiche dei suoi abitanti e parla del tipo di politica attuato dai salesiani e basato principalmente su istruzione e garanzia di lavoro. Ricorda la figura del gobbo e quella del fratello, ex-studente del borgo, e la situazione familiare di provenienza.


Traccia #9 di 15
Time IN: 00:34:07 – Time OUT: 00:39:26
Informatore/Esecuzione: Perrinella Luigi
Descrizione: L’informatore ricorda le sue origini e l’inizio della vocazione che coincide con la lettura del sogno di Don Bosco e l’innamoramento verso la sua figura. Ricorda e descrive il percorso di studi e il trasferimento presso l’Istituto di Gaeta, prima della guerra, di San Callisto e di San Tarcisio, a Roma.
Interruzione al minuto 00:39:14.


Traccia #10 di 15
Time IN: 00:39:26 – Time OUT: 00:45:59
Informatore/Esecuzione: Perrinella Luigi
Descrizione: L’informatore ricorda la figura di don Valentini, impegnato a nascondere i prigionieri di guerra nelle catacombe, e di don Giorgi, che collabora con la Resistenza. Racconta la vicenda legata alla scoperta dei cadaveri nelle Fosse Ardeatine, con la presenza di don Fagiuolo e di un coadiutore.


Traccia #11 di 15
Time IN: 00:45:59 – Time OUT: 00:49:40
Informatore/Esecuzione: Perrinella Luigi
Descrizione: L’informatore descrive le cause del bombardamento delle fosse a opera dei tedeschi a cui segue quello attuato dagli americani. Ricorda i corpi dilaniati e i volti irriconoscibili dei cadaveri precedentemente depositati.


Traccia #12 di 15
Time IN: 00:49:40 – Time OUT: 00:54:44
Informatore/Esecuzione: Perrinella Luigi
Descrizione: L’informatore ricorda l’episodio tragico dell’assassinio di un ragazzo del borgo, del suo ritrovamento nel fossato adiacente il forte, tra il 1953 e il 1958, e dell’accusa per mancata tutela ai danni di Don Morone. Subito dopo pensa al carisma di don Stefano Zagar, grazie al quale nacque un incredibile coro e ricorda la musica come una delle componenti artistiche previste dal metodo formativo di Don Bosco.


Traccia #13 di 15
Time IN: 00:54:44 – Time OUT: 00:57:13
Informatore/Esecuzione: Perrinella Luigi
Descrizione: L’informatore ricorda la vocazione nella sua esperienza personale. Parla del suo innamoramento verso la dottrina salesiana, del suo rapporto con Dio e dell’importanza della confessione per un cattolico.


Traccia #14 di 15
Time IN: 00:57:13 – Time OUT: 01:00:18
Informatore/Esecuzione: Perrinella Luigi
Descrizione: L’informatore spiega il significato della grazia, cosa è necessario fare per ottenere questo dono, le sensazioni che si provano e propone alcuni esempi su come si manifesta nelle persone, specialmente in punto di morte.


Traccia #15 di 15
Time IN: 01:00:18 – Time OUT: 01:03:31
Informatore/Esecuzione: Perrinella Luigi
Descrizione: L’informatore ricorda come don Bosco insegnasse ai giovani l’importanza della vita e la trasmissione della gioia attraverso l’esercizio della buona morte. Ricorda infine le condizioni di salute dei ragazzi che arrivavano al borgo e le cure destinategli.
L’intervista si interrompe al minuto 01:03:31.



Registrazione #16 di 16
ID: DNB016 - Titolo: Intervista a Antonio Pilloni
Data (C/T): 2000-06-06 - Roma, IT
Parole chiave:
Descrizione: Antonio Pilloni, nato a San Luri, Cagliari, nel 1931, sacerdote salesiano, assistente al Borgo Ragazzi di Don Bosco nell'estate del 1951. Intervistato il 5 maggio 2001 da Alessandro Portelli, presso l'Istituto Salesiano Pio XI di Roma. Pilloni parla della sua infanzia, della famiglia, del trasloco a Roma e del suo inserimento nella scuola a Gaeta. Racconta le aspirazioni dei suoi genitori, la vocazione e il suo arrivo al Borgo Don Bosco. Racconta i suoi incontri con gli sciuscià, il suo lavoro e i rapporti fra i sacerdoti e i ragazzi al Borgo.

Scheda-Cronotematica
Traccia #1 di 10
Time IN: 00:00:00 – Time OUT: 00:05:49
Informatore/Esecuzione: Pilloni Antonio
Descrizione: L’informatore ricorda il paese di origine e l’arrivo a Roma nel 1945, dopo la morte del padre e la fine della guerra. Racconta dell’ospitalità e del lavoro della sorella e del suo inserimento nella scuola di aspirantato salesiano di Gaeta. Ricorda infine la sua numerosa famiglia e i genitori.


Traccia #2 di 10
Time IN: 00:05:49 – Time OUT: 00:11:54
Informatore/Esecuzione: Pilloni Antonio
Descrizione: L’informatore ricorda la figura della madre e del padre sulla base delle loro aspirazioni nei suoi confronti. Ricorda il momento della scelta di diventare prete, la sua presa di posizione nei confronti del parroco di Sanluri, il paese di origine, e la serie di casualità che lo hanno messo in contatto con l’ambiente salesiano. Elenca i mestieri del padre.


Traccia #3 di 10
Time IN: 00:11:54 – Time OUT: 00:14:25
Informatore/Esecuzione: Pilloni Antonio
Descrizione: L’informatore ricorda l’arrivo al borgo don Bosco, durante una vacanza estiva successiva al I anno di liceo, e la presenza di don Verdecchia, don Pace e don Meneghini. Ricorda il percorso di studi attuato a Sanluri, il 1950, anno in cui fa la professione e il 1961, anno in cui inizia il sacerdozio. Ricorda le attività svolte come assistente al borgo.


Traccia #4 di 10
Time IN: 00:14:25 – Time OUT: 00:17:13
Informatore/Esecuzione: Pilloni Antonio
Descrizione: L’informatore ricorda di aver frequentato gli sciuscià dall’età di venti anni. Li descrive come ragazzi apparentemente normali, abituati a vivere sregolatamente finché non fanno ingresso al borgo, struttura in cui conducono una vita libera ma regolamentata e svolta in condizioni spirituali, sociali e civili migliori.


Traccia #5 di 10
Time IN: 00:17:13 – Time OUT: 00:20:45
Informatore/Esecuzione: Pilloni Antonio
Descrizione: L’informatore ricorda l’interesse dei salesiani nel portare avanti il loro progetto e il bisogno dei ragazzi di accettarlo per poter sopravvivere meglio, nonostante la manifestazione di casi di intolleranza da parte di alcuni di loro. Descrive poi la Roma del dopoguerra sulla base del loro comportamento e del modo di vestire.


Traccia #6 di 10
Time IN: 00:20:45 – Time OUT: 00:26:00
Informatore/Esecuzione: Pilloni Antonio
Descrizione: L’informatore ricorda alcuni particolari sul periodo di assistente in colonia estiva. Ricorda poi il suo percorso formativo e le attività svolte in qualità di assistente. Non ricorda casi di fuga attuati dai ragazzi, descrive alcuni tipi di castigo ordinario, ricordando la teoria sul castigo di don Bosco. Ricorda infine il carisma di don Pace.


Traccia #7 di 10
Time IN: 00:26:00 – Time OUT: 00:29:00
Informatore/Esecuzione: Pilloni Antonio
Descrizione: L’informatore spiega la differenza fra il sistema preventivo, ideato da don Bosco e basato sulla ragione, religione e autorevolezza, e il sistema repressivo, in cui trionfa l’autoritarismo. Ritiene che attualmente domini il lassismo.


Traccia #8 di 10
Time IN: 00:29:00 – Time OUT: 00:37:58
Informatore/Esecuzione: Pilloni Antonio
Descrizione: L’informatore descrive i tempi di efficacia del metodo preventivo. Sostiene l’importanza del rapporto di feeling tra educatore e studente, tramite il quale il sacerdote manifesta la sua autorevolezza, e riporta un esempio. Ricorda la sua capacità di self-control che gli ha consentito di non usare mai la violenza con i ragazzi, a differenza di don Verdecchia.


Traccia #9 di 10
Time IN: 00:37:58 – Time OUT: 00:42:52
Informatore/Esecuzione: Pilloni Antonio
Descrizione: L’informatore elenca i paesi in cui è stato trasferito, dopo il periodo di assistente. Ricorda la sporcizia della struttura salesiana di Gaeta e il tipo di disinfestazione attuata. Racconta di aver passato a Gaeta il periodo dell’aspirantato, quello di assistente, tra I e II liceo, e il primo anno di sacerdozio.
Ricorda e descrive l’esperienza dei laboratori di musica e di teatro.


Traccia #10 di 10
Time IN: 00:42:52 – Time OUT: 00:48:55
Informatore/Esecuzione: Pilloni Antonio
Descrizione: L’informatore ricorda di aver usato un repertorio di canti religiosi e ricreativi, anche se non possiede più gli spartiti, e ricorda qualche canzone suonata con accompagnamento dell’armonica a bocca. Ricorda una citazione sulla musica fatta da don Bosco.