29 Dicembre 2020

Bosio TeatroMusica

Il gruppo nasce per dare voce al libro/CD di Alessandro Portelli  “Mira la rondondella: musica, storie e storia dai Castelli Romani” pubblicato nel 2012 da Squilibri Editore. Le ricerche di Sandro Portelli ai Castelli Romani hanno prodotto una grande quantità di interviste e di canzoni su questa zona e sulla sua storia, da fine ‘800 ai giorni nostri. Da qui è nata l’idea di Sandro Portelli e Costanza Calabretta di costruire una rappresentazione teatrale, che alternasse testimonianze orali e canti, e facesse conoscere il lavoro ad un pubblico più ampio. Ne è nato lo spettacolo “Mira la rondondella” che prende il nome (come la pubblicazione) da una delle canzoni più emblematiche della ricerca. Le voci narranti dei bravissimi giovani attori Matilde D’Accardi e Nicola Sorrenti, la voce di Sara Modigliani da decenni attiva nel mondo del canto popolare, le chitarre di Gabriele Modigliani e Massimo Lella tra i migliori esecutori di musica popolare, l’organetto di Roberta Bartoletti grande virtuosa strumentista e compositrice, hanno creato un ensemble capace di rendere lo spirito e l’atmosfera dei Castelli percorrendo i tempi e le voci della ricerca di Portelli.

Il gruppo Bosio TeatroMusica ha continuato a collaborare con il Circolo Gianni Bosio elaborando un nuovo spettacolo di grande successo, attingendo il materiale da un’altra pubblicazione di Alessandro Portelli “Ribelle e mai domata: canti e racconti di antifascismo e resistenza”, libro/CD del 2016, sempre edito da Squilibri Editore. Il testo, rielaborato nuovamente da Costanza Calabretta, ha per protagonista una famiglia antifascista e operaia romana, durante il periodo del regime, dell’occupazione tedesca e della guerra. Ancora una volta lo spettacolo è costruito dalle interviste della famiglia, raccolte da Sandro Portelli, e da musiche e canzoni di quel periodo.


Mira la rondondella

Musica, storia e storie dai Castelli Romani

A cura di Costanza Calabretta e Alessandro Portelli
Produzione Circolo Gianni Bosio

Tratto dal libro/cd omonimo curato da Alessandro Portelli (Squilibri Editore 2012), lo spettacolo mette in scena un racconto corale dei Castelli Romani, da fine Ottocento al secondo dopoguerra, fra occupazioni di terre, antifascismo e Resistenza, intrecciando letture e canti sociali. Esito di una quarantennale ricerca sul campo che ha interessato Albano, Ariccia, Genzano, Lanuvio, Lariano, Marino, Rocca di Papa e Velletri, toccando anche Frascati e Grottaferrata, lo spettacolo ricostruisce una memoria storica e una cultura musicale forgiate dalla vicinanza con Roma e dal rapporto con la terra, nell’originale intreccio di cultura contadina ed echi urbani.

25 marzo 2015 – Teatro comunale di Casalmaggiore

Spettacolo del 20 marzo 2015 al Teatro comunale di Casalmaggiore

Mira la rondondella – Registrazione dello spettacolo del 20 marzo 2015 al teatro di Casalmaggiore per la Festa della Lega di Cultura di Piadena – PRIMA PARTE
Mira la rondondella – Registrazione dello spettacolo del 20 marzo 2015 al teatro di Casalmaggiore per la Festa della Lega di Cultura di Piadena – SECONDA PARTE

11 giugno 2017 – Orto botanico comunale di Genzano


Ribelle e mai domata

Storia e canti di una famiglia antifascista romana

A cura di Costanza Calabretta e Alessandro Portelli
Produzione Circolo Gianni Bosio

Lo spettacolo, che vede tornare in scena il cast di “Mira la rondondella: musica, storie e storia dai Castelli romani” è un racconto familiare, che nasce dall’intervista di Alessandro Portelli alla famiglia Menichetti. L’intervista è tratta dal volume “Ribelle e mai domata. Canti e racconti di antifascismo e resistenza” (ed. Squilibri 2016), che contiene dodici interviste ad altrettante donne, che ricordano la propria esperienza sotto il fascismo, durante il conflitto e la resistenza, e propone un ampio repertorio di canti partigiani e antifascisti dell’area centro-meridionale.

Nello spettacolo il racconto di Iva Manieri, moglie di Mario Menichetti, e delle sue cinque figlie ripercorre le vicende biografiche di Mario e della sua famiglia: l’attività antifascista clandestina di Mario, la brutale repressione fascista e la morte di alcuni compagni di lotta, la condanna al confino a Ustica, la gioia per la caduta del fascismo e il terrore dei bombardamenti, le privazioni, la fame, le difficili e precarie condizioni abitative che segnarono la vita quotidiana della numerosa famiglia. Le vicende dei Menichetti si intrecciano con quelle complessive dell’Italia e di Roma, nei difficili anni del fascismo, del secondo conflitto mondiale e del dopoguerra. Il racconto familiare e intimo si fa così espressione di vicende esemplari, ma anche trasversali e comuni.

Ad accompagnare la memoria autobiografica sono le canzoni che talvolta lo stesso Mario cantava, come le sue strofette di parodia o la sua versione di “Su comunisti della capitale”. Vengono poi presentati stornelli, canti rituali più noti, canzoni narrative e serenate d’amore, che pescano da un ampio repertorio popolare.

Matilde D’Accardi e Nicola Sorrenti del duo teatrale U-Combo, (voci narranti e canto); Sara Modigliani (voce narrante e canto), Roberta Bartoletti (organetto), Massimo Lella (chitarra), Gabriele Modigliani (chitarra).