23 Dicembre 2020

Iniziative del 2015

22 gennaio – Presentazione della ricerca  “Vietato l’ingresso”. Rapporto 2014  Osservatorio 21 luglio. “È severamente vietato l’ingresso agli zingari”. Un cartello recante questa scritta è apparso alcuni mesi fa in un esercizio commerciale, a Roma. Il giorno stesso il Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane ha emesso  un comunicato di netta condanna del gesto e di solidarietà alle comunità rom e sinti, contrapponendosi ai tanti commenti solidali verso le ragioni di chi aveva esposto il cartello. In seguito alla vicenda, rom, sinti ed ebrei si  sono confrontati sui temi relativi all’identità, all’integrazione, alle discriminazioni, ai pregiudizi, agli stereotipi nell’ambito di una ricerca promossa dall’ “Associazione 21 luglio” e svolta attraverso 21 interviste a membri delle due comunità. La ricerca ha dato luogo a una pubblicazione che intende stimolare il dialogo tra le minoranze del nostro paese. Coordina Stefano Batori.

23 gennaio – “Avanzamenti. Minatori, fabbri e operai nella ricerca sul campo e negli archivi” a cura di Guido Bertolotti (ed. Squilibri, 2014).  Ricerca condotta dall’Archivio di Etnografia e Storia Sociale (AESS). Nei luoghi che hanno praticato attività di estrazione o di trasformazione del ferro si sono trovati i materiali etnografici più interessanti, le comunità più sensibili alla “conservazione” di elaborati folklorici, gli informatori più straordinari: per i repertori canori, per i carnevali, per la ritualità religiosa e, naturalmente, per molti saperi tecnici specialistici. Una ricerca sul campo e d’archivio: di memorie orali, immagini e suoni, di riflessioni sulla cultura di gruppi sociali (minatori, artigiani, operai), attraverso punti di vista che rappresentano la molteplicità di interessi e competenze con cui, sul territorio, si sono affrontate e si affrontano problematiche complesse di conservazione, interpretazione e fruizione di documenti, materiali e immateriali. Intervengono: Sandro Portelli, Guido Bertolotti e Bruno Pianta.

31 gennaio – Lettura di brani da “I sommersi e i salvati” di Primo Levi. Introduzione di Vera Michelin Salomon e intervento di Maria Novella Sorge, psicologa e psicoterapeuta. Letture di Sara Modigliani e Fiorella Leone, a cura di Maria Fausta Adriani. In collaborazione con l’ANED.

20 febbraio – Presentazione del libro “Lavorare con lentezza. Enzo Del Re, il corpofonista” di Timisoara Pinto, ed. Squilibri, 2014. Cantastorie e corpofonista, Enzo Del Re è stato l’interprete più autentico di una stagione di impegno civile nella quale le canzoni di lotta e di protesta animavano il sogno di una società diversa. Con uno stile e un linguaggio inconfondibili, schioccando la lingua e percuotendo sedie e valigie o qualsiasi altro oggetto che potesse ritmare la sua urgenza di vita, è stato protagonista di memorabili esperienze culturali e teatrali, da Ci ragiono e canto 2 agli spettacoli con Nuova Scena, il Teatro Operaio e i Circoli Ottobre, per poi eclissarsi nella sua Mola di Bari, mentre il movimento del ’77 eleggeva a proprio inno una sua canzone, Lavorare con lentezza. Intervengono con l’Autrice Alessandro Portelli, Rudi Assuntino, Christopher Hahn, Elisabetta Malantrucco e Andrea Satta.

27 febbraio – Presentazione dell’edizione annotata on line di “Princesa”, di Maurizio Iannelli e Fernanda Farias de Albuquerque pubblicato nel 1994 per i tipi di Sensibili alle foglie. Per celebrare i vent’anni di Princesa nella sua nuova veste digitale interverranno: Ugo Fracassa e AnnaProto Pisani. Seguono interventi di Maurizio Iannelli, Sandro Portelli e Nicola Valentino.

24 marzo – Messa in scena di “Tante facce nella memoria”, spettacolo a cura di Mia Benedetta e Francesca Comencini, testi liberamente tratti dalle registrazioni raccolte da Alessandro Portelli per il progetto Fosse Ardeatine, conservate presso l’Archivio “Franco Coggiola” del Circolo Gianni Bosio; con Mia Benedetta, Bianca Nappi, Carlotta Natoli, Lunetta Savino, Simonetta Solder, Chiara Tomarelli. Regia di Francesca Comencini.

31 marzo – Presentazione del libro “Segnale Radio. Musica e propaganda radiofonica nell’Italia nazifascista (1943-1945)” di Gioachino Lanotte. Si tratta di un volume che integra e completa la documentazione sulla “Musica e propaganda radiofonica nell’Italia nazifascista,1945-1945” iniziata con la pubblicazione nel 2012 di “Il quarto fronte” dello stesso Autore. Il ruolo che ha avuto  la radiofonia nel delicato periodo della “transizione” 1943-45 riproduce la scissione del Paese in due tronconi: mentre nell’Italia del Sud, sotto il controllo degli Alleati, riprende l’attività delle stazioni antifasciste con le significative esperienze di radiodiffusione partigiana, la RSI assorbe parte dell’EIAR con un suo canale ufficiale dedicato a temi specifici dell’info-propaganda e inventa false emittenti clandestine. Ma, durante il periodo di Salò, la radio, oltre a veicolare informazioni, vuole essere anche fonte di svago con i suoi programmi di intrattenimento: le due dimensioni sono legate a doppio filo nella propaganda di regime. Lo sguardo rivolto al paesaggio sonoro che fa da sfondo all’esperienza di Salò, si profila così come un interessante contributo alla conoscenza di quei drammatici seicento giorni di vita italiana, oltre che una sfida intrigante dal punto di vista storiografico.
Interventi dell’Autore, Paola Carucci (Sovrintendente Archivio Presidenza della Repubblica) e Stefano Pogelli (regista RAI e responsabile Archivio storico della RAI). Intervento musicale di Alfredo Messina alla fisarmonica.

23 marzo – Presentazione di Mira la Rondondella. Musica, storia e storie dai Castelli Romani” lavoro teatrale/musicale tratto dal libro/cd di Alessandro Portelli (Squilibri Editore). Letture: Nicola Sorrenti e Matilde D’Accardi; Musiche: Sara Modigliani (voce), Massimo Lella e Gabriele Modigliani (chitarre e cori), Roberta Bartoletti (organetto). Ideazione: Alessandro Portelli e Costanza Calabretta.

20 maggio – La Grande Guerra nei canti, nella propaganda e nella tragedia: “Morire per chi…?” oratorio a più voci, basato su un testo che raccoglie documenti originali dei protagonisti della Grande Guerra, a cura di Roberto Franceschetti e Ezio Unfer. Introduce Enrico Pugliese. I 14 interpreti provengono dalla Scuola Popolare di Musica di Testaccio e dal Circolo Gianni Bosio. Coordina Fiorella Leone.

6 giugno – La Banda musicale di Ginestra Sabina commemora il suo Centenario, suonando in concerto Inni e canti dei soldati della Grande Guerra. Ascolto della registrazione originale di O Gorizia, conservata nell’Archivio sonoro “Franco Coggiola” del Circolo Gianni Bosio, poi eseguito dalla Banda. Letture di brani poetici e racconti di guerra raccolti dalle storie familiari registrate a Ginestra da Maria Cristina Angelici. L’evento è promosso dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo di Roma. Viene inaugurata la mostra fotografica “Ginestra Sabina ricorda la prima guerra mondiale e i suoi caduti” : lettere e fotografie rinvenute negli archivi familiari ed oggetti appartenuti ai soldati, come elmetti, maschere antigas e giornali dell’epoca.

12 giugno – All’interno della Rassegna cinematografica Cinema storia e… La Grande Guerra” proiezione del documentario “L’albero tra le trincee” di Alessandro Scillitani (2013, 89’) e del  film “Orizzonti di gloria” di Stanley Kubrick, (1957, 86’). Introduce Fiorella Leone.

17 giugno – Presentazione del libro “Storia intima della grande guerra. Lettere, diari e memorie dei soldati dal fronte” di Quinto Antonelli ed. Donzelli,2014. Chi scrive queste pagine è per lo più un soldato subalterno (che prima di essere chiamato alla guerra faceva l’operaio, il contadino, l’artigiano), con l’unica ambizione di rivolgersi ai suoi famigliari, per difendere quel ponte comunicativo che il conflitto rischia di interrompere: si tratta di una ricchissima documentazione (che quasi sempre si sottrae alle norme ortografiche e sintattiche, e per questo può sembrare ingovernabile) raccolta presso il Museo storico del Trentino, e a lungo esclusa dal racconto nazionale, in quanto considerata marginale, se non conflittuale: gli autori sono infatti «tutti» gli italiani, anche quelli che un secolo fa erano sudditi dell’Austria: trentini, giuliani, triestini.
Con l’Autore, intervengono Enrico Verra, regista del dvd “Scemi di guerra” allegato al volume e Alessandro Portelli. Porta i saluti il direttore del Museo Storico del Trentino, Giuseppe Ferrandi. Intervento del gruppo musicale “L’Albero della Libertà”.

15 ottobre – Presentazione del poemetto “Quer 16 de ottobbre“ di Alberto Ciarafoni. 70 sonetti per raccontare in vernacolo romanesco la storia della deportazione degli Ebrei del Ghetto di Roma. “E c’era ‘na donnetta quella sera…” basta un verso e ci si trova nel mezzo della Storia, in quel momento, in quel luogo, con tutta l’emozione delle voci dei protagonisti: Celeste, che da Trastevere ha “passato ponte” per avvertire la gente del Ghetto e questi che si rifiutano di crederle; Letizia che per prima riconosce il trambusto degli stivali delle SS che salgono per le scale; il proprietario del bar che viene da Monte Savello e vede i camion che si avvicinano alla Piazza…e poi ma mano la tragedia che si compie sotto gli occhi attoniti e increduli di vecchi, donne, bambini; la vicenda del rastrellamento porta a porta, la mattina del 16 ottobre 1943, viene osservata con un puntuale sguardo critico e non senza quel tanto di ironia romanesca dall’Autore, cui non sfugge nessun particolare per rappresentare la situazione, con il ritmo serrato imposto dall’endecasillabo, ma senza mai cedere alla tentazione di un atto creativo che non sia strettamente legato alla memoria storica.  Sarà ascoltando lo stesso Autore, Alberto Ciarafoni, geniale ideatore ed interprete, che ci si potrà chiedere: ma avranno mai pronunciato quelle frasi? Un esempio di come dare ancora una voce a coloro che, dopo non molto, avrebbero perso ogni speranza di rimanere in vita.

3 novembre – Presentazione  del libro “Domani”,  romanzo di Velio Abati, ed. Manni, 2013. Ne parla l’Autore con Alessandro Portelli. Interventi di Donatello Santarone, Università Roma Tre e di Tommaso Di Francesco, poeta e giornalista de il Manifesto.

6 novembre –  Presentazione del libro “ Badlands – Springsteen e l’America: il lavoro e i sogni” di Alessandro Portelli, Donzelli 2015. Interventi di Antonella D’Amore, Patrizia De Rossi, Francesco Cassiani, Ugo Bottai.

23 novembre – Presentazione del romanzo” Adua” di Igiaba Scego, Giunti Editore . Romanzo a due voci, quella di un padre che in Somalia fa da interprete durante il regime e quella di una figlia che fugge in Italia inseguendo il miraggio del cinema:  Adua indaga il loro rapporto impossibile e ci racconta il sogno di libertà che ha consumato in modi e tempi diversi le vite di entrambi. Interventi di Alessandro Portelli e Marina Collaci.

10 dicembre – In occasione della Giornata internazionale dei Diritti Umani, proiezione del documentario “Destinazione: il nulla. Il testimone” regia di Carlo Massa in collaborazione con Pietro Kuciukian; prodotto e distribuito da “Institute Museum of Armenia Genocide”. 1996 (53’). Armin T. Wegner,  come giovane volontario nel servizio sanitario tedesco, fu testimone oculare della tragedia del genocidio armeno del 1915 ad opera dei Giovani Turchi. Wegner assiste alla cacciata di un intero popolo verso il deserto e vede fiumane di deportati morire lentamente disperdendosi nel “nulla”. Annichilito da quello spettacolo, scatta una lunga serie di fotografie e scrive testimonianze che utilizzerà per denunciare al mondo l’orrendo crimine contro l’umanità. Nel film, il figlio di Wegner, Mischa, accompagnato da Pietro Kuciukian, medico armeno della diaspora, che ha fondato a Milano il Comitato per la Foresta dei Giusti,  ne racconta la vita. Wegner non ha mai smesso di interrogarsi sulle dinamiche e sul senso di colpa collettivo del genocidio armeno, come della Shoah. Il film si chiude con il suo testamento spirituale.
Introduce Maria Immacolata Macioti. In precedenza, proiezione del video “Mosaico”, storia animata con i disegni di Eugenia Serafini e regia di Angela Cannizzaro.

15 dicembre – Memorie di piazza. Racconti sulla Resistenza e l’8settembre a San Saba. Il 10 settembre 1943, Porta San Paolo ha visto in campo decine di civili, uomini e donne del rione San Saba, a sostegno dei combattenti antifascisti e antinazisti, in una  durissima battaglia che segnò l’inizio della Resistenza romana: le donne fornirono abiti civili ai militari rimasti senza direttive, mentre  i giovani, armati alla meglio, dettero il loro contributo logistico e umano. In questo incontro, alcuni anziani che ebbero parte attiva in quegli eventi, desiderano trasmettere il loro messaggio alle nuove generazioni, raccontando episodi e avvenimenti  dei difficili mesi dell’occupazione. Esemplare è la vicenda del Giusto, Bruno Fantera e di Mino Moscati, due persone che hanno vissuto a San Saba i momenti bui della persecuzione razziale, ma anche la gioia del giorno della Liberazione, il 4 giugno 1944.
Lo scorso 25 aprile, un gruppo di abitanti delle case popolari di San Saba che, sin dal primo ‘900, costituiscono il nucleo storico del rione romano, ha promosso un momento collettivo di riflessione e memoria nella piazza del rione.  Davanti al monumento ai caduti della Grande Guerra, si sono alternati i canti partigiani, le testimonianze degli anziani, il coro dei bambini della scuola elementare “Leopoldo Franchetti”  e le letture degli studenti.  Verrà proiettato il doc-film  realizzato nel corso di questa iniziativa dal titolo “Memorie di piazza” (33’, auto-prodotto).
Introduzione di Alessandro Portelli; interventi di Fabrizio Fantera e Carla Spaziani della Rete Comune Inquilini ATER di San Saba. 

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