Messaggio di Eugenio Cirese a Fossalto e Castropignano
Tra i materiali registrati nella campagna del 1954 si trova un documento di carattere insolito: non una performance folklorica ma un recitativo personale. Eugenio Cirese — padre di Alberto Mario, poeta e folklorista molisano — recitò su nastro magnetico un messaggio autobiografico indirizzato alle comunità di Fossalto e Castropignano, i luoghi della sua infanzia e della sua formazione. Il messaggio fu poi pubblicato su La Lapa nel 1954 (pp. 76–77).
Il testo di Eugenio Cirese mescola italiano e molisano, e intreccia il paesaggio della memoria con le voci dei defunti ancora presenti:
«A Fossalto si svolge il lucido nastro della mia prima vita; ed ora il mio cuore torna a farsi ogni giorno più fossaltese. Ascolta le voci che sono tutte presenti, tutte vive e tutte care. Nella casa di Castropignano è il centro delle mie memorie. Mi pare che Mammà, Nicolino, Emilia, siano lì a continuare a raccontare la malinconica favola della vita, e che io debba addormentarmi, sentendolo, quille cunte senza tiempe, sott'a ru chiuschette.»
Nel quaderno di campo il brano è trascritto alla bobina n. 1, traccia Babbo: messaggi a Fossalto e Castropignano (contatore 10,30–10,11). Sulla stessa bobina compaiono altri brani di Eugenio Cirese — tra cui una ninna nanna cantata..
Ascolta la registrazione
Eugenio Cirese — Messaggio a Fossalto e Castropignano, 1954
Fonte: AC.AMC.ALF.A98 — Bobina n. 1, traccia 10,30–10,11. Campagna etnomusicologica Molise 1954.


