L'Archivio Cirese: storia e contesto
L'Archivio Cirese è il risultato della sedimentazione documentaria di una famiglia profondamente radicata nella cultura popolare e nella vita intellettuale italiana. I materiali che lo compongono spaziano dalla fine dell'Ottocento ai primi anni del Duemila e riflettono percorsi biografici e intellettuali intrecciati ma distinti: quelli di Aida Ruscitti, di suo marito Eugenio Cirese e del loro figlio Alberto Mario Cirese.
Il nucleo originario dell'archivio si è formato nel corso della vita di Eugenio Cirese, che conservò con cura sistematica la propria corrispondenza, i manoscritti delle proprie opere poetiche e folkloristiche, e i materiali relativi alla sua attività culturale in Molise e nel Lazio. Alla sua morte, nel 1955, Alberto Mario Cirese ne assunse la custodia e continuò ad accrescere il fondo con i propri materiali, producendo uno degli archivi personali di studioso più ricchi e articolati della seconda metà del Novecento italiano.
Il versamento all'Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale è avvenuto nel 2021, nell'ambito di un progetto di valorizzazione del patrimonio archivistico legato alle discipline demo-etno-antropologiche. L'inventariazione è stata condotta secondo gli standard DACS e ISAD(G), con l'obiettivo di rendere accessibile la collezione alla comunità scientifica internazionale e al pubblico generale.
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Il Fondo Cirese — dettaglio della sistemazione |