Novità e Appuntamenti
Venerdì 25 Maggio - ore 17.30
Casa della Memoria e della Storia
Via di San Francesco di Sales 5 - Roma
Presentazione del volume
I LUNGHI ANNI SESSANTA
di
BRUNO CARTOSIO
ne discutono insieme all'autore
IDA DOMINIJANNI e ALESSANDRO PORTELLI
intervento musicale di
MARIANO DE SIMONE
"Se è vero che gli Stati Uniti in cui una donna e un nero si sono contesi la candidatura alla Casa Bianca e in cui Barack Obama è stato poi eletto presidente non sono quelli di prima degli anni sessanta sarà ben possibile concludere non solo che il cambiamento c’è stato, ma che decisivi nel provocarlo sono stati i movimenti che hanno lottato per l’abbattimento delle preclusioni nei confronti di tutti coloro che, in modi diversi, erano stati gli esclusi"
Nei "lunghi" anni Sessanta, che iniziano già nelle lotte antisegregazioniste dei neri del Sud negli anni Cinquanta e si protraggono nei Settanta con il movimento di massa delle donne, si assiste a uno straordinario mutamento culturale e dei costumi. La trasformazione non si può ridurre alla sola controcultura, che ebbe il suo apice a Woodstock nel 1969, e non riguardò soltanto i giovani, coinvolse invece l'intera società.
Sul senso di quegli anni, sui quali la storiografia si era a sua volta divisa nel giudicare le responsabilità del potere e i suoi contestatori, si interroga oggi Bruno Cartosio, ripercorrendone attraverso miti e realtà, cultura e politica, la fondamentale spinta liberatoria.
Nei "lunghi" anni Sessanta, che iniziano già nelle lotte antisegregazioniste dei neri del Sud negli anni Cinquanta e si protraggono nei Settanta con il movimento di massa delle donne, si assiste a uno straordinario mutamento culturale e dei costumi. La trasformazione non si può ridurre alla sola controcultura, che ebbe il suo apice a Woodstock nel 1969, e non riguardò soltanto i giovani, coinvolse invece l'intera società.
Sul senso di quegli anni, sui quali la storiografia si era a sua volta divisa nel giudicare le responsabilità del potere e i suoi contestatori, si interroga oggi Bruno Cartosio, ripercorrendone attraverso miti e realtà, cultura e politica, la fondamentale spinta liberatoria.
Info
Casa della Memoria: 066876543
Ufficio Stampa: susannacerboni@libero.it
Sabato 26 Maggio - ore 21.00
Circolo Gianni Bosio
Via di Sant'Ambrogio 4 - Roma
OGNI GIORNO UNA STORIA
MUSICA E VITA DI MATTEO SALVATORE
VALENTINA BRANDAZZA, voce, chitarra e percussioni
GIOVANNI GRECO, regia e voce narrante
ALFREDO MESSINA, voce e fisarmonica
Lo spettacolo teatrale nasce a seguito di un lavoro di archivio ed una ricostruzione della memoria storica - personale e collettiva – cresciuta attorno al personaggio di Matteo Salvatore. La volontà della scrittura e della messa in scena è quella di individuare e narrare poeticamente, attraverso le canzoni di Salvatore ed il racconto di parte della sua esistenza, l’epica favoleggiata nell’opera del cantautore. Dall’infanzia tormentata e reietta alla notorietà, dalla fortuna allo stordimento improvvisamente succeduto alla fama, si dipana il sogno evocativo dell’artista pugliese e si tracciano le tappe della fondazione di un mito: l’edificazione di un linguaggio lirico che si fa portatore di una razza, quella degli ultimi, e di un mezzogiorno affamato, arretrato e lasciato alla dimenticanza. Nel corso dei tanti anni di produzione artistica, Salvatore rielabora le figure retoriche della musica popolare con grazia e spietatezza, assecondando vette intoccate di bellezza e di terrore. La povertà estrema ed il suo contrario di ricchezza efferata, la disgrazia, l’impossibilità di riscatto per chi viene al mondo coi natali infamati, il languore osservato come desiderio cupido di tutto quanto non si possa avere ma anche l’amore e la tenerezza per chi e quanto si ha intorno prendono forma nell’opera del cantautore piegandosi in declinazioni inedite e sorprendenti. Dal 1925 al 2005, la vita e la musica di Salvatore raccontano la storia italiana con la voce dei miserabili: una stirpe di individui senza nomi propri – lu pecurere, lu furestiere, lu sergiere, lu ‘nzurrete, lu pescivendolo, la cumere, lu penziuneto -, i cui destini taciuti parlano il dialetto silenzioso degli sconfitti di nascita. Una lingua nuova, delicata e violenta, ruvida e senza predecessori; non è un caso che Calvino di lui dicesse: Le parole di Matteo Salvatore noi le dobbiamo ancora inventare.
Info
Segreteria Bosio: 0668135642Ufficio Stampa: susannacerboni@libero.it

Il Circolo Gianni Bosio è musica popolare, storia orale, memoria, ricerca, intervento, progetto, mostre, scuola delle musiche… Il Circolo Gianni Bosio è la più grande raccolta di materiali sonori musicali e storici di Roma e del Lazio, una risorsa di memorie e di visioni, una matrice di spettacoli, concerti, seminari, dischi, libri…
occupazioni delle terre in Calabria, le immagini dell’Agro Pontino, i racconti e le fotografie di San Lorenzo, il saltarello e il Venerd Santo, le coralline di Torre del Greco, Vallepietra e Maccarese, i minatori del Kentucky, le acciaierie di Terni, i ragazzi di strada del dopoguerra a Roma, la pizzica, la passione di Giulianello, I Giorni Cantati, rivista di culto, i cartai di Isola Liri...
il primo Canzoniere del Lazio, la musica degli immigrati a Roma, la
pasquella di Velletri, il blues, Romolo Balzani, Woody Guthrie,
Giovanna Marini, Barbara Dane, Italia Ranaldi, Dante Bartolini, Tonino
Zurlo, Paolo Pietrangeli, Piero Brega, Sara Modigliani, Lucilla
Galeazzi...
la canzone politica, la canzone di lavoro, lo stornello, l’ottava rima
dei poeti a braccio, le zampogne, i pellegrinaggi, i cortei, i cantieri
edili, le borgate, l’Alto Lazio, gli Appalachi, la Ciociaria e la
Sabina, la Resistenza romana, le storie del ’68, del ’77, della
Pantera, del dopo-Genova, e tante altre cose ancora...
La sede del Circolo Gianni Bosio è a Roma