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Festival di Culture Popolari del Circolo Gianni Bosio a Collelongo (AZ)

Il FESTIVAL DI CULTURE POPOLARI di Collelongo è un’emanazione del Circolo Gianni Bosio, entità composta da persone di diverse generazioni che lavorano insieme per una storia comune. Da oltre cinquant’anni, il Circolo Gianni Bosio si occupa di memoria orale e ospita uno dei più importanti archivi sonori d’Europa, con un’infinità di reperti provenienti dalle tradizioni musicali italiane, inglesi e americane nonché da culture di ogni continente. L’attenzione del Circolo Gianni Bosio per la musica e le culture popolari ha portato nel 2021 alla realizzazione della prima edizione del Festival di Culture Popolari: un originale progetto di intervento culturale sul territorio, ora giunto alla quarta edizione che si terrà dal 25 al 28 luglio 2024 a Collelongo, AQ, nel Parco Nazionale d’Abruzzo.
Sin dalla sua prima edizione, si realizza con le sole forze del Circolo Gianni Bosio, il sostegno del Comune e della Proloco di Collelongo e la collaborazione del Comitato Feste Patronali.

Il festival si compone di una serie di eventi diversi che comprende: concerti, musica di strada, laboratori di teatro, musica e storia orale, tavole rotonde pubbliche su questioni legate alle tradizioni popolari e alla vita nelle aree interne, attività per bambini, pasti preparati e consumati in comunità, attvità rituali dlegate alla ritualità e alla festa.

Edizione 2021

Il programma della prima edizione del Festival in PDF


Edizione 2022

Il programma della seconda edizione del Festival in PDF


Edizione 2023

Il programma della terza edizione del Festival in PDF

Scrive Claudio Tosi:

Il Festival delle Culture Popolari, organizzato dal Circolo Gianni Bosio col sostegno del Comune d Collelongo (Aq) ha celebrato nel mese di agosto 2022 la sua seconda edizione. E’ già in preparazione la terza, che avrà luogo dal 28 al 30 luglio. Claudio Tosi (che fa parte sia dell’attivo del Circolo Gianni Bosio sia del CEMEA – Centri di Esercitazione ai Metodi dell’Educazione Attiva) In questo intervento, ci dà una percezione dall’interno di questa coinvolgente esperienza – nel corso della quale Claudio ha tenuto nel corso del festival un laboratorio di danze popolari che è culminato con un irresistibile ballo in strada
Settembre andiamo è tempo di migrare. Ora in terra d’Abruzzo i miei pastori lascian gli stazzi e vanno verso il mare…E noi in Abruzzo ci siamo venuti prima, ancora in agosto, una comunità composita per età e provenienza che si è riunita a Collelongo, il primo paese uscendo dalla Piana del Fucino, per il Festival delle Culture Popolari organizzato dal Circolo Gianni Bosio, e ha preso posto in campeggi, ostelli e alberghi tra queste case antiche, che sento disponibili ad accogliere ma non a modificarsi. E forse, poi, è proprio questo che si cercava, il potersi affacciare ad una realtà che non si piega alle ideologie del moderno, essere accolti, ma da una testimonianza. E quella, indubitabilmente, c’è. Lo dicono le pietre antiche delle case e le schiene vetuste dei monti, divisi da gole strette di boschi, incise profondamente dall’azione dell’acqua.
È il secondo anno e c’è familiarità negli sguardi dei paesani che ti scrutano rinunciando alla domanda di rito: “A chì si figghie tu?” che non avrebbe una risposta adeguata. Ma nel mettere a disposizione il cortile, nell’accordare l’uso delle piazze, nell’affacciarsi al dibattito o nel piazzarsi in prima fila al concerto, la gente del paese la senti che c’è. Che magari non parla, ma che non ti ha cancellato.
Questa relazione decorosa e silente è un filo importante, perché la commistione ci nutre; la presenza è più concreta e i discorsi sono più significativi se hanno una radice nella comunità che li ospita.
E siamo al 19 Agosto, le persone sono arrivate; il programma ha preso il via, i laboratori hanno iniziato a dissodare le sensibilità e a scaldare i gruppi e la Piazza ci accoglie, sotto il palco della Festa Patronale appena conclusa, di fronte al frontone della chiesa ora adibita a luogo di mostre, pronti all’avvio ufficiale del Festival, con i saluti, sentiti e partecipati della Sindaca, Rosanna Salucci, e un tema antico e cruciale, come la pastorizia. Siamo in molti, non solo da fuori, e ci si guarda intorno, per capire chi c’è e chi manca. Abbiamo forte e significativa la presenza dei compagni di Piadena, il Gianfranco “Micio” Azzali e Giuseppe Morandi, che tanto ci hanno tenuto insieme in questi anni, e un gruppo nutrito di giovani attivi nel cercare una via sensibile all’accademia; una pista che colleghi l’analisi all’immersione nella realtà, il testo al contesto.

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Alcune immagini della terza edizione del Festival realizzate da Susanna Buffa.