Una famosa canzone romana del dopoguerra lamentava che nella città di Roma, diventata “forestiera”, non si sentiva più musica nelle strade e nei quartieri. Oggi, è proprio la “Roma Forestiera” dei migranti, dei rifugiati, delle “seconde generazioni”, a riportare la musica nelle strade di Roma. Sempre più, la musica popolare di Roma è somala, romena, curda, nigeriana, filippina, senegalese, marocchina… La collana Roma Forestiera è dedicata a questi nuovi suoni della città e ai loro protagonisti.
Come la letteratura migrante è uno dei filoni più nuovi e affascinanti della letteratura italiana contemporanea, allo stesso modo la moltitudine di musiche “forestiere” è la vera musica popolare della Roma di oggi – la musica delle strade, delle periferie, delle comunità, degli emarginati, dei “subalterni”.
Come tutta la musica popolare, allora, non possiamo accontentarci di ascoltarla nelle esperienze più visibili e affermate (come l’Orchestra di Piazza Vittorio), ma è necessario andarla a cercare non tanto nelle esperienze professionistiche e di spettacolo, pure significative, quanto nei repertori personali e nelle realtà comunitarie: che canzoni hanno portato con sé le badanti ucraine, che cosa si canta nelle feste latino-americane, che cosa suonano i musicisti balcanici o rom quando suonano per se stessi?
Con “Roma Forestiera”, il Circolo Gianni Bosio – che in quarant’anni di ricerca sul campo ha costituito il corpus più completo della musica popolare di Roma e del Lazio – lancia una nuova fase della ricerca etnomusicologica: il rilevamento dei repertori e delle forme musicali dei migranti a Roma. Non è solo un discorso accademico: mai come ora il riconoscimento della presenza culturale, dei migranti come artisti e portatori di cultura, di saperi e di bellezza, è necessario per arginare il diffondersi di atteggiamenti e discorsi xenofobi e razzisti che rischiano di farsi senso comune.
La ricerca investe diversi spazi e luoghi di espressione:
- la strada (i suonatori di strada, i tram, la metropolitana – e le manifestazioni antirazziste
- la festa e il rito (eventi religiosi, incontri di comunità, performance in pubblico)
- la casa (le ninne nanne, i giochi, i repertori personali, la memoria musicale individuale)
- la scuola (spazio di incontro e fra il privato e il pubblico e di intrecci fra culture).
Questo CD contiene una selezione di una ventina di brani di 15 paesi. Si tratta di registrazioni sul campo – in strada, in casa, a scuola, nei campi rom, nelle chiese. Perciò le musiche e le interviste sono presenti con tutto il contesto – il traffico, le voci di fondo, i cellulari, le grida dei bambini in chiesa… – e nella forma di performance diretta e immediata: la musica come evento sociale inserito in un tempo e in uno spazio.
Alessandro Portelli